L’anima e la vita dopo la vita

La posta dei nostri lettori.

di Manuela Pompas.

L'anima e la vita dopo la vitaIn questa rubrica rispondo alle vostre mail o anche alle domande che mi fate su YouTube durante le dirette. La maggior parte sono per lo più legate ai poteri della mente, ma soprattutto alla medianità e alla vita dopo la vita, argomenti che riguardano il senso dell’esistenza e delle prove karmiche. Con un po’ di pazienza, cercando sulla home page, potreste trovare articoli approfonditi e video.
Per contattarmi scrivete a manuela.pompas@gmail.com

Possiamo vedere i nostri cari?
Alcuni degli interrogativi più frequenti sono dettati dalla curiosità, dalla voglia di conoscere, ma ancor più dalla paura di una dimensione ignota, la paura della dissoluzione o di non poter più rivedere i propri cari. Ma anche la paura di disturbare, incontrare esseri negativi, di non sapersi difendere…
Ma in questi ultimi anni sono sempre di più le persone che anche inconsapevolmente attivano le proprie doti.

Per esempio Mery mi scrive:
“Come mai quando medito profondamente vedo sempre persone defunte di famiglia (quasi sempre mio fratello o mia nonna) che conosco o anche estranei (non so se defunti o no)?”.

La meditazione è uno stato modificato di coscienza, esattamente come l’ipnosi e la trance, anche se vengono utilizzati in modi e con scopi differenti. Quando scendiamo dentro di noi, contattiamo la coscienza, ma  è anche possibile che si attivino i sensi sottili, il terzo occhio, e quindi percepiamo le presenze di chi ci è accanto. È come aprire una finestra: fuori potrebbero esserci i nostri cari, ma anche persone che stanno passando in quel momento.

Il cielo è più vicino

Un’esperienza simile la racconta Jolanda Gasiewska:
Molto spesso prima di addormentarmi ho sensazione di ricevere un bacio sulla fronte. Succede quando sono un po’ triste. Non so chi può essere, però è bello e rassicurante.

Molti anni fa avevo fatto una conferenza dal titolo: “Il cielo è più vicino”, perché è come se la barriera tra la dimensione materiale e quella dell’invisibile fosse diventata più sottile, permettendo in modo più facile la comunicazione.
Da una parte, noi “di qua” siamo più aperti alla medianità (una volta si aveva paura di fare peccato, di andare contro la religione, di chiamare entità oscure, di incorrere in non so quali pericoli, tra cui la suggestione); dall’altra anche “loro” hanno imparato a manifestarsi sul piano materiale.

Per cui ci mandano segnali, soffi leggeri come carezze, luci che si alzano e si abbassano, rumori nei mobili o nei vetri; o addirittura compaiono (e scompaiono) oggetti.
Per cui Jolanda non sei sola, c’è qualcuno che ti è vicino e che cerca di aiutarti. Cerca di non essere triste, la vita può essere anche positiva, ma sta a noi trovare le chiavi per risolvere i problemi e arricchire le nostre giornate.

La differenza tra anima e spirito
L'anima e la vita dopo la vitaEd ecco un’altra domanda interessante che ci arriva da Gabriele Balbis:

“Ho una domanda che mi ronza da sempre nella testa e non sono ancora riuscito ad avere una risposta definitiva: la differenza tra anima e spirito, le diverse funzioni, in quali delle 2 ci identifichiamo e che cosa rimane dopo la morte”.

Per san Paolo – e quindi per la teologia cattolica – l’uomo è costituito da tre corpi, quello fisico, l’anima (che per la cultura indiana contiene le emozioni e la mente) e lo spirito, eterno, indissolubile. In pratica è la scintilla divina che ci connette a Dio (in verità è il divino in noi, di cui non siamo consapevoli).
Fino che siamo qui è il tempio che ci permette di camminare nel nostro percorso evolutivo, e quindi va curato e rispettato, ma non dobbiamo identificarci con esso. Noi non siamo il nostro corpo. Siamo luce.

Quando lasceremo il corpo, ormai consunto e inutilizzabile come un abito vecchio e lacero, questo tornerà alla terra e riprenderà un ciclo sul piano materiale. Non ci appartiene più.

L’anima continua il suo percorso su un piano sottile (per la cultura indiana e la Teosofia, sul piano astrale, mentale e causale) per poi reincarnarsi, portando con sé le memorie e le informazioni del passato. Di là è come un doppio, nell’astrale basso mantiene la forma e le sembianze che avevamo sulla Terra, ma quelle del nostro periodo più felice. Quando “saliamo” di livello perdiamo la forma e rimaniamo pura energia.

I mistici in trance vedono spesso un campo di luce abbagliante; ma talvolta questa prende forma, per farci accettare il contatto, e diventa un’immagine che  riconosciamo, legata alla nostra religione.

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.