Gerard Croiset, uno straordinario sensitivo

Luci e ombre di un grande personaggio della storia del paranormale

di Giorgio Cozzi.

I grandi personaggi della storia del paranormale hanno sempre suscitato ammirazione da una parte e sconcerto o opposizione dall’altra. Spesso ciò è dovuto al fatto che i sensitivi, anche i grandi, non sempre hanno percezioni esatte e quando falliscono sembrano dare ragione a chi li accusa di essere imbroglioni o indovini per caso. Tuttavia spesso si tende anche a mettere tutto in un calderone negativo senza mettere in rilievo la quantità di prove positive.

Croiset
Gerard Croiset.

Questo è il caso di Gerard Croiset, indicato come fenomeno da molti ricercatori e contemporaneamente un approfittatore da altri (un giornalista in particolare e gli avversari della parapsicologia). Non c’è bisogno di negare le ragioni di chi sostiene che determinati casi possono essere frutto di attribuzioni improprie o di risultati inappropriati, capita a molti sensitivi.

E in effetti se un sensitivo non sbagliasse mai non saremmo qui a parlarne. Invece la storia completa di un personaggio la dice lunga sulle doti extrasensoriali possedute ed è su questi aspetti che vogliamo focalizzare l’attenzione su un sensitivo che ha dato moltissime prove di visione remota e di capacità superiori.

Gerard Croiset è nato in una famiglia che l’ha presto lasciato solo e fu adottato da altre famiglie, vivendo un’infanzia complicata, di cui si è portato dietro nella vita segni importanti. Si sa che a 8 anni visse una situazione terribile: mentre stava affogando; un uomo accortosi del fatto si buttò in acqua e lo salvò. Il ricordo di quella situazione rimase indelebile nella sua mente, soprattutto perché ebbe la visione della sua vita passata, come succede nei casi NDE (Near Death Experience), esperienze in punto di morte. Proprio quell’episodio gli facilitò l’identificazione con bambini scomparsi, specie se annegati.

Protagonista degli eventi vissuti da altri
Da questa e altre esperienze infantili, Croiset si rese conto di avere visioni che talvolta gli consentivano di individuare eventi lontani o di vivere emozioni come se lui fosse lì, protagonista di quegli eventi. Le sue facoltà, come raccontò egli stesso, si manifestavano attraverso un leggero stato di trance, in cui percepiva una sorta di nebbia luminosa, attraverso la quale la sua coscienza si allargava nel tempo e nello spazio, facendogli percepire cose accadute,  fatti contemporanei o situazioni del futuro.

Sembra che durante il periodo bellico ebbe diverse premonizioni che consentirono di salvarsi o salvare persone da possibili pericoli e molte leggende legate a sue percezioni hanno finito per costituire una storia straordinaria.
Croiset era ebreo, ma non gli fu mai torto un capello, ebbe un lavoro nei campi di concentramento, senza subire minacce o percosse o altre violazioni personali.

Naturalmente un conto sono i racconti delle sue gesta paranormali, ben diverso è appurare dette qualità in prove verificate, semmai queste, se positive, possono avvalorare le storie che la gente raccontava delle sue abilità straordinarie.

L’incontro con Wilhelm Tenhaeff

Utrecht (Olanda). Wilhelm Heinrich Carl Tenhaeff

Gerard Croiset incontrò quasi per caso Wilhelm Tenhaeff, un professore dell’Università di Utrecht che, scoperte le sue doti, iniziò a studiarlo sistematicamente, verificando in laboratorio le sue capacità ESP. All’Università di Utrecht proprio grazie alle sperimentazioni condotte con Croiset, Tenhaeff ottenne l’autorizzazione a istituire una Facoltà di Parapsicologia, che studiava appunto i fenomeni paranormali e sperimentava le capacità sensitive.

Tenhaeff e Croiset costituirono in un certo senso una coppia e chi conosce il mondo delle capacità ESP sa quanto sia importante che si crei un campo di fiducia tra sperimentatore e sperimentato, possibile catalizzatore di energie o di stati di coscienza extra sensoriali.

Fu così che Croiset fu portato alla conoscenza di altri studiosi, all’interno di Congressi e conferenze, diventando un punto di riferimento consolidato dei ricercatori psichici. Considerate le sue percezioni, che in alcuni casi avevano permesso di ritrovare bambini annegati o persone scomparse, fu anche chiamato a collaborare con la Polizia.

Alcuni casi clamorosi e pubblicizzati sui giornali, qualche volta anche con troppa enfasi, diedero fama a questo personaggio, forse anche al di là dei contributi realmente forniti, alcune volte eccellenti, altre poco significativi.

