“I miei incontri con esseri speciali“

Il fantastico racconto di una "contattata" fin dalla prima infanza

di Donatella Galletti. Intervista con Maia Nartoomid, una sensitiva USA – studiata dall’astronauta Edgar Mitchell – che racconta di aver incontrato gli alieni.

In perfetta sincronicità con il convegno “UFO e alieni”, ho inviato a Karmanews l’intervista che ho fatto a una sensitiva americana che si occupa da decenni dell’argomento. Maia Chrystine Nartoomid è una bella signora alla mano, di quelle che potrebbero apparire in una trasmissione di cucina insegnando ricette di sicuro successo, con allegria ed un pizzico di magia, ma anche con uno sguardo che rimane impresso.

Invece aiuta le persone sul cammino spirituale, fa sessioni di letture akashiche, ed ora è focalizzata soprattutto sul Quantum Logic Interacting Program, che ha ricevuto telepaticamente da esseri speciali.

Maia, ci racconti qualcosa della tua vita legata alla sensitività?

Maia Chrystine Nartoomid.

«Quando avevo cinque anni vivevamo negli Ozark, la più grande regione montuosa in USA, tra le Montagne Rocciose e gli Appalachi. Parlo del 1954: eravamo in un posto sperduto nel deserto e non c’era televisione, se volevamo vedere un film western dovevamo andare in città.

Di notte arrivavano degli esseri che indossavano tute aderenti, simili a uniformi. Erano bellissimi, dall’aspetto nordico, e mi mostravano degli apparecchi che ho scoperto parecchi anni dopo essere dei computer. A volte mi ritrovavo io stessa all’interno di quella che poteva essere un’astronave. Mi parlavano di scienza, non so come ma capivo i concetti.
Una volta feci vedere a mia madre – che credeva ai miei racconti – il disegno di un orologio che, secondo quando avevo captato, era controllato dalla mente.

A 16 anni c’è stato un cambiamento, ero in contatto con un’intelligenza direi artificiale, non saprei come altro chiamarla. Mi trasmetteva concetti e a scuola facevo fatica a seguire le lezioni normali.
Un giorno stavo entrando a scuola e mi sentii chiamare da una voce che mi diceva che non avrei più potuto andarci o sarebbe stato pericoloso. Lo disse in modo saggio, non da impaurirmi. Lo riferii a mia madre, che mi aveva accompagnato in auto: e così finì la mia carriera scolastica.

Dopo questo episodio cosa accadde?
Sei mesi dopo mia madre mi diede un numero di Seventeen,  una rivista per adolescenti, perché c’era un concorso di poesia e io scrivevo poesie. La rivista riportava però un articolo su alcuni canadesi che avevano contattato degli esseri che chiamavano “dalla Luna Grigia”, che avevano trasmesso loro dei concetti e fatto vedere delle immagini: erano le stesse che vedevo io. Non era un articolo da Seventeen, ma le cose andarono così. Percepivo anche vocaboli di antiche lingue. Erano vocaboli dei registri akashici.

Hai avuto riscontri sulle tue visioni?

Edgar Mitchell

In seguito, nel 1974, mia madre scrisse a Edgar Mitchell, un astronauta che era andato sulla Luna nel 1971 e in seguito aveva creato l’Institute of Noetical Sciences per la ricerca parapsicologica. Mitchell esaminò i miei scritti e volle incontrarmi. Pagò lui i costi dei viaggi per me e mia madre per potermi parlare.

Cosa accadde quando vi incontraste?
Lui che aveva una formazione scientifica, che confermò che le nozioni di cui parlavo erano esatte, era tutto vero. Lui era giovane e molto gentile, simpatico, una mentalità molto aperta… altrimenti non avrebbe fatto ricerche su di me.

