Educare la mente con il biofeedback

Una tecnica olistica che si basa su comprovati studi scientifici

di William Giroldini. Con l’ausilio di apparecchiature adatte, si può imparare a regolare molte funzioni biologiche autonome, come ad esempio la frequenza cardiaca.

Le cosiddette medicine alternative spesso si pongono in alternativa a quelle più convenzionali e tradizionali, basate generalmente sulla somministrazione di farmaci o su tecniche irradianti. Esse hanno avuto larga diffusione negli ultimi 30 anni poiché si pensa che, a differenza dei farmaci, siano prive di effetti collaterali.

Alcune di queste tecniche, come l’Agopuntura o la Fitoterapia, hanno un buon riconoscimento scientifico basato su studi clinici con risultati positivi e controllati. Fra quelle considerate valide e dimostrate c’è  anche il Biofeedback.

Una tecnica di autocontrollo

William Giroldini durante un convegno di Psicosomatica.

Il biofeedback è una metodologia di utilizzo relativamente limitato nel panorama terapeutico italiano,  volta a superare i problemi legati agli stati d’ansia e molti disturbi psicosomatici attraverso una tecnica basata sull’autocontrollo, che richiama  lo yoga o la meditazione, ma decisamente più veloce nel raggiungere i risultati desiderati.

Il biofeedback è una procedura clinica consistente nel presentare ad un paziente, con l’ausilio di adatte apparecchiature, informazioni relative a funzioni psicofisiologiche del paziente stesso. L’obiettivo che si cerca di perseguire è quello di permettere ad una persona di regolare funzioni biologiche inconsce, coinvolte negli stati emotivi normali ansiosi o depressivi che di norma non sono sotto il controllo volontario, come ad esempio la frequenza cardiaca, la temperatura cutanea, l’attività muscolare, la resistenza elettrica della pelle, il ritmo Alfa cerebrale, ed altre funzioni psico-somatiche.

Come regolare le funzioni biologiche con la consapevolezza
Immaginiamo di misurare con uno strumento la frequenza cardiaca di una persona. Poi mostriamo al soggetto il valore della sua frequenza cardiaca sotto forma di un numero su un display oppure tramite un grafico sul computer. Questo valore deve essere fornito aggiornato almeno una volta al secondo. Nel momento in cui il soggetto diventa cosciente del valore della sua frequenza cardiaca, gli chiediamo di “pensare” di modificare tale valore con la sola forza di volontà e concentrazione volitiva.

Ebbene, per quanto possa sembrare strano, nel momento in cui si è coscienti del valore di quella variabile (può essere la frequenza cardiaca o un’altra funzione) diventa possibile modificarla piano piano fino a portarla su valori più “normali”.
Un tachicardico che abbia per es. circa 100 battiti al minuto potrà in breve tempo imparare l’autocontrollo e portare la sua frequenza cardiaca a 70 – 80 battiti al minuto. Cioè un valore del tutto normale.

Infatti la nostra mente (il cervello) è in grado di regolare moltissime funzioni biologiche: ritmo del respiro, frequenza cardiaca, ritmi cerebrali, movimenti peristaltici intestino, tensioni muscolari, e molto molto altro.
Questo è il campo della psico-neuro-immunologia e simili.

La mente impara a modificare i valori fisiologici

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Un apparecchio di biofeedback.

Ma per operare nella direzione desiderata, la mente ha bisogno di sapere il valore della variabile su cui si vuole agire. E l’esperienza clinica mostra che occorre fornire tale valore aggiornato molto velocemente, altrimenti non è operativo.

Occorre collegare il soggetto ad uno strumento che misura la variabile in questione, poi mostrare tale variabile con un sistema idoneo (visivo o uditivo) in modo tale che il soggetto sappia se sta modificando il dato nella direzione desiderata.

La mente inconscia riesce da sola a trovare la strada per modificare atteggiamenti posturali ed emotivi legati  a queste variabili fisiologiche e quindi diventa possibile modificare queste funzioni col solo ausilio della volontà consapevole.

