Il mistero dei teschi allungati

Erano umani o visitatori dallo spazio?

di Donatella Galletti. La nostra inviata incontra due importanti studiosi, che affrontano uno dei più affascinanti misteri di un passato molto lontano e non esplorato a fondo dalle fonti ufficiali

Il mistero dei teschi allungati
Avebury. West Kenneth Long Barrow

Nella lunga intervista che le avevo fatto (vedi articoli su Avebury, Un luogo speciale di potere), Maria Wheathley mi aveva parlato delle sue scoperte sui teschi allungati, in un luogo sacro e di sepoltura che si chiama West Kenneth Long Barrow, in Inghilterra.

Il Barrow è un tumulo a pianta circolare o allungata. Quando l’ho visitato, arrivandoci da un un campo con un cerchio nel grano, ho percepito un’energia straordinaria: intonando varie note, ne ho trovata una che entrava in risonanza con le pietre, attivandole.
Sembrava che le pietre si animassero e interagissero con il campo della persona, purificandolo, e che quindi si trattasse di un luogo di cura. Pare che ci siano diversi ipogei, soprattutto a Malta, che si attivano nello stesso modo.

Nei barrow non ci sono corpi interi
Il luogo è stato usato nel corso di parecchi secoli; ad un certo punto le “stanze” interne sono state sigillate con terra e pietre e l’entrata principale chiusa da un macigno.
Secondo alcuni studi risuona ad una voce maschile che canta a 12 Hz; Maria mi ha confermato la mia intuizione che  inizialmente fosse un tempio ed un luogo di cura. Con il restauro molto è stato cambiato, quindi la risonanza e l’energia originale sono andate perdute.

All’interno sono stati trovati dei teschi allungati, ovvero dei teschi col cranio ovale e non rotondo, con altre ossa ma non il corpo intero. Maria è arrivata alla conclusione che i Barrow allungati siano stati fatti da popolazioni con il teschio allungato, in quanto riflettono i chakra della gola, del terzo occhio e della corona, poiché per molti popoli la testa è sempre stata molto sacra. Verso la fine del periodo del popolo con il teschio allungato (5500 a.C.), sono state fatte le sepolture e sigillati i locali. La gente dell’età del Bronzo aveva il teschio rotondo (come il nostro) e i barrow di quell’epoca sono tutti rotondi.

Da dove provenivano le popolazioni con i teschi allungati?

Il mistero dei teschi allungati
Maria Wheatley.

Dice Maria: «È stata fatta l’analisi di una parte del loro DNA e sembra che venissero dalle steppe della Russia centrale. Sicuramente il loro DNA non è quello della Beaker People, i popoli che arrivarono in seguito in Inghilterra nell’Età del Bronzo.
Quando queste due popolazioni si incontrarono, accadde un po’ quello che è successo ai Maya con l’arrivo degli spagnoli: probabilmente per malattia il popolo dei teschi allungati si estinse nel giro di pochi anni.

Le Long Houses (case lunghe), che poi hanno portato ai Long Barrow, esistevano in Europa prima di arrivare in Inghilterra: secondo alcuni studiosi fino al 6.000 a.C. l’Inghilterra non era un’isola, perché il mare non era ancora salito, e le popolazioni si potevano spostare».

Maria Weathley non mi ha detto di più sulla provenienza di questa popolazione, ma quando le ho mandato una foto scattata da me all’interno di Kenneth Long Barrow, mi ha risposto che quello che si vede viene considerato “la testa degli antenati”, ovvero come apparivano le popolazioni in oggetto.

Dall’Europa al Perù: Brien Foerster
Da anni seguo video che riguardano scoperte archeologiche e antichi siti. Tra il materiale visibile su YouTube c’è un personaggio che spicca tra gli altri per essere in controtendenza, ma pacatamente e con discernimento: Brien Foerster, il maggiore esperto mondiale sui teschi allungati.
Brien spazia dall’Egitto al Perù, al Messico, all’Isola di Pasqua; il tratto comune che attrae la sua curiosità sono le costruzioni monolitiche e il modo in cui sono state costruite.

Il mistero dei teschi allungati
Brien Foerster esamina un teschio allungato.

