L’uomo alla conquista di Marte

Avventure nello spazio: la prossima meta

di William Giroldini. Gli USA (in concorrenza con Russia e Cina) vorrebbero portare l’uomo su Marte. Ma prima devono trovare l’acqua e costruire delle basi. Tutti i risvolti per questo progetto

L'uomo alla conquista di MartePerché l’uomo vorrebbe arrivare su Marte e magari anche su altri pianeti di altri sistemi solari?

Le ragioni sono due: la prima, la più romantica, è basata sul fatto che l’uomo ha nella sua profonda natura psicologica e mentale un inalienabile spinta alla conoscenza e alla conquista di nuovi orizzonti, intesi sia come puri ideali sia come orizzonti fisici, spazi e risorse ovunque essi siano.

Quest’ultima ragione (la conquista di risorse e spazi fisici sempre più grandi) si unisce ad un altro aspetto: la concorrenza fra le Nazioni  per la supremazia politico-militare e commerciale globale.
In fin dei conti credo sia stata questa la ragione che spinse gli USA ad investire miliardi di dollari ed arrivare per primi nel 1969 sulla Luna. Ne conseguì un lungo primato politico, scientifico, militare ed economico su mezzo mondo, in competizione con la Russia.

Oggi le cose non sono molto diverse: solamente si è aggiunto un terzo grande e temibile concorrente: la Cina, Paese immenso con una economia che sta diventano la prima al mondo, ed un prodigioso progresso scientifico nel giro di soli 20 anni.
Per questo gli Americani (e non solo) hanno in progetto di portare l’uomo su Marte, ed eventualmente anche sulla Luna, ma solo come comoda base di partenza per Marte.

Un’occhiata più da vicino al Pianeta Rosso:
Dopo Venere, Marte è il pianeta più facilmente osservabile dalla Terra per via della luminosità relativa e del caratteristico colore rosso. La civiltà Romana e Greca lo associavano all’immagine di Ares/Marte, dio della guerra.

L'uomo alla conquista di Marte
Il sistema solare. Foto di Kerstone da Pixabay.

Tra i primi a descrivere Marte fu il grande filosofo Aristotele, ma solo nel 1609 Galileo fu il primo uomo a puntare un telescopio verso Marte. E poi nel settembre 1877 l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli utilizzò un telescopio con ottica di 22 cm per disegnare la prima mappa dettagliata di Marte, la cui nomenclatura è ancora quella ufficiale.
Schiapparelli osservò strutture che definì “canali” ma in seguito, con l’avvento di strumenti migliori e dei satelliti artificiali inviati da molti Paesi,  si dimostrò che la superficie del pianeta presenta diverse lunghe linee e strutture dovute a grandi crateri di impatto di meteoriti ed eruzioni vulcaniche, ma non canali in senso stretto.

Marte è uno dei pianeti più piccoli del sistema solare: il suo diametro misura 6.840 Km (poco più della metà di quello terrestre) e la sua massa è circa un decimo di quella della Terra. Per questa ragione, la forza di gravità su Marte è minore: un uomo che sulla Terra pesa 70 kg avrebbe un peso di circa 26 Kg su Marte.

Si trova ad una distanza media di 228 milioni di Km, una volta e mezzo la distanza Terra-Sole. Esso percorre la sua orbita in 687 giorni terrestri, mentre ruota attorno al proprio asse in 24 ore e 37 minuti: il giorno marziano dura quasi come un giorno terrestre. Pur presentando temperature medie superficiali piuttosto basse (tra −120 e −14 C°) e un’atmosfera molto rarefatta, è il pianeta più simile alla Terra tra quelli del sistema solare.

La presenza di acqua permetterebbe la colonizzazione
La presenza di acqua su Marte è oggetto di grandi studi ed attenzione: se ne fosse confermata la presenza, per esempio come ghiaccio ai poli, oppure sotto la superfice, sarebbe un fatto di primaria importanza per permettere la colonizzazione del pianeta.

E dove c’è acqua è assai più facile che esistano anche forme primitive di vita, come micro-organismi basati su una biochimica differente dalla nostra. Altro grande argomento che affascina da sempre. Sarebbe una scoperta fondamentale trovare vita su Marte in modalità diverse, per esempio non basate sul DNA come sulla Terra.

Scordiamoci però i marziani con le antenne in testa e dalle fattezze semi-umane tipo alieni dei romanzi di fantascienza. Non c’è la minima traccia di civiltà nè di vita simile a quella terrestre su Marte. Lo sappiamo sulla base delle numerose navicelle inviate in orbita attorno a Marte oppure discese sul pianeta in esplorazione.

L'uomo alla conquista di Marte
Presentazione artistica della sonda InSight (immgine da Wikipedia).

