Tecnologie da altri mondi

Ipotesi rivoluzionarie solo per chi non conosce le ricerche UFO

di Tiziana Etna. Molte delle scoperte e degli apparecchi oggi in uso corrente sono derivate dalle ricerche che provengono dai contatti con creature alieni

Foto di fancycrave1 da Pixabay.

Siamo stati spettatori ed attori della rivoluzione e dell’evoluzione tecnologica e vive ancora chi può raccontare com’era il mondo quando era solo meccanico.

Il covid ad esempio, ha costretto tutti a doversi confrontare con il digitale: computer, telefoni ed internet, con nuovi metodi di studio, di lavoro, di socialità.

Le persone anziane e quelle recalcitranti hanno dovuto cedere o farsi aiutare per integrare l’identità digitale con quella reale e solo per poter gestire aspetti pratici della quotidianità, dal ritirare un referto medico a pagare un bollettino.
Siamo stati chiamati a spostare molte attività in rete avendo questa risorsa a disposizione. Eppure, ancora oggi ci sono nonni che possono ricordare un’infanzia senza tecnologia.
Il pensiero comune è che dalla rivoluzione industriale ai giorni nostri il progresso sia stato incentivato dal progresso stesso, diventando sempre più rapido, quasi ineffabile, ma come è stato per l’evoluzione della razza umana, non sembra anche a voi che quella tecnologica sia andata molto veloce? E in particolare, in oltre duecento anni di storia, viene da chiedersi da cosa dipenda l’impennata degli ultimi settant’anni. Ci sono ipotesi e teorie, le cui prove sono sotto i nostri occhi ogni giorno.

Visitatori dallo spazio
Come hanno fatto gli antichi a lavorare e spostare quei grandi blocchi di basalto o di granito con i quali sono costruite millenarie strutture megalitiche sparse in tutto il mondo?
La leggenda autoctona di Stonehenge narra che il più famoso cremelch (circolo di pietra), fù creato da mago Merlino attraverso la levitazione acustica.

I teorici degli antichi alieni sostengono che i primi costruttori del pianeta erano in possesso di tecnologie provenienti da altri mondi, da civiltà aliene più antiche e più evolute e che solo grazie all’attuale progresso siamo in grado di iniziare a comprendere.
Sono moltissime le tradizioni orali e i testi antichi che raccontano la discesa di divinità su carri infuocati che facevano tremare la terra come i moderni razzi e nei miti si narra di battaglie condotte con armi cosmiche che fino a pochi anni fa non avremmo potuto neanche concepire, e che invece oggi sono in opera, come la tecnologia stealth e le armi soniche.

Bisogna essere disposti a mettere in discussione ogni nostra certezza guardando con un atteggiamento nuovo, perché molte ipotesi che ci apparivano impossibili nel passato, nel presente hanno una spiegazione, provata o teorica, ma comunque possibile.

Un’audace ipotesi sulla funzione dei Tarocchi

Thot: un alieno?

Premetto che non sono un’ufologa ma una giornalista. E da ricercatrice alla scoperta della vera origine dei ventidue Arcani maggiori dei Tarocchi, sono convinta che non ne viene fatto l’uso corretto e che siano uno strumento per sintonizzarci con l’universo e le sue leggi.

Dopo trent’anni questa ricerca mi ha condotta a considerare l’ipotesi che l’origine dei Tarocchi sia da attribuire a Thot, non come mito ma come un antico astronauta realmente esistito, offrendomi cosi nuovi scenari d’indagine possibili, altri quesiti e risposte a molte domande che avevo addirittura smesso di pormi, del tipo: chi siamo? Da dove veniamo? Perché esistiamo?

Quindi niente dietrologie o ipotesi di complotti, solo l’esposizione di alcuni fatti che potrebbero illuminare in merito allo sviluppo tecnologico degli ultimi settant’anni.

Avvistamenti e incontri ravvicinati
Se riusciamo a supporre che in tempi remoti siamo stati visitati da esseri ultraterreni, possiamo credere che torneranno o che non se ne siano mai andati.
C’è chi sostiene che gli alieni visitano il nostro pianeta e camminano tra noi. In particolare, sembrerebbero preoccupati dalla bomba atomica, motivo per cui s’ipotizza che dal secolo scorso le visite siano aumentate, registrate da numerose segnalazioni di avvistamenti di globi luminosi o di oggetti volanti non identificati, chiamati anche foo fighter, con “impossibili” capacità di volo.
Molti riferiscono di aver visto creature non umane e/o di aver avuto contatti con queste, a partire dal più famoso caso di incontro ravvicinato di II°, III° e IV °tipo: il caso Roswell.

L’incidente di Roswell

Cronaca dell’UFO crash riportato dal Roswell Daily Record dell’8 luglio 1947.

Nell’estate del 1947 a Roswell, in New Messico, già si vocifera di avvistamenti UFO.
Tuttavia Roswell ospita la base aerea Roswell Army Air Field e l’attività nei cieli sembra giustificata per gli abitanti del luogo, per lo più allevatori e militari.

È il 3 luglio quando l’allevatore Mac Brazel rinviene strani rottami di un materiale sconosciuto nel suo ranch; qualche giorno dopo segnala alle autorità lo schianto di un velivolo non identificato. Il primo comunicato stampa della base aerea annuncia che si tratta di un UFO e la notizia fa il giro del mondo.
La smentita arriva dagli stessi due giorni più tardi, con un’ammissione di errore che trasforma l’ufo in un pallone sonda. Nei due giorni che precedono la smentita, la zona ha un grande movimento militare top secret.

