Fame d’amore

Un fenomeno in aumento: anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari

di Cristina Penco. In Italia circa 3 milioni di persone, per lo più  soffrono di problemi legati alla nutrizione. Con il lockdown la situazione è peggiorata: aumentano i casi nella preadolescenza e nel genere maschile.

Corpi sottili e leggeri, esili, impalpabili come farfalle, che si privano persino delle briciole. Oppure, al polo opposto, corpi desiderosi di “riempire” il vuoto accumulando continuamente cibo in pancia, tanto da scoppiare e poi dover correre a “liberarsi”. In entrambi i casi – nell’anoressia, da un lato, e nella bulimia, dall’altro – il cibo diventa allo stesso tempo, per un meccanismo perverso, nemico e alleato. Qualcosa contro cui combattere controllandolo in modo spasmodico, fino a eliminarlo del tutto, o perdendo il senso della misura ingurgitandolo in modo compulsivo.

Disturbi alimentari
Diete estreme (foto di Jerxy Gorecki da Pixabay).

Battaglie silenziose, invisibili, solitarie, accomunate da uno stesso sordo, profondo dolore. Ci si nasconde agli occhi degli altri, per paura e per vergogna, e si arrivano a dire bugie, anche inconsapevolmente, allontanando sempre di più soprattutto le persone care.

Ci si allontana dalla vita, in tutte le sue forme e manifestazioni, per proseguire in un percorso freddo e buio. Uscirne si può, purché scatti la convinzione di farsi accompagnare per mano da professionisti specializzati e competenti, capaci di guidare verso la fine del tunnel.

Non solo anoressia e bulimia

Anoressia e bulimia sono forse i più conosciuti disturbi della nutrizione e dell’alimentazione – il 15 marzo la Giornata Mondiale del Fiocchetto Lilla celebra la lotta contro questo genere di problemi – ma non sono certo gli unici.
Negli ultimi anni, tra l’altro, si sono evidenziate anche altre manifestazioni legate a questi disagi, come per esempio il binge eating, caratterizzato da abbuffate senza freni, senza che siano seguite da pratiche di eliminazione o compensazione, l’ortoressia, cioè l’ossessione per il mangiare sano che spinge a essere sempre più selettivi nella scelta del cibo fino a non alimentarsi più, e la bigoressia (o dismorfia muscolare), la preoccupazione eccessiva di avere un fisico quanto più muscoloso e scolpito.

Disturbi alimentari
C’è anche l’ossessione per un corpo muscoloso (foto di Deep Khicher da Pixabay)

Malattie complesse determinate da condizioni di disagio psicologico ed emotivo che portano, chi ne è affetto, ad avere un rapporto tutt’altro che sereno con la propria immagine corporea e il proprio peso (che però non è l’unico indicatore, sottolineano gli esperti: certe situazioni possono riguardare anche “insospettabili” individui normopeso). Col risultato che la bassa autostima, che resta una delle matrici principali di questi malesseri, continua a precipitare, trascinandoli sempre di più nel baratro.

I pericoli dei disturbi alimentari

Stati patologici complessi che influiscono sullo sviluppo corporeo e sulla salute fisica e psichica e che finiscono per comportare gravi problemi medici, sia acuti sia cronici. Vanno intesi in questo senso i disturbi alimentari, che possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico, solo per citarne alcuni), fino a condurre alla morte.

Nel 2019, in Italia, sono scomparsi, per patologie correlate, più di 3 mila soggetti. Dal punto di vista della letalità, l’anoressia è il disturbo più pericoloso dal punto di vista della mortalità, intorno al 5-10%, e si stima che coloro ne sono affetti abbiano un rischio di morte dieci volte maggiore rispetto alla popolazione generale.

Rapporto col cibo: perché ci si ammala?

Disturbi alimentari
Quando la voglia di dimagrire diventa patologica (foto di Vidmir Raic da Pixabay)

Relazioni familiari disfunzionali, modelli estetici irraggiungibili, condizionamenti ambientali (bullismo verbale di bambini e ragazzini a scuola e non solo), ossessione per moda e fitness. Possono essere diversi e molteplici, spesso concomitanti, i fattori alla base di un disturbo alimentare.
Ma tutto nasce, a monte, da un forte disagio interiore. «I disturbi alimentari sono la nuova forma moderna e della depressione che un tempo si esprimeva in altri modi», ha spiegato al “Messaggero Umbria” Laura Dalla Ragione, direttore del Centro Disturbi del Comportamento Alimentare Palazzo Francisci di Todi e autrice di Cuori invisibili (Il Pensiero Scientifico), scritto insieme a Simone Pampanelli.

Sono 3 milioni di italiani quelli che soffrono di problemi legati alla nutrizione e all’alimentazione. Oltre 2 milioni sono adolescenti, con l’aggravante che, soprattutto nell’ultimo biennio, si è abbassata l’età: in certi casi gli episodi d’esordio si manifestano intorno agli 8-10 anni.