Ad esempio il 23 luglio 1962, nel paesetto di Heeten, scomparve una bambina di diciotto mesi, Marijke Alfering. Moltissime persone si misero alla ricerca, ma non riuscirono a trovarla. Allora il borgomastro di Raalte telefonò a Croiset il quale, prima ancora che l’altro parlasse, esclamò: «La bambina è viva! Dorme presso un fossato». Furono riprese le ricerche che durarono fino a tarda notte, quando, presso un fossato, fu udito un bambino piangere: era la piccola Marijke.

Il ritrovamento di bambini scomparsi

Croiset
Il prof. Tenhaeff con Gerard Croiset.

Un altro esempio si ha nel caso di Menno Bergsma, un bambino di quattro anni che era scomparso. Consultato per telefono, Croiset descrisse una località presso un canale dove, secondo le sue percezioni il bambino, era caduto nell’acqua ed era annegato. Nonostante le ricerche effettuate il corpo non si trovò.

Croiset segnò su una cartina il punto preciso dove si trovava il piccolo cadavere, a pochi metri di distanza da un palo al quale si legavano i battelli e intorno al quale doveva esserci un vecchio pneumatico di automobile. Si ripresero le ricerche dragando in quel punto. Un paio d’ore dopo venne pescato un vecchio pneumatico e gettato sulla riva; dove alcuni bambini lo presero e uno di loro, per gioco, lo gettò attorno al palo. Poco dopo venne ritrovato il corpo di Menno Bergsma, proprio nel punto indicato.

Qualche fallimento: il caso di Ermanno Lavorini
Fatti di questo tipo costellarono la vita di Croiset, tanto da essere chiamato in altri Paesi per aiutare ricerche di persone scomparse, dove spesso fornì contributi utili, anche se non sempre precisi. Qualche volta invece diede indicazioni generiche non efficaci, soprattutto nella seconda parte della sua vita, caratterizzata da minore motivazione dovuta ad una malattia seria, di cui diceva che non aveva abbassato le sue doti, bensì la sua volontà di manifestarle.

Comunque i talenti di Croiset per i parapsicologi risiedono più nelle sperimentazioni delle sue abilità ESP che non nelle ricerche di persone scomparse, tra l’altro avvenute anche in Italia, senza esito, nei casi di Ermanno Lavorini (bambino che secondo lui sarebbe morto annegato e invece era stato ucciso da compagni) o nelle ricerche relative al noto caso Moro, in cui le indicazioni furono infruttuose.

L’esperienza di Stanislao Nievo

Roma. lo scrittore Stanislao Nievo.

Stanislao Nievo, grande scrittore italiano e giornalista di notevole spessore, ebbe modo di conoscerlo bene nel 1976 mentre era alla ricerca della soluzione del mistero della nave “Ercole” sulla quale viaggiava il suo illustre antenato Ippolito Nievo, con il baule contenente i segreti della spedizione dei Mille.

Grazie all’aiuto del giornalista Sergio Neri riuscì ad incontrarlo all’Università di Utrecht. Quando gli spiegò che voleva ritrovare la nave, Croiset volle sincerarsi che non si trattasse di un fine economico e solo quando fu rassicurato accettò di aiutarlo. Chiese una foto dello scomparso e una della nave e tenne una mano aperta sulla nave mentre teneva l’altra sulla carta nautica del basso Tirreno.

«Ci sono varie navi affondate qui», tradusse il figlio che conosceva la nostra lingua. Croiset continuò a scrutare la carta, col microfono vicino per registrare tutto. «Qui c’è un relitto di quell’epoca», disse,  segnando un punto sulla carta e più avanti, oltre Punta Campanella, ne segnò un altro. «Qui nel 1861 il faro non era allo stesso punto di oggi». Segnò un terzo punto. «Qui c’è una nave mezza insabbiata», disse,. disegnando su un foglio la sagoma di una nave. Spostata verso il centro, nella parte di poppa segnò il punto di frattura della nave. Più avanti, verso prua, tracciò una lunga  linea, leggera. «Qui comincia la sabbia».

Nievo provò ad insistere per avere indicazioni più precise e Croiset: «A 100 metri dal posto dove giace il relitto, verso ovest, c’è una grande roccia, di questa forma», aggiunse, disegnando sulla carta nautica il grosso scoglio salendo in perpendicolare da sud e scendendo più dolcemente, ma sempre deciso, a nord. «È alta 70 metri dal fondo. Intorno c’è sabbia. Cerchi laggiù»”.

Il primo punto indicato da Croiset, riporta  Nievo, era a 40 metri di profondità, il secondo a 90, il terzo era tra 250 e 270. Nievo, condusse le ricerche con un batiscafo sperimentale e  individuò la roccia che aveva disegnato Croiset.  Alla profondità di 267 metri, trovò il relitto di una nave a vapore, a due miglia da Capri. In realtà non riuscì a determinare  se il relitto fosse proprio quello della “Ercole”,  ma dovette ammettere che una nave c’era ed era proprio dove l’aveva vista Croiset. Nievo immortalò l’esperienza raccontandola nel libro Il prato in fondo al mare,  con il quale vinse il premio Bancarella.

