La luce dei talenti

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“Torna a fare l’autista di camion”, “Non vai bene per la nostra squadra di basket”, “E’ meglio se fai la segretaria”, dissero rispettivamente a Elvis Presley, Michael Jordan e Marylin Monroe. Molti hanno osteggiato Cristoforo Colombo e c’è chi ha licenziato Steve Jobs. Eppure in un garage un gruppo di amici ci credeva.
“Quando senti il tuo talento nulla può fermarti”, dice il coach Mouni Stefano Scialpi, inventore de La Domenica Nei Talenti. “Ciascuno ha dentro di sé una dote nascosta che talvolta da solo non riesce a scorgere ma ecco che poi arriva qualcuno a fare più luce, così si vede meglio in profondità e la si scopre. Una volta ri(emersa) non la si può ignorare, va vissuta, condivisa, diffusa…”, così Giusy Nuzzo, una delle partecipanti, descrive il progetto-scommessa Talent You.
Gli antichi greci, e poi i filosofi, li chiamavano Archetipi: modelli validi per tutti, nella sostanza. Significa che un’esperienza può avere colori, temperature, contesti e circostanze differenti ma la sua sostanza, la prima scintilla, il cuore, sono uguali per tutti. Come il prisma di Pollyanna: lo stesso raggio di luce si scompone in sette colori diversi. Per me è rosso. Per te, che lo guardi da un’altra angolatura, è celeste. Per un altro verde. Ma è lo stesso raggio di luce. Guardaci dentro e sentirai che l’Essenza è la stessa. E ci troverai qualcosa di tuo. La Domenica Nei Talenti, dall’idea di Mouni Stefano Scialpi che abbiamo intervistato, ti mette in mano il prisma.

Chi è e la sua idea: “Voglio essere contagioso”
“Sono uno che l’ha fatto: ho mollato la mia professione di sempre (facevo il flash developer) e ho scelto di puntare sulle mie passioni, a discapito di dovere, denaro e carriera, che fino a quel momento erano state le mie motivazioni.

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Mouni Stefano Scialpi (tutte le foto sono di Alice Brandolini)

L’ho fatto dopo aver compreso che l’unico modo per insegnare a mia figlia che la vita va vissuta con gioia, illuminando gli altri della qualità migliore che abbiamo da offrire, era quello di farlo io per primo”, racconta Mouni, 34 anni, Mental e Lifecoach, formatore in attività legate alla crescita e allo sviluppo personale. “Ho dedicato dieci anni della mia vita al web, ai video, alle foto e alla grafica, occupandomi di ciò che visualizza l’utente finale. Affinché il risultato fosse ottimale, dovevo fare in modo che il disegno di un Designer (emisfero destro, creatività) andasse d’accordo con il codice di programmazione (emisfero sinistro, razionalità).
 Scopro solo ora che i miei emisferi, sinistro e destro, hanno cominciato a integrarsi e collaborare, nonostante le iniziali resistenze. Ecco sorgere la passione per la comunicazione! Comincio ad approfondire questa tematica con percorsi di crescita personale e di formazione mirati sullo sviluppo della personalità, l’evoluzione psicologica dell’individuo e la comunicazione consapevole. E’ qui che arriva il mio soprannome: Mouni, che in sanscrito significa silenzio. All’inizio mi sembrava strano perché mi piace comunicare, ma poi ho capito che il silenzio indicava la strada del percorso interiore che avrei dovuto fare come passo successivo, per trovare me stesso. Il triennio di Pedagogia Steineriana ha portato in me trasformazioni profonde. Mi è apparsa la visione dell’essere umano. Oggi la mia spiritualità è racchiusa nel fare e nel considerare ogni esperienza di vita fondamentale per crescere e sentirsi bene con se stessi.
“Il periodo storico che stiamo vivendo mostra un quotidiano in cui le persone portano con sé sfiducia, giudizio, solitudine, distanza e pensano sia impossibile ‘campare’ facendo quello che li appassiona. Invece solo mettendo in atto e manifestando il proprio talento si può essere incisivi, sentirsi realizzati e attrarre abbondanza. Mi sono chiesto: come fare per contribuire?
 Nasce così la Domenica Nei Talenti. “Nei” racchiude tutti quanti, dà sensazioni d’inclusione e immersione, le stesse che si provano quando le nostre attitudini innate brillano. Ma anche se una dote sgorga da dentro, finché non si ha un feedback dall’esterno non gli si dà valore, si ha la percezione che possa essere una fesseria. E’ per questo che molti chiudono i sogni nel cassetto senza neanche provarci. L’obiettivo del mio progetto è creare uno spazio dove entrare in contatto con la luce, l’energia e la forza propulsiva dei nostri talenti, nascosti o dimenticati, che aspettano il coraggio, qualcuno che gli dica: si può fare!”.