In parallelo, negli ultimi anni – avvisa la Federazione Italiana Disturbi Alimentari – sono aumentate le richieste di trattamenti da parte di uomini e donne sopra i 30 anni: a volte questi fenomeni segnano il ritorno di sintomi noti in persone che avevano già avuto a che fare con questo tipo di problemi in un’età più precoce, altre ancora, invece, può essere la definizione di un disturbo che il paziente viveva, magari a periodi alterni, già da molti anni. Anche il genere maschile è sempre più colpito, concentrato, ora più che in altre epoche, dalla cura maniacale del fisico.

Primi episodi anche a 8 anni

Laura Dalla Ragione.

L’emergenza sanitaria e le conseguenze provocate dal Coronavirus, da un anno a questa parte, hanno inevitabilmente peggiorato il quadro globale. Come ha sottolineato Dalla Ragione, durante la chiusura del Paese si sono moltiplicati i casi di esordi della malattia e si sono aggravati quelli preesistenti. «I disturbi del comportamento alimentare hanno origini traumatiche e la situazione legata alla pandemia è certamente un trauma per questi ragazzini che si sono trovati soli senza amici in una situazione di angoscia e magari di tensioni familiari dovute al lockdown», ha dichiarato la specialista al “Messaggero Umbria”. E ha confermato le statistiche recenti: «Sono aumentate le richieste di ricoveri di minori di 14 anni».

Stefano Erzegovesi, primario del Centro per i Disturbi Alimentari dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, nel suo blog sul sito della Fondazione Veronesi, ha citato un interessante articolo pubblicato di recente sulla rivista Science Direct, con focus sulla relazione tra l’ansia, lo stress da Covid-19 e i problemi di immagine corporea.
L’indagine, che ha riguardato 506 persone (età media, 34 anni) abitanti nel Regno Unito, ha portato a risultati molto specifici. È emerso, infatti, che l’ansia e lo stress da Covid-19 hanno causato un aumento dell’insoddisfazione per il corpo nella maggioranza dei soggetti.

Stefano Erzegovesi.

Se le donne hanno avvertito con più insistenza il bisogno di magrezza a tutti i costi, gli uomini, dal canto loro, si sono concentrati sulla rincorsa alla “muscolosità”. Alla base di tutto ciò, comunque, come ha fatto notare lo stesso Erzegovesi, potrebbe esserci una concomitanza di fattori di rischio, dal senso di smarrimento, precarietà e perenne allerta indotti dall’isolamento fino al bombardamento ancora più massiccio in quarantena di siti, blog, social network e video-tutorial che inducono a ricercare una perfetta forma fisica.

Dove cercare aiuto?
Quando un parente o il proprio partner soffre di disturbi del comportamento alimentare, una volta appurato ciò, spesso si tende a prendere la questione sul personale, vivendola con un senso di colpa e di impotenza frustranti. Il rischio è che si generino altre dinamiche negative per sé e per la persona a cui serve un aiuto.

Un team di esperti del Ministero della Salute ha stilato alcune linee guida con delle raccomandazioni per i parenti. Nel vademecum si legge che è importante confrontarsi innanzitutto con il medico di famiglia o il pediatra, figure che possono fare da tramite con i servizi della rete regionale dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Occorre cercare un sostegno in centri specializzati per il trattamento e la cura di tali patologie.
L’approccio degli specialisti del settore si fonda su un principio di multidisciplinarità, secondo la messa a punto di terapie declinate su vari versanti – psicologico, psichiatrico, nutrizionale e riabilitativo – che devono integrarsi tra loro per condurre il paziente verso la guarigione. .

Per saperne di più:
È possibile consultare la mappa nazionale o chiamare il Numero Verde SOS DA 800180969

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2020/11/13/covid-in-aumento-del-30-i-casi-di-anoressia-e-bulimia_6737fe0c-2025-4c6a-b178-e84ba97ea8b6.html

https://www.fidadisturbialimentari.com/disturbi-alimentari/disturbi-alimentari-maschili/

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-stefano-erzegovesi/evitare-i-disturbi-alimentari-in-tempi-di-isolamento

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0191886920306176?via%3Dihub

http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4470&area=Salute+donna&menu=patologie

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2774_allegato.pdf

 

Cristina Penco
Giornalista, genovese di nascita ma milanese di adozione, si occupa di attualità, costume, società, non profit, moda ed entertainment, e anche di teatro e cinema ("grandi fabbriche di sogni", dice, "officine di creatività e cultura"). Anche se si è dedicata prevalentemente alla carta stampata, è presente in rete e ha fatto brevi incursioni in radio e in Tv. Mailto: cristina_penco@yahoo.it