Le rivelazioni del colonnello Corso
Nel 2020 molti documenti riservati sono diventati di pubblico dominio e nel tempo qualche audace ed attendibile militare ha deciso di non portare segreti nella tomba.
Tra questi il tenente colonnello dell’aeronautica militare Jesse Marcel ed il tenente colonnello Philip J Corso, che nel ’97 con la pubblicazione del libro Il giorno dopo Roswell afferma che un disco volante si è realmente schiantato nel deserto, recuperato insieme a dei piccoli corpi.

Lui aveva ricevuto l’incarico di studiare la retro-tecnologia di quanto avevano recuperato. Nel disco volante non vengono ritrovati comandi manuali ma dei caschi con dei sensori, che fanno supporre al comando telepatico, ai quali lo stesso Corso sostiene di aver lavorato, insieme a campioni di tessuto indistruttibile, resti di circuiti elettronici e sistemi di propulsione.

Philip Corso (a dx.) in una foto del ’45.

Le questioni che emergono spingono inevitabilmente a pensare che i fatti di Roswell siano stati insabbiati per non creare una psicosi di massa, ma soprattutto, per sfruttare la retro-ingegneria della tecnologia rinvenuta a vantaggio dell’esercito americano.

Lo schianto di Roswell non sembra essere stato l’unico e l’Area 51 nel Nevada, nasce di conseguenza, proprio per custodire e studiare la retro-ingegneria aliena.

Le scoperte geniali di Nikola Tesla
Di fatto, vent’anni dopo Roswell l’uomo viaggia nello spazio e mette bandierine sulla Luna. Se ci chiediamo com’è cambiato il mondo, guardiamoci intorno.
Solo mezzo secolo prima Nikola Tesla veniva contestato in merito alla corrente alternata ed osteggiato per la sua idea di usare un campo magnetico rotante per alimentare un motore elettrico, confinato nel pregiudizio della fantascienza, per brevetti che lo vedevano precursore della modernità, come il wifi, e deriso per l’invenzione del Teslascopio progettato per comunicare con esseri di altri pianeti.

La fibra ottica, i circuiti integrati, il tessuto kevlar, la tecnologia stealth, la visione notturna, le microonde, il laser, sono solo alcune delle invenzioni del nostro tempo che sembra siano riconducibili all’incidente di Roswell.

Un “genio pazzo”, ptrecursore dei tempi

Zagabria. Una delle invenzioni  esposte alla Nikola Tesla Exibition. Foto di Tiziana Etna.

Neanche in tempi moderni il genio di Tesla ha un riconoscimento adeguato: questo perché all’inizio del secolo scorso trovava assurdo pensare che non vi fossero altre forme di vita nell’universo.

Oltre alla nota “guerra delle correnti” subita da Edison, il quale  teneva pubbliche e calunnianti dimostrazioni per screditare la corrente alternata a sostegno della sua corrente continua, il fatto che Tesla sostenesse pubblicamente di credere agli extraterrestri e di aver ricevuto segnali da Marte mentre testava un trasmettitore per localizzare tempeste, gli  diede la reputazione del “genio pazzo”.

“Uno scienziato pazzo” con la missione di far progredire l’umanità. Forse, Nikola Tesla aveva realizzato un ricevitore tanto potente da poter comunicare con distanze incomprensibili, lui stesso affermava di credere nell’esistenza di una fonte di conoscenza alla quale ogni essere umano può attingere e sosteneva di essere in contatto con questa fonte. Genio, pazzo e screditato in vita, al momento della sua morte avvenuta nel gennaio del 1943, però, i servizi segreti sequestrano tutti i suoi appunti.

In tempi moderni molti ricercatori sostengono che abbia fatto da intermediario, ovvero, che la sua fantastica mente  sia stata ispirata  dalla connessione con intelligenze  aliene; certo è che è stato molto in anticipo sui tempi e chissà se l’incidente di Roswell non abbia contribuito a far  rivalutare  tutto il suo incredibile lavoro, distruggendo il folle e riabilitando il genio .

Idee visionarie per il futuro
Molte delle stesse idee considerate visionarie di Nikola Tesla, rimaste prive di finanziamenti e non comprese per oltre sessant’anni, subito dopo l’incidente di Roswell si trasformano in “progresso” non solo per il potere militare ma  per l’umanità: chi non ha un forno a microonde in casa? Oppure non naviga grazie alla fibra ottica?

Ma c’è anche altro, ad esempio la visione notturna sembra essere il frutto della retro ingegneria rinvenuta analizzando i corpi degli alieni chiamati “grigi” che pare siano stati trovati insieme al relitto, oppure il tessuto indistruttibile, il klevar, rilevato dai loro abiti.

Il giubbotto del police man è in tessuto antiproiettile kevlar, che sembra scoperto grazie alle ricerche sui relitti di Roswell.

Le testimonianze emerse trent’anni dopo inducono i ricercatori a pensare che ad un certo punto alcune grandi industrie hanno ricevuto dal governo parti della tecnologia rinvenuta nello schianto di Roswell per farne brevetti, chiedendo in cambio armi e denaro.

Come abbiamo detto più volte in precedenti articoli sul tema, l’argomento è vasto, lo schianto di Roswell non è l’unico e non è il primo e l’esercito americano non è il solo detentore di operazioni top secret impegnate a studiare fenomeni e ritrovamenti.

 Sempre meno accetteremo l’ufficialità della storia, le notizie ci arrivano da ogni dove e non esistono più confini, malgrado le censure da una parte e le bufale da l’altra, anche alla luce dei nuovi avvenimenti mondiali, molto lentamente verrà riscritta.

 

 

 

Tiziana Etna
Livornese, ha studiato all'Università di Pisa. Giornalista pubblicista presso "Polo Artistico Vinile", redattrice www.fiofamagazine.com presso "Diamo Voce Alla Musica"