Il target di chi partecipa
Non ha età. Il progetto bussa alla porta di chi non si è mai fatto la domanda “Qual è il mio talento?”, o di chi l’ha tenuta sotterrata per anni. “L’auspicio è che giunga fino ai giovani studenti, neolaureati o neodiplomati, costretti a fare scelte importanti per la vita in momenti in cui in genere non si ha ancora una struttura mentale matura. E’ l’opportunità di contattare l’angolo delle passioni, mettersi in gioco e scoprire in anticipo se la scelta che farebbero è quella giusta, come li fa sentire”.
La sfida è confrontarsi con se stessi, individuare il proprio talento e inventarsi un modo per proporlo agli altri per avvolgerli in quella luce, trascinarli dentro, far percepire il piacere di vivere il talento.

Foto 1 “A ciascuno è data un’ora, nella quale sperimentare e far sperimentare ciò che gli piace di più e ciò che magari vorrebbe portare nella sua vita lavorativa. Vuole essere anche l’opportunità di sperimentare un possibile nuovo progetto personale, ancora nel cassetto. Ci sono almeno una decina di persone ad ascoltare – interessate, curiose e aperte alla conoscenza e alla sperimentazione – quindi il talento è in uno spazio protetto, agevolato e sospeso dal giudizio”.
La Domenica Nei Talenti inizia il giorno in cui la persona decide di proporre il proprio talento, perché in quel momento comincia un percorso di coaching inconscio, nel quale si è portati a vivere una vera e propria (ri)scoperta di una parte di sé per creare una performance. “È in questa fase che emergono l’entusiasmo e la luce. Le persone sono infelici perché non sentono la spinta verso nessuna direzione. nostra iniziativa offre sia un obiettivo basato sul piacere, che un percorso pratico per raggiungerlo. Il cuore del progetto è proprio qui: avviene in totale autonomia, spinto dalla gioia di poter finalmente lavorare su qualcosa che tocca la passione. La persona esplora il proprio spazio interiore e produce una scaletta che sia l’esplosione di quello che ha dentro. La giornata di incontro è il momento in cui le teorie della passione diventano concretezza e, dopo la performance, resteranno impresse nella carne come nuove consapevolezze: dal ‘non posso’, il corpo saprà che ‘si può’”.

Sentire l’effetto che fa: cosa dice chi l’ha provata
Giusi Nuzzo, 40 anni, commessa. “Avevo saputo tramite passaparola della Domenica Nei Talenti. Mi sembrava un’iniziativa un po’ commerciale, come ‘Amici’ di Maria De Filippi. Eppure, mentre leggevo i dettagli sulla pagina facebook dell’evento, era come se un seme stesse germogliando dentro di me, senza che neppure me ne rendessi conto. Sono andata a dormire e spontaneamente sono emersi ricordi di cose che mi facevano stare bene, che amavo e che ho poi abbandonato. Ho ripercorso a ritroso i miei giorni, ho incontrato l’origine della mia passione principale e mi sono accorta che ne farlo stavo già pensando in che modo preparare la performance della domenica! Ho chiamato Mouni Stefano Scialpi e mi sono prenotata. Tutto è cominciato molto prima di ‘presentarmi’ al pubblico. Ho passato più di una settimana a pensare cosa avrei detto, che esercizi avrei fatto fare, trovare e realizzare video sull’argomento e materiali utili. Mentre organizzavo la mia presentazione, stavo già vivendo la Domenica che mi aspettava ed è stato un tempo fondamentale per stare a contatto, dopo tanto tempo, con me e la mia passione. Una volta arrivata alla Domenica Nei Talenti, il cuore mi batteva fortissimo quando mi sono presentata al gruppo di partecipanti e ho iniziato a parlare del mio talento e a condurli nel mio mondo, facendo provare alcuni esercizi di gruppo. Alla fine, però, l’ora a mia disposizione è volata perché la difficoltà è fare il primo passo, quando sei dentro sono la passione e l’entusiasmo a guidarti. Il fatto, poi, di assistere alle presentazioni del talento altrui è di grande incoraggiamento perché nel gruppo si crea molta empatia e anche ascoltare ed essere condotti dagli altri talenti ‘fa bene al cuore’: infonde coraggio vedere come l’espressione del talento contagia letteralmente di positività e forza. Infine, mi è piaciuto molto il momento dei feedback. Al termine della performance, tutti i partecipanti danno un parere su ciò che hanno visto di positivo: mi sono sorpresa notando che io mi giudicavo molto di più di quanto fosse necessario, tutti erano entusiasti di me! Alla fine della giornata, guardando negli occhi di ognuno di loro, ho rivisto un po’ della mia luce e mi sono commossa”.

