Il Codice della Vita

Il Codice della Vita

C'è speranza per l'umanità di superare le divergenze e i conflitti che l'hanno portata a vivere i massacri dell'ultimo secolo, definito non a caso da Eric Hobsbawn come "il più sanguinario che la storia ricordi"? Gregg Braden, scienziato e conferenziere noto a livello mondiale, parte da questo interrogativo per illustrare una scoperta che, nelle sue conclusioni, permette pure di dare una risposta positiva a tale quesito.
Muovendosi con la consueta disinvoltura tra storia, scienza e religione, l'autore ci illustra infatti una sintesi delle sue ricerche durate dodici anni, da cui emerge un principio di unità – di matrice divina – che accomuna gli oltre sei miliardi di abitanti della Terra, diversi per provenienza geografica e appartenenza razziale, religiosa, culturale. E secondo tale prospettiva, faremmo tutti parte di una sola, grande “famiglia globale”, senza distinzioni di ceppi etnici e credi.

il-codice-della-vita-libroBraden è giunto a stabilire un’interessante correlazione tra gli alfabeti biblici delle lingue antiche e la chimica moderna. Come noto, la struttura genetica degli esseri umani è fondata su combinazioni diverse prodotte da quattro basi del Dna: idrogeno, azoto, ossigeno e carbonio. Ora, gli stessi elementi, tradotti, per esempio, nelle lettere dell'alfabeto ebraico (idrogeno, Y; azoto, H; ossigeno, V; carbonio G) ricondurrebbero alla radice della parola Dio (YH, forma abbreviata e riconosciuta per l'Eterno), con una restante parte VG che significa "all'interno del corpo". Dunque nei mattoncini della nostra esistenza porteremmo tutti questo messaggio fondamentale: "Dio/Eterno all'interno del corpo". Analoghe considerazioni emergono da un confronto con la lingua araba.
È insomma la firma del Divino dentro di noi, di cui siamo diretta emanazione. Non è la prima volta che si afferma la presenza di una scintilla interiore trascendentale, certo, ma in questo libro Braden ne dà un'evidenza scientifica, corroborata dal valore della tradizione: l'autore cita antichi testi come il Sèfer Yetzirà, il più misterioso della cultura cabalistica, Libro della Creazione o anche Libro della Formazione, che racchiude in sé importanti indizi sull'origine dell'universo e del nostro mondo a partire da un potere superiore.

Il DNA, un'impronta divina?
Considerare il Dna come messaggio proveniente da un Potere più alto ci offre la chiave per una pace duratura tra gli esseri umani, nella cui natura, pertanto, continuerebbe a prevalere quell'"intima bontà" che proviene direttamente da Dio, e da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza. Un’”intima bontà” più forte di altri istinti che dirompe in tutta la sua intensità per esempio in occasione di catastrofi naturali o attentati: alluvioni, uragani, tragedie come il Crollo delle Torri Gemelle nel 2001 hanno anche scatenato corse collettive alla solidarietà e soccorsi immediati in cui analisti finanziari in giacca e cravatta lavoravano attivamente gomito a gomito a commercianti, operai e pompieri. Come se una “emotività collettiva” guidasse i cuori di ciascuno di noi e fosse più grande dei singoli bisogni e impulsi.
Il libro di Gregg Braden è scritto in modo chiaro e comprensibile, anche se, inevitabilmente, la lettura di alcuni passi più "tecnici" può risultare un po' pesante. Ne è consapevole lo stesso autore, che ci avvisa nell’introduzione. Tuttavia, come sottolinea anche lui, i riassunti posti alla fine dei nove capitoli ci aiutano a focalizzare l'attenzione sui risvolti che via via emergevano dai suoi studi e dalle sue ricerche, senza perdere di vista i nodi focali. Nel complesso, un’indagine che invita ad avere maggiore consapevolezza del nostro ruolo sulla Terra, non solo come individui isolati, ma anche in quanto parte (divina) di un tutto strettamente correlato in ciascuna sua componente.

Titolo: Il Codice della Vita: le origini divine del Dna
Autore: Gregg Braden
Traduzione: Nicoletta Cherubini
Editore: Macroedizioni
Prezzo: 11,50 euro