Il miracolo della guarigione

Analisi di alcuni dipinti che hanno come protagonista san Pietro

di Giorgio di Salvo. Molti artisti, tra cui Masaccio, hanno raffigurato i miracoli di guarigione e gli esorcismi prodotti da San Pietro, che guariva con il suo tocco o semplicemente con la sua ombra

Esiste una potente simbologia mistica nella tradizione evangelica. Un esempio molto importante  riguarda il miracolo della guarigione operata da Pietro che, da arcigno pescatore, dopo la Pentecoste diventa una guida illuminata.

Il miracolo della guarigione
Mattia Preti, “Pietro rinnega Cristo”

Dopo aver rinnegato per ben tre volte il suo Signore prima che un gallo cantasse, si getterà da una barca per poter riabbracciare lil suo maestro dicendo di amarlo tre volte.

È chiaro che le antiche tradizioni scritte ci stanno raccontando la storia di un uomo comune, anche nella sua ignoranza, che nello scorrere degli eventi mette tutta la sua forza umana per diventare il Santo che tutti necessitavano.

Ma egli si distinse più di tutti i suoi compagni non solo per il suo carisma di “capo successore degli apostoli”. Pietro fu colui che praticò più esorcismi e guarigioni, che avvenivano senza rituali, ma automaticamente al passaggio della sua ombra.

L’ombra di Pietro si sposta per guarire gli storpi
Possiamo vedere come il grande pittore Massaccio nella Cappella Brancacci (chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze) abbia dato grande enfasi alle cronache, descrivendo in maniera sublime i fatti possibilmente accaduti. Nel dipinto “San Pietro risana gli infermi con la sua ombra” (databile al 14251427.), San Pietro, con un giovane Santo Stefano suo discepolo alle sue spalle, al suo passaggio l’ombra si direziona verso gli storpi che ad uno ad uno guariscono.

Il miracolo della guarigione
Firenze. Masaccio. “San Pietro risana gli infermi con la sua ombra”.

Da notare: siamo in pieno giorno e non esistono altre ombre al difuori di quella di Pietro. Potremmo immaginare un orario vicino al mezzogiorno, dove tutte le ombre sono eliminate dal sole a picco. Ma non quella del santo, sembra quasi che l’ombra del dipinto viva di luce propria. Altro particolare folgorante che denota la grandezza del Pittore sono i  volti dei miracolati che vivono di luce propria e non vengono adombrati al passaggio dell’ombra dello stesso Pietro. Incommensurabile dal punto di vista simbolico.

La guarigione di sant’Agata
Ma esiste un aneddoto ancora più interessante. Oserei dire pure commovente: la Guarigione di Sant’Agata.

Lei era una fanciulla pagana, bella e di buon lignaggio, figlia di un ricco possidente. Questa giovane donna aveva come unico scopo convertirsi e sposare la dottrina cattolica. Nulla di male, se non fossimo in una Sicilia del terzo secolo sotto il dominio dell’imperatore romano Decio. Periodo truce per chi nasceva  cristiano o per chi avesse l’intenzione di convertirsi.
Non fu condannata a morte, grazie alle buone conoscenze del padre, ma fu torturata e spinta al desiderio carnale presso dei bordelli. Pur assistendo alle peggiori orge pur di abiurare al credo di Cristo, lei non demorse mai. Fino a quando dopo innumerevoli tentativi gli furono strappati i seni, il simbolo della femminilità.

La stessa notte durante una delle sue continue agonie, si  racconta che S. Pietro passò dalla sua prigione e con una carezza all’altezza del suo petto, sfiorando le sue atroci ferite, lei fu guarita. A raccontarci questo tenero aneddoto è il pittore Giovanni Lanfranco di scuola caravaggesca1 (figura 3), che, secondo il mio giudizio, superò il suo maestro. Il Lanfranco ci dona infatti uno degli esempi di simbologia a dir poco insuperabile, nascondendo il vero simbolo davanti ai nostri occhi.

Il miracolo della guarigione
Parma. Giovanni Lanfranco .”Sant’Agata visitata in carcere da San Pietro e l’Angelo”.

Notiamo la Martire con espressione serena che si sofferma a mistificare la mano dell’angelo che guida la mano di Pietro verso le ferite sanguinati.(che sta a significare la cura tempestiva della fede). Ma è qui che il dipinto raggiunge l’apice e abbatte qualsiasi  gesto didascalico. Dove troviamo Il miracolo della guarigione?

Semplice ma complesso per chi non conosce il Vangelo. Impossibile ad una comprensione logica e razionale. Il simbolo della guarigione sta nell’ombra scura di Pietro rivoltata verso di esso. Pietro in quel momento è la guarigione stessa. È l’ombra che Masaccio molti anni addietro aveva indicato di vita propria.

Mentre Lanfranco vuole comunicarci qualcosa di più profondo. Ai comuni amanti dell’arte, questo potrebbe significare solamente un gioco di chiaro scuro, ma non è cosi. L’angelo potrebbe significare lui la guarigione e Pietro un mero spettatore; forse, ma non è ancora così.

Grazie alle lenti della simbologia mistica possiamo tradurre il dipinto con un aspetto più significante e profondo. L’angelo non tocca Agata ma indica con le sue dita la mano di Pietro che sta per sfiorare il corpo della martire. È in quell’istante che scopriamo tutta la purezza di Pietro. Umile e senza volto, colmo di pietà, a stento riesce ad avvicinare il palmo. L’angelo con il suo indice tocca il dito anulare di Pietro, il dito della fede e del sentimento. L’unico dito che il Santo riesce ad avvicinare al corpo di Agata. Un dito nascosto a noi spettatori che stiamo assistendo al miracolo della guarigione… quello segreto.

Giorgio Di Salvo
Laureato il lettere. Regista e autore teatrale. Studioso di simbologia dell'arte, di testi sacri e letture esoteriche.