Un anno di crisi: ma gestita come?

Un'analisi un po’ fuori dal coro di quanto stiamo vivendo

di Franco Bianchi. Di quali responsabilità si è fatta carico la classe politica e medica di questi mesi, segnati da instabilità, paura, confusione e fake news? Si poteva fare di più? E ora, stiamo uscendo dal tunnel?

Un anno di crisi: ma gestita come?Nel marzo del 2020, cioè quasi un anno fa, mi sono permesso di fare alcune precisazioni sulla situazione in corso. Allora eravamo ai primordi di un nuovo evento, ingarbugliato, oscuro e temibile pieno di incertezze e dal quale non si vedeva una via d’uscita immediata.

Dieci mesi dopo mi ritrovo a ripetere le stesse cose, annotare le medesime difficoltà, annoverare gli stessi punti oscuri come se il tempo non fosse passato, o fosse, purtroppo, passato invano.

Abbiamo iniziato con: “C’è un virus in Cina, ma da noi non arriverà”, per aggiungere “Abbiamo qualche caso, ma è solo un’influenza molto forte”, fino al “Si salvi chi può”, chiudiamoci in casa e dagli all’untore. Potrebbe sembrare la sceneggiatura di un film di Gene Wilder se non fosse accaduto ad ognuno di noi.

Un caos creato ad arte?
A scuola mi hanno insegnato lo spirito critico, ad approfondire e non fermarmi dinnanzi alle prime spiegazioni ed oggi abbiamo un’enorme enciclopedia a disposizione nella quale c’è quasi tutto davvero: Google. Vi si trova ogni cosa, anche troppo: oggi il caos è creato, anche ad arte da taluni, come strumento di cattiva informazione, potere personale o semplicemente per apparire. Siamo nell’era dell’informazione, bellezza! È valido tutto ed il suo contrario: del resto cos’è la verità?

Approfondendo il tema, la prima cosa che balza all’occhio in questi mesi è l’assoluta mancanza di trasparenza su cosa stia effettivamente accadendo ed in una situazione confusa ci si può permettere di trarre qualunque conclusione. Ma è possibile che in un ambito definito unanimemente grave ci si possa permettere di avere informazioni approssimative? Direi che la chiarezza è il primo obiettivo ed il non farlo apre il fianco al sospetto.

Ad esempio sui numeri in primis: quanti sono effettivamente i morti a causa del virus? Qui iniziano le danze e le contraddizioni a livello dei canali di informazione ufficiali, figuriamoci cosa potrebbe accadere andando a spulciare i dati proposti dai social.

Informazioni imbarazzanti

Roberto Burioni.
Roberto Burioni.
Un anno di crisi: ma gestita come?
Massimo Galli.

Mi sono sorbito, solo nei primissimi mesi, i video quotidiani dalla Camera dei Deputati da parte della Protezione Civile che snocciolava come una litania il numero giornaliero dei morti sempre crescente incutendo sempre più paura.

Numeri smentiti dall’Istituto Superiore di Sanità che citava cifre molto più basse nell’ordine del 90% in meno (vi sono numerosi video in rete a conferma di queste mie osservazioni).
In un ulteriore video, a margine ed al termine di un collegamento sempre da Montecitorio, a mezza voce la protezione Civile ha ammesso, tra l’imbarazzo generale, che i morti che venivano indicati rappresentavano la cifra complessiva e non solo quelli attribuiti al virus.

Tanti esperti in Tv con dichiarazioni contraddittorie
In ogni manuale di patologia medica viene consigliata l’autopsia come prima azione volta a certificare la causa del decesso in particolare davanti ad un morbo sconosciuto. La magistratura, su consiglio del Ministero competente, ha bloccato tali operazioni e solo grazie ad un paio di medici “ribelli” abbiamo iniziato a scoprire che le terapie inizialmente somministrate erano profondamente errate.

Siamo poi stati obbligati a stare chiusi in casa, quando abbiamo scoperto che i contagi avvenivano prevalentemente lì. Le mascherine non proteggono dal virus che è infinitamente più piccolo delle trame tessutali e allora perché obbligarle? I vari esperti si sono presentati alle televisioni per dare la loro versione che non coincideva mai, se non in parte, con quelle di altri esperti aggiungendo confusione a quella che già c’era e nessuno ha chiarito la necessità di una protezione sul viso in presenza di un distanziamento esistente.

Una grande instabilità interiore
Un anno di crisi: ma gestita come?Nessuno ha mai parlato di come potenziare il proprio sistema immunitario, operazione suggerita dal più basilare buonsenso soprattutto in una situazione imprevedibile e difficile.
Confusione? Incompetenza? Fretta? Addirittura corruzione? Un mix di tutto ciò?
Ma come mai questa situazione proprio ora? Cosa abbiamo da apprendere?

Siamo all’inizio di un enorme cambiamento e la confusione fuori di noi riflette una pari instabilità interiore. Ognuno di noi è in movimento verso l’energia del cuore che va conosciuta, rispettata, condivisa. Ciascuno necessita di prendersi la propria responsabilità come mai prima d’ora e dalle macerie affettive, economiche e sociali ne potremo uscire solo impegnandoci in prima persona imparando a condividere.
Non a caso questo famigerato virus colpisce polmoni e sistema circolatorio in primis che corrispondono, nella chiave di una lettura energetica, alla sfera delle relazioni affettive. Il pianeta, e noi con lui, ci stimola ad aprire il cuore: questo il grande passaggio che ci attende e questa grande rivoluzione alle porte è solo uno strumento per poter effettuarla.

Elaborando ciò che stiamo vivendo potremmo diventare migliori
La nostra controparte non è un nemico da attaccare, denigrare o distruggere: semmai una parte di noi da integrare perché ne usciremo assieme o non ce la faremo. La confusione che regna sovrana attorno a noi è solo un terribile stimolo.

Un anno di crisi: ma gestita come?Dispiace per coloro che non ce l’hanno fatta e queste riflessioni non vogliono dimenticarli perché l’umana compassione rimane. Tuttavia in questa vita non siamo eterni, anzi siamo di passaggio e lasciamo questa esistenza prima o poi per qualche motivo.

Abbiamo forse perso la cultura della morte come parte della vita: dispiace per chi se ne va ed anche per chi resta, costretto a sopravvivere ai lutti. Ma tutto ciò fa parte della vita e dobbiamo prenderne atto.

Quindi oltre le difficoltà e alle responsabilità anche gravi di taluni, la situazione che stiamo vivendo è arrivata per farci uscire da uno stato di torpore, da una zona di comfort che non ci appartiene più per andare a creare un nuovo saldo e duraturo equilibrio. La strada è appena iniziata, l’obiettivo è chiaro: buona vita a tutte le persone che vogliono mettersi in gioco ricordando che ognuno offre il meglio di sé se messo alle corde. E adesso lo siamo.

Franco Bianchi
Operatore Olistico Supervisor S.I.A.F- IT. nº LO 196 S - OP, formatore sia per privati che per aziende, scrittore e conferenziere. Laureato in Economia, per 13 anni è stato dirigente d’azienda. Ha creato il metodo “be happy now!” nel quale ha messo a disposizione la sua esperienza iniziata nel 1976. In esso sono insegnate tecniche pratiche abbinate ad un percorso personale profondo finalizzate ad aumentare il proprio livello di felicità. L'ultimo suo libro è "Essere felcici ORA!" (ed. Tecniche Nuove). Website: https://www.francobianchi.eu/