Franco Battiato è ancora con noi

"Finché non saremo liberi torneremo ancora e ancora e ancora"

di Manuela Pompas. Un artista che non sarà facile dimenticare. Franco Battiato è stato un artista unico, geniale, sorprendente, che aveva esplorato generi musicali, linguaggi e filosofie.

Adesso il suo “centro di gravità permanente” l’ha sicuramente trovato. Nella dimensione di luce che ha raggiunto da poco dopo una lunga malattia, un altro viaggio che lo incuriosiva e di cui non aveva sicuramente paura. Chissà se di là ha trovato le risposte che l’avevano spinto tutta la vita a errare lungo “le vie che portano all’essere”.

Era un artista, ma anche uno sperimentatore, un filosofo, un mistico
Franco Battiato è ancora con noi
Franco Battiato se ne è andato il 18 maggio, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della musica e non solo. Ha scritto canzoni che erano una via di mezzo tra poesie e filosofia, era un cantautore, un poeta, che ha anche calcato le scene del teatro, diretto due film, dipinto. In poche parole era un esploratore della vita, dell’arte, dell’anima, un mistico.

Di Battiato mi aveva parlato negli anni ’80 Maria Rosaria Omaggio, quando lui aveva fondato la casa editrice l’Ottava che, a quanto mi ricordo, comprendeva anche una piccola cerchia di amici che studiavano e seguivano gli insegnamenti di Gurdjeff e del sufismo. Tra questi c’era anche Alice, con la quale aveva stretto un lungo sodalizio musicale, portando tra l’altro all’Eurovision nell’84 I treni di Tozeur.

La musica l’aveva nel sangue fin da piccolo e, nonostante il padre cercasse di impedirgli di suonare, aveva imparato a suonare il piano e la chitarra, strumento questo con cui era sbarcato a Milano, dove si era presentato al derby. E, come ricorda Vecchioni, non gli interessava il successo, non era ferito se ai suoi primi concerti, il pubblico se ne andava. Lui doveva suonare e seminare, non aveva paura della critica. “La musica è lo specchio della trasformazione di chi la fa e lo strumento della trasformazione di chi l’ascolta”, dichiarò una volta.

Franco Battiato è ancora con noi
Georges Gurdjieff.
Franco Battiato è ancora con noi
René Guenon.

Nel suo percorso di artista aveva esplorato tutti i generi musicali, ma anche tutte le strade del mondo, l’Occidente, il Medio Oriente e anche l’Oriente, l’America.
Nei suoi testi mischiava lingue e linguaggi, aveva studiato le religioni, le tradizioni, le lingue, tra cui anche l’arabo antico, che utilizzò nel suo concerto a Bagdad.

I suoi primi punti di riferimento esoterico furono René Guenon, al quale si ispirò per la canzone L’era del cinghiale bianco, poi si interessò di sufismo – e in un suo spettacolo portò sul palco i Dervisci rotanti, che cercano di raggiungere il divino ballando  – per poi approfondire Gurdjeff, apprendendo da questo incredibile personaggio l’arte del sorprendere, mischiare le carte, buttare nonsense anche linguistici che però obbligavano a pensare.

La morte non l’ha colto di sorpresa: la conosceva
Se ne è andato, sapendo che cosa l’aspettava nell’aldilà, la dimensione che i tibetani chiamano il Bardo, lo stato di transizione tra la morte e la rinascita. Su questo argomento aveva anche pubblicato un libro, Attraversando il Bardo (Bompiani), da cui era nato anche un film, intervistando chi sapeva, chi esplorava, ad esempio un sacerdote o un lama tibetano.

E aveva anche cantato la morte in modo esplicito e anche la rinascita, in Torneremo ancora. “La vita non finisce e come in sogno la nascita è come il risveglio, finché non saremo liberi torneremo ancora e ancora e ancora“, canta in questa sua bellissima canzone sulla reincarnazione. “Il mondo inviolato ci aspetta da sempre“. E in Testamento ricorda che “noi non siamo mai morti e non siamo mai nati“.

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.