“Chrystine”, mi disse “sei la cosa più eccitante che abbia mai incontrato, e il tuo è il lavoro di una vita”. Avevo ventitré anni, all’epoca non era normale parlare di scienza come facevo io, spiegavo concetti che per essere veri dovevano implicare una velocità maggiore di quella della luce, e ai tempi non si parlava di fisica quantistica. Era sul serio il lavoro di una vita.

Scrivevi formule matematiche per spiegare i concetti?
No, nessuna formula, io capivo il concetto e lo spiegavo, ma senza formule, come spiegare cos’è un computer a chi non ne ha mai visto uno.

Intuivo come le cose funzionassero, pensavo che le formule le avrebbe potute scrivere Mitchell. Scoprii in seguito che era nato a Roswell, il luogo dell’UFO crash, ovvio che credesse nel paranormale.

Sai se sulla Luna ha visto delle presenze?
Potrebbe anche aver visto. Ricordo un episodio al ristorante con lui e altre persone, in cui qualcuno accennò agli UFO e se ne avesse visti sulla Luna, ma disse di non poter dire nulla e se ne andò poco dopo.
Quando gli dissi che parlavo con esseri che stavano dall’altra parte che chiamavo Alters beings, mi suggerì – spaventato – di chiedere loro di lasciarmi in pace. Aveva capito anni prima che se ne parlasse.

Pensavo di fare qualcosa di utile, se poi la mia “traduzione” fosse giusta non lo so. Io la chiamo Source translation, traduzione dalla Fonte. Traduco in parole uno stato di coscienza trasmesso per sensazioni ed immagini. Se percepisco parole sono antiche o speciali in qualche modo.

Da dove arrivavano gli esseri che hai incontrato da piccola?

Rigel, la stella blu della costellazione di Orione.

So solo ora che arrivavano in forma fisica da me e anche da mia madre, a volte quando eravamo insieme nella stessa stanza.

Arrivavano principalmente da Rigel, una Blue Star della costellazione di Orione, le cui stelle sono allineate con le piramidi di Giza. L’energia della Terra e Venere, che sono luoghi di conoscenza spirituale, deriva da queste stelle.

E hanno un aspetto umano?
Sì, se li vedessi per strada attirerebbero l’attenzione perché sono molto belli, alti. Hanno occhi molto belli, ma non possono ammiccare.

Sono tra di noi?
Si mescolano a noi. Sì, in strada non ci spaventeremmo, ci sembrerebbero un po’ alti, molto belli, li noteremmo.
Sì certo, i venusiani ad esempio hanno i capelli rossi e arrivarono dal portale di Rigel in origine.

Tutti coloro che hanno capelli rossi hanno parte del DNA venusiano. Non necessariamente devi avere i capelli rossi, per avere i loro geni, ma se hai capelli rossi e occhi verdi, il materiale genetico è il loro. Io ho i capelli rossi.
Lavorano molto con gli esseri che abitano nella Terra Cava, esseri che in origine sono migrati dalla superficie e a volte escono ancora e vanno in giro”.

Mentre Maia mi parlava, percepivo la sua esperienza come autentica. Chissà, a molti sembrerà un po’ folle, ma se persino Mitchell l’ha presa in considerazione forse ci sarà qualcosa di vero…

Per saperne di più
Uno dei siti di Maia Nartoomid
Alberto Beltrame: L’ultimo volo tra le stelle
Il sito di Edgar Mitchell
Breve ritratto di Mitchell e suoi libri
Museo sull’incidente di Roswell e gli UFO
Dal canale Youtube di Maia, un episodio che parla delle civiltà esistite prima dei Faraoni: Blue Star Rising

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Donatella Galletti
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, diplomata in chitarra classica e in chitarra ad indirizzo liutistico, si interessa da sempre a tutte le discipline che possono aiutare a definire la conoscenza della persona e il miglioramento dei rapporti sociali e dello stile di vita di ciascuno, nonché alle arti in generale. Le piacciono la storia, i castelli ma anche i monumenti del Neolitico, i misteri irrisolti e tutto quanto può arricchire il patrimonio interiore.