Le apparecchiature di Biofeedback
Per esempio, se un paziente presenta una contrazione muscolare inconscia e cronica in alcuni distretti (fronte, collo, spalle) che causa dolore, mal di testa etc., ciò implica uno stato di ansia o stress che può essere risolto semplicemente facendo una decina di sessioni di Biofeedback di circa 20 minuti l’una.

Con l’aiuto dello strumento e del relativo software, il paziente si addestra a ridurre progressivamente la contrazione muscolare fino a ottenere il completo rilassamento. Col Visual Energy Tester questo addestramento è estremamente facile e piacevole, perchè basato sulla somministrazione di un feedback sonoro e musicale di immediato effetto terapeutico.
Il paziente sente una musica piacevole quando riduce la tensione muscolare e il suo stato di stress, mentre la musica va in pausa quando la tensione muscolare supera una certa soglia.

Le prime prove sperimentali condotte negli USA

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Una sessione di biofeedback.

Le prime prove sperimentali sulla possibilità di modificare volontariamente l’Attività Nervosa Autonoma vennero condotte negli USA verso la metà degli anni ’60 coi lavori di Miller, Snydey, Brener, Kamiya e altri.
In pochi anni il concetto di biofeedback ha attirato su di sè una grande quantità di interesse, con lavori sperimentali e aspettative terapeutiche, dato che si tratta di una metodica non invasiva, non farmacologica e pressochè priva di effetti secondari.

In America l’idea del biofeedback si è rapidamente imposta diventando uno dei più importanti nuovi approcci terapeutici in Psicologia ed in medicina Naturale, in alternativa all’uso di psicofarmaci. Dalla definizione di biofeedback di capisce che esistono tante procedure di biofeedback quanti sono i parametri biologici monitorabili senza ricorrere a metodiche invasive o traumatizzanti.

Le più importanti e diffuse tecniche di biofeedback
L’elettromiografico (EMG, tensioni muscolari), l’elettroencefalografico (EEG, onde Alfa), la temperatura cutanea delle dita, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, l’attività elettrica della pelle (GSR).
Per ogni diverso parametro biologico preso in considerazione, sono ovviamente diverse le basi anatomiche e fisiologiche interessate ed anche le soluzioni tecniche relative alla misurazione, amplificazione, registrazione e display dei dati, e applicazioni cliniche ed efficacia terapeutica.

In commercio esistono da tempo semplici strumenti di biofeedback che si possono acquistare anche su Internet, di costo limitato. Per esempio c’è uno strumento che misura e regola la frequenza cardiaca insieme al ritmo del respiro, per ottenere una ottima combinazione fra frequenza cardio e ritmo del respiro (coerenza cardiaca-respiratoria).

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Un apparecchio Visual energy tester collegato al soggetto attraverso dei sensori

Il biofeedback delle onde Alfa è davvero utile per ottenere velocemente un buon rilassamento e ridurre notevolmente l’ansia. Il risultato di una ventina circa di sessioni di biofedback di questo tipo è simile alla pratica di diversi anni di meditazione o yoga, quindi è assai più veloce perché il soggetto diventa consapevole del sua effettiva produzione di onde Alfa.

Personalmente conosco bene questo settore per aver costruito e venduto circa 12 anni apparecchi di biofeedback per psicologi e medici, assieme al software stesso che ho sviluppato. Oggi non svolgo più questa attività, ma le conoscenze che ho raggiunto le ho poi applicate anche in altri settori, come per esempio la Ricerca Psichica (parapsicologia). Al momento collaboro con due studi medici nel campo della ricerca sulla psicofisiologia.

La diffusione in Italia della tecnica del Biofeedback
Tuttavia in Italia questa tecnica è ancora oggi poco diffusa, non certo perché non sia efficace (ci sono centinaia di studi clinici in merito), ma perchè è poco conosciuta e spesso per combattere l’ansia e la depressione è molto più semplice assumere una pillola ansiolitica o antidepressiva.

William Giroldini
Laureato in Chimica, sviluppatore software ed elettronica, da almeno 30 anni si interessa di Ricerca Psichica con particolare attenzione allo studio della Telepatia e Psicocinesi utilizzando tecniche Elettro-Encefalografiche. Autore di numerose ricerche pubblicate anche su riviste scientifiche internazionali. Direttore Scientifico di AISM (Ass. Italiana Scientifica di Metapsichica).