La politica secondo sri Ramana

Filippo Falzoni ci propone un testo di David Godman, da lui tradotto e rielaborato, sul grande mistico indiano sri Bhagavan Ramana Maharshi

uno dei libri di Goldman su Ramana Maharshi

David Godman ha scritto molti libri sul grande mistico Sri Bhagavan Ramana Maharshi, uno dei più luminosi esempi di realizzazione della saggezza non dualista del Vedanta.

Tra i suoi scritti ne troviamo alcuni da cui possiamo trarre specifici insegnamenti su come sia meglio affrontare i problemi attuali che affliggono il pianeta, prendendo esempio da come Sri Ramana Maharshi si poneva di fronte agli eventi turbolenti e sanguinosi della prima metà del ventesimo secolo.

Il suo atteggiamento si basava sempre sulla immedesimazione nel Sé e dalla conseguente consapevolezza che tutto ciò accade si svolge secondo un piano preordinato. Non aveva opinioni sugli eventi che considerava predestinati e non desiderava cambiare il loro corso.
Questo atteggiamento si comprende già dalla nota che in gioventù scrisse a sua madre quando nel 1899 lei gli scrisse per pregarlo di lasciare la vita ascetica e di tornare alla casa di famiglia a Madurai.

Il karma secondo Bhagavan
Bhagavan scrisse: “Il Signore controlla il destino delle anime in conformità con le loro azioni passate – il loro prarabdha karma. Qualunque cosa sia destinata a non accadere non accadrà: per quanto ci si possa sforzare di farlo accadere. Qualunque cosa sia destinata ad accadere accadrà, qualunque cosa si faccia per fermarla. Questo è certo. La cosa migliore, quindi, è restare in silenzio”.

Idee come “dovrei fare questo” o “questo deve essere fatto”, erano del tutto assenti in Lui poiché non aveva né il desiderio di fare qualcosa né la convinzione che gli eventi dovevano essere diversi da quello che erano. La posizione di Sri Ramana è stata riassunta in una risposta che ha dato a due devoti che erano venuti da Bhagavan sulla linea di condotta da seguire su una questione in cui erano in disaccordo.

“Poiché abbiamo due opinioni diverse, stiamo cercando di sapere cosa piacerebbe di più a Bhagavan”. Sri Ramana rispose: “Quello che mi piace è sapere chi sono e rimanere come sono con la consapevolezza che ciò che deve accadere accadrà e ciò che non deve accadere non accadrà. Non è vero? Capisci ora cosa piace di più a Bhagavan?

Ramana Maharshi.

La sua “preferenza”, se si può usare una parola del genere, era di dimorare nel Sé con la sicura consapevolezza che tutti gli eventi nel mondo si stavano svolgendo secondo un’ordine divino.

Nessuno può fare nulla che si opponga all’ordine del Signore Supremo che possiede un potere illimitato e che può fare qualsiasi cosa.
Per porre fine alle ansie illusorie della mente, che generano un malvagio malcontento, la strada giusta è soggiogare l’ego e rimanere sotto l’influsso della coscienza suprema, che sorge dalla meditazione sui piedi divini”
.

La politica è il processo mediante il quale le persone si raggruppano e si impegnano in discussioni o attività che promuovono la loro idea di come la società dovrebbe essere gestita o cambiata.
Se tali programmi fossero intrapresi da persone con un programma da realizzare, Sri Bhagavan considererebbe tali attività come un cosciente allontanamento da Dio per perseguire un programma egocentrico che ignora il Suo piano e il Suo copione.

Il cambiamento, secondo Bhagavan, è necessario o possibile solo a livello personale. A meno che una persona non aderisca fermamente al motto “Ciò che merita di essere riformato è la mia mente”, volgendosi verso di sé e correggendosi, la sua mente verrà contaminata sempre di più prestando attenzione esclusivamente ai difetti degli altri.

Il desiderio di cambiamento nell’azione politica
Il desiderio di cambiamento nell’azione politica nasce dalla convinzione che una linea di condotta, o un modo di organizzare la società, sia in qualche modo migliore o preferibile a un altro e anche che le proprie idee e proposte siano intrinsecamente migliori delle altre.
Cambiare la società diventa quindi un processo per convincere gli altri – un elettorato, persone che non sono d’accordo con te – che le tue idee sono giuste, mentre le loro sono in qualche modo difettose.

Il mistico Annamalai Swami ha descritto l’atteggiamento di Bhagavan Ramana nei confronti di tale atteggiamento: “Bhagavan ha insegnato che bisogna riformare sé stessi piuttosto che trovare difetti negli altri. In termini pratici questo significa che si dovrebbe trovare la fonte della propria mente piuttosto che lamentarsi delle menti e delle azioni di altre persone.

Un devoto, che era piuttosto intimo con Bhagavan, gli chiese: “Alcuni dei devoti che vivono con Bhagavan si comportano in modo molto strano. Sembra che facciano molte cose che Bhagavan non approva. Perché Bhagavan non li corregge? Bhagavan ha risposto: “Correggere sé stessi è correggere il mondo intero. Il sole è semplicemente luminoso. Non corregge nessuno. Perché risplende, il mondo intero è pieno di luce. Trasformare te stesso è un mezzo per dare luce al mondo intero”.

Ne consegue che la realizzazione del Sé è il più grande aiuto che si possa dare al mondo. Una mente che si impegna in attività politiche si avvolge d’ansia nella sofferenza e nel desiderio; una mente che si è estinta nel Sé permette a quel Sé di risplendere e beneficiare il mondo intero.

Filippo Falzoni Gallerani
Psicologo, ha seguito corsi d’analisi Junghiana e corsi post laurea presso la “California Family Study Foundation” di Los Angeles, il Mental Research Institute di Palo Alto (San Francisco) e l'UCLA (University of California Los Angeles). Ha sviluppato il "Rebirthing ad approccio Transpersonale" integrando i suoi studi con i più recenti sviluppi della ricerca nel campo della psiche. Conduce seminari didattici ed esperienziali, svolge sedute individuali, scrive e insegna. Website: www.filippofalzoni.com - www.facebook.com/falzonigallerani.filippo