Lo spirito in palcoscenico

Si è conclusa a Roma, al Teatro dei Conciatori, una bella rassegna di teatro esoterico, dal titolo Spiritualmente laici dato dalle curatrici Duska Bisconti e Stefania Porrino a sette appuntamenti domenicali, dal 19 gennaio al 13 aprile, sui temi della ricerca interiore. La proposta si articolava in una lettura di un testo teatrale, una mise en espace, a cui seguiva un incontro-conferenza sul tema proposto dalla drammaturgia stessa. E’ stato un affascinante viaggio in terre di confine tra drammaturgia ed esoterismo, che ha trovato risposta in un pubblico appassionato ed interessato e che si è chiuso con l’auspicio di ritrovarsi in autunno per continuare un percorso di approfondimento: una nuova e percorribile strada per la ricerca sia teatrale che spirituale. Il teatro visto quindi come matrice reale di una realtà illusoria, che solo specchiandosi in una rappresentazione può estrapolare ed avocare a sé quel percorso verso la consapevolezza.

Come è nata l’idea di un teatro spirituale
Stefania Porrino, regista lirica e di prosa, autrice drammatica, titolare della cattedra di Arte Scenica al Conservatorio di Musica di Frosinone, è una donna impegnata sul doppio fronte della ricerca, drammaturgica ed esoterica.

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Stefania Porrino, che con Duska Bisconti ha ideato e curato “Spiritualmente Laici”.

Chiediamo a lei di raccontarci come è nata e come si svilupperà questa idea di coniugare il percorso teatrale alla ricerca esoterica e che cosa ha lasciato a lei, al suo percorso di ricerca che fonde ambedue gli aspetti trattati.
“Duska Bisconti ed io ci conoscevamo da molti anni per la nostra attività teatrale, ma solo recentemente abbiamo scoperto di avere in comune anche interessi esoterici. Parlando quindi di futuri progetti mi lamentavo del fatto che nella drammaturgia contemporanea fossero raramente considerati interessanti gli argomenti che invece a noi stavano molto a cuore. Duska mi ha lanciato allora l’idea di mettere insieme dei testi teatrali che avessero in comune il senso di una ricerca interiore e spirituale, ma scevra da ogni connotato confessionale. L’intento era quello di creare un’occasione di incontro e di riflessione per chi la domenica non è abituato a frequentare le funzioni sacre, ma ciononostante abbia il desiderio di rivolgere la mente e il cuore a temi e problematiche che aiutino a vivere in modo più consapevole la propria esperienza esistenziale.
Io mi sono subito appassionata all’idea e insieme, immaginando – con una buona dose di ottimismo – uno spettatore ben motivato e intenzionato a seguire ogni incontro della rassegna, abbiamo costruito un itinerario sul tema della conoscenza in sette tappe. Il nostro “azzardo” è stato premiato dalla presenza costante di un folto gruppo di spettatori che ci hanno seguito da gennaio ad aprile in questo percorso tra teatro ed esoterismo, incoraggiandoci a proseguire il prossimo anno mantenendo questa fortunata formula domenicale composta da un evento teatrale e una conferenza, con brunch finale, che ha rappresentato ogni volta una piacevole occasione di scambio tra pubblico, autori, attori e conferenzieri.
Per me è stata una esperienza estremamente interessante per la possibilità di rendere contemporaneamente visibili in un’unica situazione i due interessi principali della mia vita, la scrittura teatrale e la ricerca esoterica, e per aver creato, infrangendo tabù culturali e pregiudizi ideologici, una prima possibilità concreta di ricollegare il teatro al suo originario carattere sacrale”.

I temi degli incontri
Il primo tema, Il mito e il prezzo della conoscenza, ha avuto l’accompagnamento del testo di Maria Letizia Compatangelo, Aquila sapiens sapiens, imperniato sul mito di Prometeo e interpretato da Antonio Serrano e Gianna Paola Scaffidi. Un grande excursus sull’evoluzione a partire dall’animalità più primitiva fino alle raffinatezze dell’intelletto e del desiderio di conoscenza. Gianni Yoav Dattilo, psicologo e studioso della dimensione spirituale in psicoterapia e dell’integrazione della psicologia del profondo con la filosofia, l’arte e le tradizioni spirituali, con il suo intervento dal titolo Jung: la conoscenza attraverso l’archetipo e i simbol” ha approfondito le tematiche drammaturgiche.
Il secondo incontro, intitolato La tradizione filosofica e la ricerca interiore, ha presentato il testo teatrale di Maricla Boggio Confiteor – Agostino, Novem Confessiones, tratto da alcuni scritti di Sant’Agostino e interpretato con grande raffinatezza da Ennio Coltorti e Adriana Ortolani. L’approfondimento che ha seguito la rappresentazione è stato curato ancora una volta da Gianni Yoav Dattilo e aveva per titolo La Psicosintesi: conoscenza di sé e trasformazione.
Il tema del terzo incontro, Il risveglio spirituale ha avuto come testo drammaturgico Fotogrammi del tempo a Stonehenge di Stefania Porrino, letto da Michetta Farinelli, Giulio Farnese, Evelina Nazzari e Stefano Vona Bianchini. Il testo, Premio Borra 2004, pubblicato da Fermenti (2005) e da Bulzoni (2008) nella collana Teatro Italiano Contemporaneo curata dalla SIAD, è ispirato al ciclo di Artù e alla figura di Merlino ed è strutturato come una lunga veglia notturna in tre atti, ambientati tra le pietre di quell’osservatorio astronomico e tempio sacro che è il cerchio megalitico di Stonehenge.