Valentina Venturino, 40 anni, organizzatrice fieristica.
“Ho parlato di comunicazione efficace, dell’importanza di esprimere bene il proprio pensiero. L’esperienza di Domenica mi ha portata a riflettere su nuove opportunità lavorative nell’ambito della comunicazione creativa, che mi diano l’opportunità di mettere in pratica il mio talento ogni giorno come attività principale e non più nei ritagli di tempo”.

 Giuliana Ubertini, 32 anni, conduttrice di programmi di viaggio ed eventi.
“Raccontare il mio talento è servito a ricordarmi cosa amo del mio lavoro, riscoprire pieghe profonde e nascoste della mia personalità, passioni dimenticate, individuare e trasmettere le tante doti collaterali che ho dovuto coltivare per inseguire i miei sogni impossibili, che ognuno dovrebbe rincorrere per essere felice…primo tra tutti il talento di sognare, nonostante tutto…”

Elena Ribolzi con le sue "bambine di Caldalana".
Elena Ribolzi con le sue “bambole di Caldalana”.

Elena Ribolzi, 32 anni, creatrice di bambole chiamate ‘LebambinediCaldalana’.
“Nel raccontarmi ho visualizzato chiaramente il filo conduttore che lega tutte le scelte e le passioni che ho coltivato nella vita. Un altro pezzo del grande puzzle è stato inserito e sono tornata a casa con una spinta e un coraggio maggiore per proporre la mia arte nel mondo”.

“Vengo anch’io!”: Quando posso partecipare?
Ci sono state cinque edizioni e ne restano altre due: 22 Giugno e 13 Luglio. Il numero massimo di posti è dodici. La sede è lo “Spazio Life” di Milano. “Nei talenti”, sottolinea Mouni “ho visto emergere il piacere, la volontà, il coraggio, l’autostima, la fiducia, la gioia. Talvolta chi ha presentato un talento ha scoperto di averne uno che gli piace di più, grazie ai feedback dei partecipanti. I giorni a venire sono una scoperta, ciò che emerge può dare una svolta alla propria vita. Al giudice interiore che di solito ripete ‘i sogni non esistono’ si sovrappone la voce di riconoscenza e incoraggiamento di chi partecipa. E smettiamola di chiamarli sogni, come fossero qualcosa d’infantile, impossibile e utopico. Consideriamoli piuttosto un altro modo di vivere la propria vita. Io l’ho fatto, ci campo e non sono il solo. Tra i progetti per il futuro, voglio portare la Domenica Nei Talenti in tutta Italia. Sento che oggi ce n’è un gran bisogno e voglio rendere realtà i percorsi di crescita personale collegati a questo progetto come “Un anno che ti cambia la vita”, un itinerario lungo 365 giorni durante il quale avere a disposizione tecniche, discipline e operatori selezionati”.

Per saperne di più
ll Coaching è un percorso che accompagna all’ottenimento di risultati mediante un numero definito di tappe (sessioni). E’ una partnership con i clienti, che attraverso un processo creativo stimola la riflessione ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale. È utile per chi vuole raggiungere obiettivi, scommettere su di sé, andare oltre. Durante un percorso di Coaching si ha l’opportunità di allenarsi alla responsabilità, pianificare una strategia, esplorare con consapevolezza.
Dice Mouni: “Nella mia pratica pongo molta attenzione alla differenza fra ciò che l’individuo è e ciò che la vita ha fatto di lui.
 Mediante feedback mirati offro l’opportunità di essere onesti con se stessi. I miei principali valori sono l’onestà, la pulizia, la chiarezza: li metto quindi a disposizione di chi fa un percorso con me. Nella mia professione mi affido al codice di etica di ICF (International Coach Federation). Gli incontri possono essere face to face, telefonici o via Skype”.

Link correlati:
www.mouni.it
https://www.facebook.com/LaDomenicaNeiTalenti
https://www.icf-italia.org/cosa-e-icf/il-codice-di-etica-di-icf

Valentina Guzzardo, giornalista professionista freelance, speaker radiofonica e conduttrice video. Dieci anni di lavoro in redazioni come Rcs Mediagroup e SkyTg24 mi hanno insegnato gli strumenti della comunicazione per poterli usare oggi al servizio di ciò in cui credo. Cerco di raccontare il mondo che cambia attraverso i temi del benessere a 360°, le pratiche olistiche, le neuroscienze, la fisica quantistica, la consapevolezza di sé, i buoni esempi e le storie belle. Mi piace incontrare personalmente tutti coloro di cui decido di scrivere e porto il loro messaggio solo se arriva al mio cuore. Pratico la terapia cranio-sacrale, ho radici nel teatro e sarò scrittrice.