Emergenza scuola

I bisogni ignorati dei nostri figli nella crisi sanitari

di Francesco Albanese.
Un libro che analizza in maniera puntuale e completa l’attuale situazione scolastica aggravata dall’emergenza Covid 19 e le conseguenze a medio e lungo termine delle scelte prese in tale ambito

scuola«Stiamo vivendo la crisi più grave dal secondo dopoguerra». Inizia così Emergenza Scuola, il libro di Patrizia Scanu e Giuditta Fagnani, due psicologhe da anni impegnate la prima sul fronte della scuola e la seconda su quello del trauma: un connubio niente male, vien da dire, quasi da Nozze Alchemiche, dove però la congiunzione degli opposti non dà vita al bambino alchemico, alla rinascita, bensì a qualcosa che ha più a che fare con la malattia e la morte.

Ma possono realmente i concetti di scuola e malattia, di scuola e morte, stare nella stessa frase? Possono abitare contemporaneamente lo stesso spazio di pensiero?  Fino al marzo del 2020 chiunque avrebbe risposto di no, nessuno si sarebbe spinto tanto avanti da accostare queste due immagini intrinsecamente antitetiche.
Certo, di polemiche sulla scuola negli anni passati se ne sono sentite – e fatte – fino alla nausea: la scuola è diventata un’arena dove i bambini sono costretti a competere, si è perso l’attenzione per il singolo, e mancano le infrastrutture, e gli insegnanti di qua, e gli insegnanti di là…

Ma oggi, durante quella che le autrici hanno definito appunto “la crisi più grave del secolo”, derivata dal Covid-19, la scuola ha cambiato faccia, trasformandosi da luogo accogliente, da base sicura surrogata alla famiglia, a luogo di pericolo, dove tra i banchi serpeggia la malattia, il virus invisibile, che si attacca alle penne che non possono essere prestate, o ai registri o ai fogli protocollo, che devono essere sanificati prima di poter essere toccati ancora.

Il pericolo corre tra i banchi

scuola
Foto di Wokandapix da Pixabay.

La scuola è diventata un luogo pericoloso, dove non ci si può prendere per mano, non ci si può avvicinare, dove se si dimentica la merenda si rimane a digiuno, perché nessuno può più dartene un po’ della sua, dove se si piange non si può essere abbracciati e se si starnutisce si finisce in isolamento dentro quella che è stata appositamente chiamata “Stanza Covid”.

Il termine “infermeria” non andava ovviamente più bene, perché nell’immaginario collettivo a tale termine è associato il concetto di cura. La Stanza Covid, invece, è una stanza di contenimento, non di cura, dove viene isolato l’infetto, dove il malato viene confinato, senza possibilità di redenzione, di guarigione.
È per questo che, oggi, scuola e malattia, scuola e morte, sono due concetti il cui accostamento, agli occhi dei genitori (soprattutto di quelli meno attenti e meno critici), appare ben più che legittimo.

I bisogni ignorati dei nostri figli
Perché il libro si intitola Emergenza scuola? Perché la scuola si trova in una situazione di crisi che deve essere affrontata rapidamente e con risolutezza. E cosa c’è in gioco?
La risposta è nel sottotitolo: i bisogni ignorati dei nostri figli.  Sì, perché l’informazione mainstream ben si guarda dal parlare delle conseguenze sui bambini di certe scelte fatte in materia di scuola, preoccupandosi invece di dipingerli come untori, così da giustificarle.

E anche gran parte della libera informazione, quella più audace e coraggiosa, si ferma al fatto (pur vero) che le mascherine compromettono la respirazione riducendo l’apporto di ossigeno, oppure che sono peggio di un vetrino da laboratorio per la coltura dei batteri, o che sono cancerogene per via del titanio o altre porcherie.
Ma i bisogni ignorati non sono legati solo a questi aspetti. E le autrici, dati alla mano, sono abilissime nel descriverci lo scenario catastrofico al quale assisteremo tra qualche anno, se non si corre urgentemente ai ripari.
I bisogni ignorati, e per questo più trascurati, sono di natura psicologica e riguardano l’ecosistema affettivo, emotivo e, non per ultimo, cognitivo del bambino.

Le conseguenze future delle scelte operate a scuola

Il libro è una digressione completa e attenta sulle conseguenze e gli effetti che avrà ciascuna delle scelte (insensate, dico io) operate in ambito scolastico per il contenimento di quella che è stata (impropriamente, dico io) definita pandemia da Covid-19.

Per dirne soltanto alcune, il distanziamento fisico e la paura del contatto, le mascherine e la difficoltà di riconoscimento delle emozioni, la Didattica a Distanza e l’impoverimento cognitivo ed emotivo derivante dal “digitale”, il clima di paura e di colpa, i banchi a rotelle, la spinta all’obbedienza anziché alla responsabilità.

Emergenza Scuola è un libro che merita una prepotente risonanza, perché si occupa dei nostri figli e di come adesso vengono “coltivati” nel luogo dove (oggi ingenuamente) si pensa che vi siano risorse adeguate. È un libro che merita risonanza perché parla di come sarà la società tra qualche anno, degli adulti di domani, verosimilmente fobici o con un disturbo antisociale di personalità, una società di alessitimici, incapaci di riconoscere un’emozione, in se stessi e negli altri.
Uno scenario apocalittico di cui nessuno parla e che nessuno spera si verifichi, ma i cui presupposti si stanno delineando in questi tempi. Un libro che merita risonanza perché non è fatto di chiacchiere, ma anzi si basa su dati scientifici certi e su teorie psicologiche consolidate, che non interessano soltanto l’ambito scolastico, ma la vita di ognuno di noi. Un libro strutturato in forma chiara ed efficace, scritto magistralmente, che arriva dritto alla questione senza discorsi vuoti, senza paroloni. Una lettura piacevole, che arricchisce, offrendo punti di vista non comuni, non scontati.

Indicazioni preziose per i genitori
scuolaEmergenza Scuola
si conclude con una serie di preziose indicazioni su come noi genitori possiamo supportare i nostri figli in un periodo così difficile per tutti, offrendo loro ciò che la scuola non dà più. E in questo contesto, l’invito è più generalmente quello di ripensare l’intera nostra vita familiare e le priorità.

L’invito è quello di ridare la giusta importanza a certi valori o anche a certe semplici azioni, di riappropriarci di ciò che alla scuola era stato demandato, per ripensare nuove relazioni affettivamente ancor più ricche e stabili e tornare ad essere attori protagonisti nel processo di crescita dei nostri figli.

Immagine di copertina: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Titolo: Emergenza Scuola. I bisogni ignorati dei nostri figli nella crisi sanitaria
Autori: Patrizia Scanu e Giuditta Fagnani
Edizione: Il Leone Verde Edizioni
Prezzo copertina: 14,00 €
Prezzo eBook: 9,99 €
ISBN: 9788865803226

Come acquistare
Leggi un estratto
Il libro è stato preceduto da una conferenza stampa, tenutasi alla Camera dei Deputati, il 9 settembre 2020.

Francesco Albanese
Psicologo clinico, psicoterapeuta, giornalista, per anni si è occupato di ricerca e didattica in campo accademico. Attualmente è ricercatore indipendente in materia di scienza e spiritualità. Autore di saggistica e narrativa, e di numerosi articoli on-line e su carta stampata, contribuisce a porre le basi concettuali per una visione olistica dell’uomo e del mondo. Il suo sito web è: www.francescoalbanese.com