L’insegnamento del Cerchio Firenze 77: la ricerca dell’Assoluto attraverso la logica
Questo il titolo della seconda parte dedicata all’approfondimento del tema drammaturgico sul risveglio spirituale e la saggezza, sviluppata da Enrico Ruggini, psicologo e curatore del volume Il libro di Francois (Ed. Mediterranee).
Il quarto incontro, Le emozioni e l’evoluzione spirituale ha avuto l’accompagnamento del testo di Duska Bisconti Animula Vagula Sirenule, protagonista la sirena, un archetipo dalla duplice natura diviso tra aria e acqua, simbolo della tensione a divenire altro da sé, attraverso la trasformazione. Interprete sensibile e coinvolgente è stata Roberta Marcucci.
Le emozioni sono state affrontate con grande precisione da Roberta Angrisano, Presidente dell’Accademia del Pranic Healing di Roma. Il Pranic Healing è l’arte di saper riequilibrare il corpo e la psiche di un individuo lavorando preventivamente sul campo energetico prima che la malattia si manifesti sul corpo fisico.

Da sinistra, Stefano Vona Bianchini, Maria Giordano, Luciana Luppi, Celeste David e Stefano Persiani.
Luciana Luppi, al centro, con gli interpreti del suo testo: da sinistra, Stefano Vona Bianchini, Maria Giordano,  Celeste David e Stefano Persiani.

Quinto appuntamento, La scienza e la spiritualità. Il testo di Luciana Luppi Nella ridda delle stelle interpretato da Celeste David, Maria Giordano, Luciana Luppi, Stefano Persiani, Stefano Vona Bianchini, è una citazione di Herman Hesse che in tal modo definisce “quel ballo antico, in cui tutti girano velocemente, tenendosi per mano e cantando, incuranti di quello che la vita ti dà e ti toglie!”, uno stato di consapevole distacco al quale si giunge al termine di un percorso evolutivo, liberi da legami di spazio e tempo. Il rapporto tra scienza e filosofia esoterica è stato affrontato da Giuseppe Vatinno, fisico e giornalista, autore di libri sia scientifici che esoterici. Vatinno a messo a confronto la fisica moderna, dalla subatomica alla quantistica, con le sue recenti acquisizioni riguardanti la non oggettività del tempo e l’esistenza di mondi paralleli con le verità delle filosofie orientali e l’insegnamento del Cerchio Firenze 77.
Il sesto incontro, L’arte e la spiritualità, si è aperto con un’introduzione musicale di un allievo del Conservatorio di Santa Cecilia, Alessandro Manes, allievo di violino, che ha eseguito dei brani di Bach. L’ultimo testo teatrale offerto dalla rassegna, di Paolo Valentini, é stato Un certo sguardo su Leonardo. Valentini, nel suo lavoro, affronta il genio di Leonardo lasciando spazio alle parole del Maestro e seguendo come filo conduttore l’incompiutezza caratteristica della sua arte e sua stessa fonte di esistenza.
L’intervento post drammaturgico curato da Marcantonio Lucidi, giornalista e critico teatrale, dal tema Il teatro e la spiritualità, approfondisce il carattere simbolico-esoterico dello spettacolo.
“Noi uomini spieghiamo a noi stessi il mistero delle nostre creazioni attraverso una messinscena”. “Il teatro è il regno della più pura libertà, quindi è un regno dello spirito”. “Sulla scena i misteri si rivelano nella loro immediatezza e dinamicità. Il teatro è un mistero che si svela qui e ora”. L’interessante e coinvolgente rassegna che ha visto un pubblico attento e puntuale si è conclusa con un ultimo appuntamento, dal titolo Le variegate vie della conoscenza, incontro che voleva mettere a confronto le diverse possibilità che ha l’uomo oggi per intraprendere un cammino di conoscenza. Percorsi tra scrittura e ricerca spirituale che confermano la possibilità di approcci possibili nell’una e nell’altra disciplina. Questo dà grande respiro all’uomo perché è prova concreta che si può arrivare all’espansione della coscienza da ciò che più risuona nella propria anima, da un sentire personale, non una ma infinite sono le strade…
Sul palcoscenico Duska Bisconti, Luciana Luppi, Stefania Porrino e Paolo Valentini, coordinati da Marcantonio Lucidi.