Il 6 agosto 2012 atterrò su Marte il rover Curiosity, il maggiore per dimensioni e tecnologica sviluppato dalla NASA, con l’obiettivo di investigare sulla eventuale presenza di vita sul pianeta. La sonda ha trovato acqua, zolfo e sostanze clorurate nei  campioni di suolo marziano, a testimonianza di una chimica complessa.

La Mars Orbiter Mission, fu la prima missione per l’esplorazione di Marte dell’Indian Space Research Organisation (ISRO), il cui vettore raggiunse l’orbita marziana il 24 settembre 2014. La missione fu ideata per sviluppare le tecnologie necessarie per la progettazione, programmazione, gestione e controllo di una missione interplanetaria. L’agenzia spaziale indiana fu la quarta a raggiungere Marte, dopo la russa RKA, la statunitense NASA e l’europea ESA.

Infine nel 2018 è stata lanciata la missione statunitense InSight  per condurre uno studio approfondito della struttura interna del pianeta.

Ipotesi di possibili missioni umane sul Pianeta Rosso.
Il progetto di una missione umana su Marte è irto di problemi e difficoltà che non sono ancora stati tutti risolti. Qui ne accenno qualcuno.

♣ Il viaggio dura come minimo 6 mesi (alla minore distanza Terra-Marte) in condizioni di assenza di gravità.  Sappiamo dalla esperienza decennale sulla Stazione Spaziale in orbita attorno alla Terra che ci sono conseguenze negative sul corpo umano causate dalla bassa gravità, oltre ai problemi psicologici di convivenza di diversi astronauti in uno spazio ristretto per molti mesi.
Le radiazioni cosmiche sono un altro problema: la nave spaziale dovrà essere costruita in modo da proteggere i passeggeri dai micidiali raggi cosmici (qui sulla Terra è l’atmosfera ed il campo magnetico che ci proteggono).

♣ Arrivati su Marte, dovrà essere costruita una base coi materiali trovati in loco: si pensa di fondere rocce e polvere marziana per farne elementi costruttivi. Oppure si pensa di realizzare una base dentro i cosiddetti “tunnel di lava” cioè antichissime strutture a forma di caverna causate da antichissime eruzioni vulcaniche. Ci sono anche sulla Luna. Sarebbero buoni anche per proteggere dalle radiazioni cosmiche.

L'uomo alla conquista di Marte
Equipaggio su Marte, da Wikipedia

♣ Ma, più importante di tutto, occorre creare una base ove sia possibile reperire dell’acqua, per esempio con pozzi nel sottosuolo. Intere missioni attuali robotizzate stanno proprio cercando l’acqua in questo modo.
Con l’acqua diventa possibile creare anche il carburante per i razzi e le navicelle per ripartire da Marte. Inoltre diventa possibile creare serre per coltivare piante terrestri. L’energia necessaria per le colonie può essere ottenuta con pannelli solari e anche con reattori nucleari di piccole dimensioni, molto efficienti e non pericolosi.

♣ La comunicazione via onde radio con Marte richiede in media 20 minuti: 20 minuti per andare e 20 per essere ritrasmesse verso la Terra. Non si potrà parlare in tempo reale come facciamo noi ogni giorno coi nostri telefonini.

♣ L’atmosfera assai rarefatta di Marte (circa 1/100 di quella terrestre) rende necessario uscire sulla superfice di Marte sempre dentro a una tuta spaziale, con riserva di ossigeno naturalmente. In più fa normalmente un freddo cane, quindi dovrà proteggere anche dal freddo intenso. E se non bastasse, su Marte si scatenano ogni tanto tempeste di sabbia che possono durare mesi bloccando la visibilità di intere vaste zone del pianeta.

Dunque se dei volontari astronauti andranno alla conquista di Marte, saranno ben consapevoli che potrebbero morire nel frattempo per moltissime diverse ragioni.

Ma ci sarà sempre chi vorrà partecipare ad una avventura unica, una conquista che solo l’Uomo nella sua grande spinta verso la sfida, la competizione e la curiosità può affrontare.

Perché Marte non è solo un pianeta desolato, probabilmente morto, secco e inospitale, ma è anche un imperativo categorico di cosa l’uomo possa fare, e se lo può fare, statene certi che prima o poi lo farà. Perciò… Marte aspettaci, stiamo arrivando. Un giorno sarai nostro!

Per saperne di più:

Wikipedia. Esplorazione di Marte.
Wikipedia. Mars Science Laboratory

E perchè no?
Trailer film: Sopravvissuto – The Martian, di Ridley Scott

William Giroldini
Laureato in Chimica, sviluppatore software ed elettronica, da almeno 30 anni si interessa di Ricerca Psichica con particolare attenzione allo studio della Telepatia e Psicocinesi utilizzando tecniche Elettro-Encefalografiche. Autore di numerose ricerche pubblicate anche su riviste scientifiche internazionali. Direttore Scientifico di AISM (Ass. Italiana Scientifica di Metapsichica).