Finanza Etica: un’interessante alternativa

Finanza Etica: un’interessante alternativa

Un modo di procedere in questo campo che mette in primo piano l’uomo e l’ambiente in cui vive, tenendo conto delle normali modalità di circolazione del denaro

Affrontiamo un argomento poco trattato dai mass media, ma che a mio avviso merita attenzione nell’ottica del miglioramento della nostra qualità di vita e del progresso sociale: la Finanza Etica. Prima di tutto, vediamo che cosa significa questo termine. Per Finanza Etica si intende un modo di fare finanza che metta in primo piano l’uomo e l’ambiente in cui vive, tenendo conto delle normali modalità di circolazione del denaro.f4b6dca0e2911082f0eb6e1df1a0e11d_XL
Precisiamo subito che fare Finanza Etica non significa fare beneficenza, donando parte degli interessi o dei rendimenti alle associazioni beneficiarie, ma si tratta di un prestito o un investimento finalizzato allo sviluppo di veri e propri progetti da parte di imprese e soggetti che si fanno carico di obiettivi etici socialmente utili e rilevanti; l’investimento etico è uno strumento per proporre una nuova e innovativa maniera di vivere l’economia; qui il denaro viene utilizzato come un mezzo e non come un fine e viene data la possibilità di facilitare l’accesso al credito soprattutto alle fasce deboli della popolazione, per permettere loro di sviluppare i propri progetti al pari di quelle forti; il profitto risultante dal possesso e dallo scambio di denaro deriva dalle attività orientate al bene comune e deve essere equamente distribuito tra tutti coloro che concorrono alla sua realizzazione; viene stabilito come obiettivo primario quello di un uso sano, oculato e razionale delle risorse, controllando gli effetti diretti degli investimenti sull’ambiente in cui viviamo e promuovere e incentivare tutte quelle attività che hanno come scopo quello dello sviluppo ecologicamente sostenibile.

Quando si finanzia e quando no
Troviamo, quindi, al loro interno le attività tradizionali del settore “non profit”, le attività di cooperazione sociale ed internazionale, l’ecologia, la tutela dei diritti umani, il commercio equo e solidale, l’agricoltura biologica, tutti i tipi di produzione eco-compatibile, ecc…
La Finanza Etica mira a selezionare accuratamente i soggetti finanziabili, escludendo erogazioni di risorse finanziarie ai seguenti settori:
• tabacco, alcol, gioco d’azzardo, forniture militari, armi ed energia nucleare;
• produzioni pornografiche o che sfruttano la violenza;
• sfruttamento degli animali;
• collaborazione con regimi oppressivi;
• attività che violano la tutela dei diritti umani.
Il denaro viene invece investito per favorire:
• le iniziative ambientali e controllo dell’inquinamento;
• la qualità dei prodotti e dei servizi;
• impegno sociale nella comunità;
• le pari opportunità;
• la trasparenza e qualità dell’informazione.
Investire eticamente significa mettere in primo piano i principi etici nella scelta degli investimenti e quindi non pensare solo al rendimento, ma anche a come vengono investiti i propri risparmi.

Gli strumenti di cui si avvale la Finanza Etica
Questi strumenti  sono:
• il microcredito, ovvero il finanziamento a microimprese o comunque a soggetti che non possono fornire garanzie reali (pegni o ipoteche ad esempio);
• il finanziamento alle iniziative non profit;
• finanza etica tradizionale, ovvero l’investitore rinuncia a una parte degli utili per destinarla a scopi sociali;
• socially responsible investing (SRI), ovvero strumenti di finanza tradizionale che però selezionano gli investimenti da fare in base a principi etici.
Da notare che nella Finanza Etica vengono valorizzate al massimo le relazioni con la clientela e la partecipazione diretta alle decisioni. Infatti, l'intermediario finanziario etico, pur avendo l’obbligo di riservatezza sulle informazioni relative ai risparmiatori, per garantire un rapporto trasparente con il cliente  impone la nominatività dei risparmi. In questo modo il cliente ha il diritto di sapere quali sono le decisioni di impiego e gli investimenti che vengono fatti dall’istituzione finanziaria, indicando eventualmente delle preferenze nella destinazione dei fondi.

La Banca Etica
Occupiamoci ora di individuare l’istituzione che si occupa di Finanza Etica, cioè la Banca Etica. In Italia lo sviluppo di un sistema bancario di questo tipo è passato attraverso i gruppi di Mutua Autogestione, le cosiddette “MAG” tuttora presenti, che hanno contribuito sia allo sviluppo del microcredito, sia alla nascita di punti vendita per il commercio di prodotti provenienti dal terzo mondo e da cooperative sociali.
money-plant_shutterstock_35780416A partire dagli anni novanta, operano anche in Italia alcune banche etiche. La più grande e diffusa su tutto il territorio nazionale è la Banca Popolare Etica (per maggiori informazioni, visitate il sito http://www.bancaetica.it), nata nel 1999 per iniziativa di alcune organizzazioni del terzo settore italiane (ACLI, ARCI, AGESCI tra le maggiori): la banca si caratterizza per offrire ai risparmiatori tutti i comuni servizi bancari in condizioni di trasparenza e dal fatto che, oltre ai privati cittadini, possono accedere ai finanziamenti della stessa solo le organizzazioni del Terzo Settore, quel complesso di istituzioni che all'interno del sistema economico si collocano tra lo Stato e il mercato, ma non sono riconducibili né all’uno né all’altro; sono cioè soggetti organizzativi di natura privata, ma volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva (cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, organizzazioni non governative, ONLUS, ecc.), le ONG (Organizzazioni Non Governative, sono delle particolari ONLUS che concentrano la loro attività nella cooperazione allo sviluppo e che sono riconosciute dal Ministero degli esteri ed inserite in una specifica lista) o altre società la cui attività abbia un evidente valore sociale o ambientale.
Infine, desidero ricordare che è stato redatto un “Manifesto della Finanza Etica”, promosso a Firenze nel 1998, in occasione del Convegno "Verso una carta d'intenti per la finanza etica italiana". Di seguito i princìpi su cui si fonda il suddetto Manifesto (per la versione integrale vedi http://www.finansol.it)
La Finanza Etica:
1. Ritiene che il credito, in tutte le sue forme, sia un diritto umano.
2. Considera l’efficienza una componente della responsabilità etica.
3. Non ritiene legittimo l’arricchimento basato sul solo possesso e scambio di denaro.
4. E’ trasparente.
5. Prevede la partecipazione alle scelte importanti dell’impresa non solo da parte dei soci, ma anche dei risparmiatori.
6. Ha come criteri di riferimento per gli impieghi la responsabilità sociale ed ambientale.
7. Richiede un’adesione globale e coerente da parte del gestore che ne orienta tutta la attività.

Come si evince chiaramente in questo articolo, la Finanza Etica contiene valori di alto contenuto sociale e ritengo corretto divulgarne la relativa conoscenza e i contenuti cui essa si ispira. Sono convinto altresì che costituisca un’importante occasione per partecipare attivamente con le proprie risorse economiche al progresso della nostra società, senza venir meno ai principi cardine della crescita di lungo periodo del proprio patrimonio finanziario.