Parallelamente all’interesse personale per i siti antichi, organizza viaggi finalizzati a sentire le energie di un posto e a poter intuire come in determinati luoghi ci sia una questione ancora molto aperta dal punto di vista scientifico: com’è stato possibile spostare massi di svariate tonnellate per chilometri ad una altezza di tremila metri? Certamente non ci sono tronchi adatti da usare come mezzo di trascinamento.

Il mistero si infittisce nel sapere che proprio dove ci sono i monoliti si sono trovati spesso teschi allungati, o mummie dal teschio allungato, coi capelli rossi. Se ve lo state chiedendo, sì anche in Perù, un popolo dai capelli fulvi.
Facile da immaginare, Maria Wheathley e Brian Foerster si sono incontrati per esaminare insieme Avebury, ma anche Tiwanaku e altri siti archeologici in Perù.

Al museo di Paracas

Brien, che ho intervistato via Skype, mi racconta di aver avuto la passione per l’archeologia fin da piccolo, nata sfogliando il National Geographic.
Gli chiedo quando ha incontrato i primi teschi allungati: «14 anni fa ne ho visto qualcuno al museo di Paracas, dove il direttore mi ha mostrato la sua collezione privata.
Altri teschi sono in piccoli musei in Bolivia e in Perù, vengono datati dagli archeologi come vecchi di duemila anni».

Ma qual è il parere degli archeologi sui motivi della deformazione?
«Non hanno nessun dubbio: per loro è una deformazione subita da piccoli dal cranio. Infatti i bambini in fasce venivano bendati in vari modi, con tavolette che schiacciavano e allungavano il cranio.
Ci sono però vari tipi di deformazione; in un caso il cranio è estremamente allungato. Mi è capitato di parlare con un archeologo incaricato di ricerche sul DNA dei crani e quando gli ho mostrato il cranio molto allungato era a disagio, non rientrava nei suoi protocolli e nei suoi studi».

Quell’archeologo, che doveva pubblicare un saggio importante riguardante i teschi allungati, dopo il loro incontro non pubblicò più, ma a Foerster non fu più permesso di fare studi sul DNA di quei teschi allungati: evidentemente era un elemento di disturbo nel sistema.

Ossa diverse dalle nostre

Il mistero dei teschi allungati
Perù. Una mummia col teschio allungato (foto dal sito di Foerster) .

Dal materiale pubblicato online da Brien e da alcuni testi specifici, suoi e di L.A. Marzulli (uno studioso che è riuscito a finanziare una ricerca sul DNA dei crani) si capisce come in una parte dei teschi allungati le due ossa parietali siano fuse in una sola; inoltre si vede come i crani presentino due piccoli fori nella regione posteriore.

Anche le dimensioni sono diverse da quelle di uno scheletro umano come lo conosciamo: le orbite sono molto grandi, inoltre le persone dovevano avere non solo grandissimi occhi ma anche una testa grossa rispetto al resto del corpo.

Il setto nasale è deviato al punto di non poter respirare, commenta Marzulli nel suo libro On the trail of the Nephilim, gli alveoli dentali sono disposti diversamente dai nostri, tanto che mancano alcuni denti (i due davanti e quelli del giudizio, oltre a un molare), e questo si ripete in parecchi crani, tanto che è difficile pensare a esseri nati deformi per una malattia.

È stato trovato anche un antico feto mummificato con capelli rossi e teschio allungato: quindi è possibile che nascessero così.

(1a puntata – continua)

Per saperne di più:

♥ Sito sull’archeologia inglese
♥ Il sito di Brien Foerster: https://hiddenincatours.com/
♥ I 27 libri pubblicati da Brien sui teschi e i misteri dei monoliti: https://hiddenincatours.com/books/
♥ L.A. Marzulli On the trail of the Nephilim – ed. LA Marzulli
♥ È in uscita un nuovo libro sui teschi allungati in Inghilterra scritto da Maria Wheathley.

Donatella Galletti
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, diplomata in chitarra classica e in chitarra ad indirizzo liutistico, si interessa da sempre a tutte le discipline che possono aiutare a definire la conoscenza della persona e il miglioramento dei rapporti sociali e dello stile di vita di ciascuno, nonché alle arti in generale. Le piacciono la storia, i castelli ma anche i monumenti del Neolitico, i misteri irrisolti e tutto quanto può arricchire il patrimonio interiore.