Le capacità psicometriche del veggente olandese

Croiset
Paola Stoppa (Croiset) e Ferruccio Ceresa (Tenhaeff) nello sceneggiato Tv “ESP” (1973).

Sperimentalmente si sa che Croiset aveva una particolare capacità di trarre informazioni dal contatto con oggetti o con vestiti o comunque oggetti che gli consentivano di entrare in relazione con esperienze dei possessori, anche precedenti e anche defunti, fornendo descrizioni molto congruenti.

Per esempio, tenendo in mano una foto, egli disse: «Sono nel Nord dell’Olanda, vicino a Zaandam, poi mi sposto ad Arnhem, c’è una impalcatura su cui sono 5 o 6 giovani che vengono fucilati. Il capo degli esecutori è segnato da una cicatrice su una guancia, ordina: Fuoco! Vedo suole di stivali e poi più nulla».
Andando sul posto, si trovò il luogo dove i giovani erano stati fucilati; quando cominciarono a scavare apparvero per prime le suole degli stivali: erano stati seppelliti a capo all’in giù.

Qualche volta Croiset toccava un oggetto, visualizzandosi come ne fosse il proprietario. Una volta, toccando il berretto di uno scomparso, si vide presso un gasometro in bicicletta, impaurito, in un vialetto con paletti bianchi, verso il confine, dove poi, come venne in seguito confermato, si era impiccato.

In un altro caso si concentrò su una foto che riprendeva un asiatico. Subito disse:
«Vedo un campo pieno di voragini di una profondità insolita. Il cielo è coperto di nebbia scura come durante una violenta tempesta. La maggior parte delle costruzioni sono crollate come fossero soffiate via da una forza sconosciuta. Vedo morti e mutilati», aggiungendo poi: «Il tutto mi diede l’impressione di una negatività assoluta mai sperimentata prima: poteva essere una illustrazione dell’inferno. Fui preso da nausea e capogiri, da un pesante mal di testa e da una sensazione di fatica mortale». In effetti uno dei medici aveva ritagliato la foto da un giornale che ritraeva l’immagine di una vittima dell’attacco atomico su Hiroshima, un uomo che da dieci anni soffriva di leucemia. Ci vollero giorni perché la nausea sparisse.

L’esperimento della sedia vuota
L’altra qualità di Croiset sperimentata fu quella della cosiddetta precognizione a sedia vuota, basato sull’indovinamento delle caratteristiche di chi casualmente una certa sera del futuro sarebbe andato a sedersi su una sedia scelta a caso. Ebbene, nella prima prova riuscì a descrivere la persona che 27 giorni dopo si sarebbe andata a sedere sulla sedia bersaglio, elencando particolari decisamente significativi.

In Italia fece un esperimento di precognizione a sedia vuota che fu riportato in un filmato RAI su di lui e Gastone De Boni, noto ricercatore italiano, poté constatare la precisione della precognizione.

In un altro esperimento di precognizione a sedia vuota ebbe a dire: «Vedo un signore anziano con pizzetto e capelli bianchi, un tight e calzoni grigi. Prima di prendere posto si guarda attorno tenendo il capo piegato sulla spalla». Tra 200 posti, quello fu occupato da un notaio anziano che era vestito così perché era stato a un funerale e non aveva avuto tempo di cambiarsi.

Un’alta percentuale di successi nella visione remota
Croiset Per i ricercatori psichici la migliore garanzia delle sperimentazioni fatte sta nel nome di diversi professori che l’hanno testato, oltre a Tenhaeff anche Bender, Direttore dell’Istituto di Igiene Mentale a Friburgo, ed altri nei vari convegni dove Croiset veniva esibito per le sue doti.

È chiaro che tra le manifestazioni spontanee e il laboratorio ci sono differenze sostanziali e se Croiset ha avuto un’alta percentuale di successi nella visione remota (c’è chi calcola al 70% delle prove affrontate, chi invece ne accetta molte meno, ma diverse sono indiscutibili), secondo Tenhaeff e Bender i risultati nelle prove controllate sono state probanti.

Dunque, come in altri casi emblematici di sensitivi o medium, rimangono alcune perplessità, soprattutto quelle degli esperimenti fatti in età avanzata, mentre la quantità di prove significative per chi l’ha conosciuto e studiato sono altamente indicative di facoltà extra sensoriali.

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Giorgio Cozzi
Presidente AISM (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica), sociologo e psicologo, coach e trainer. Ricercatore psichico, studia i fenomeni paranormali, i sensitivi, la medianità. Ha pubblicato libri di management e di parapsicologia (“Con gli occhi dell’anima” e “Dimensione Venia”, entrambi Golem libri e "Il fatto QP" con Amazon). Mail: cogios12@yahoo.it