Un luogo speciale di potere

di Donatella Galletti.

Un luogo speciale di potere
Avebury (UK). Donatella Galletti.

«Avebury è un luogo speciale, in quanto le energie che emette possono essere amplificate e usate per esempio per la guarigione», ci dice Maria Wheathley, una importante radiestesista inglese che studia i luoghi di potere.
Le sue ricerche radiestesiche, come abbiamo detto nella precedente puntata, I cerchi di energia, sono state confermate da archeologi e scienziati.

Acque sotterranee cariche di energia
Avebury è composto da più cerchi di pietra risalenti al Neolitico e probabilmente al Mesolitico, quindi ancora più antichi, e da grossi massi, detti sarsen. Sottoterra, a una grande profondità, ci sono delle acque antiche che non vengono dalla pioggia, quindi cariche di energia.

Secondo un’entità canalizzata dalla sensitiva Clelia (tutti i suoi messaggi sono in corsivo), in antichi tempi le persone erano più collegate alla terra ed ai suoi riti, ai ritmi naturali e alle acque. La pietra è il punto di collegamento tra l’acqua e l’aria, come terra solida. Il fuoco non la può toccare ma la può circondare e a questo punto abbiamo il completamento del rito.

Le pietre amplificano l’energia degli elementi
Un luogo speciale di potere«L’acqua e la terra emettono una vibrazione che si presenta nella forma armonica di una spirale a sette spire (o multipli di sette).

Quando arriva in superficie viene amplificata dalle pietre, che sono state posizionate più di tremila anni fa proprio sopra queste onde di energia», continua Maria. «Le pietre non solo emettono degli ultrasuoni – che sono stati misurati con strumenti moderni – ma li emettono a bande che corrispondono ai sette chakra di una persona in piedi accanto alla pietra».
Avrete già capito che il colore è una componente di tutto questo sistema, come lo può essere il suono, uno dei metodi di attivazione.

Ma erano davvero popolazioni primitive?
Il mistero è come popolazioni che noi consideriamo primitive fossero arrivate ad un grado di sensibilità tale da costruire un meccanismo complesso, perché di tale si tratta. Si può pensare che i popoli del Neolitico fossero molto più collegati alla Terra e agli elementi di quanto lo siamo noi, e che sentissero le energie sottili in modo amplificato, magari con strumenti come quelli dei radiestesisti.

Del resto questi solo un mezzo per comunicare con se stessi e chiarire le sensazioni che si hanno, e si potrebbero avvertire nel corpo senza pendoli o bacchette, semplicemente ponendo attenzione ad un particolare formicolio nei piedi o in altre parti del corpo, o a sensazioni fisiche.

Donatella vicino a un sarsen.

Il funzionamento dei cerchi di pietra
Le energie terrene sono non solo quelle della terra, ma anche quelle degli abitanti che sono sottoterra nelle profondità sotto gli oceani e i vulcani.

Le energie sotto i vulcani sono collegate ad elementi magnetici, che irradiano un campo che tiene insieme le cellule del nostro corpo.

Quando le cellule perdono il collegamento con il suono e il collegamento armonico tra loro, un ricalibrarle attraverso gli enormi sassi è necessario

Le pietre, alcune in particolare, emettono quelli che Maria Weathley chiama infrasounds, che si attivano in particolari momenti dell’anno. I cerchi sono collegati a rituali dei druidi (anche Giulio Cesare parla dei Druidi, anche se da estraneo ai riti non aveva probabilmente capito il significato di quanto veramente accadeva), quindi si attivano ad esempio nei giorni prima e dopo gli equinozi.

Anticamente le pietre erano usate per guarire
Alcune pietre – se si toccano – emettono molto calore e possono alleviare dolori quali il mal di schiena.
«In alcuni cerchi, se si cammina sulle pietre dell’avenue verso il centro, si può sentire il calore che viene letteralmente rilasciato in grande quantità da queste pietre straordinarie», continua Maria Wheathley. «Questo accade anche con alcune pietre di Stonehenge. Usare pietre particolari che rilasciavano energia era molto comune nel mondo antico».

Non è magia, ma una costruzione fatta a questo scopo usando energie con le quali abbiamo perso il contatto. Da ricordare che in epoca cristiana molte delle pietre sono state fatte a pezzi o tolte dalla loro sede perché ritenute pagane.

Le pietre funzionano da antenne. (Foto di Gerd Altmann da Pixabay).

Se tutto questo vi sembra impossibile, pensate a come funziona un orologio al quarzo. O cosa avrebbero detto le persone anche solo 50 anni fa se fosse stato detto loro che un giorno avremmo avuto la possibilità di entrare in una biblioteca all’altro capo del mondo, leggere un incunabolo o un libro antico, stamparlo a casa nostra.
Oppure parlare e vedere altre persone in ogni angolo del mondo, e tutto questo a poco prezzo da casa nostra, usando un “attrezzo” che sta in una mano e funziona sempre, e si può attivare con la voce o semplicemente guardandolo, per via di onde nell’aria che non vediamo.

Il cerchio era completo perché ogni pietra trasmetteva ad un’altra una frequenza, e la seconda pietra a sua volta la trasformava e la rimandava amplificata e modificata ad una terza pietra, fino a concludere il circolo. La frequenza in questo modo aumentava. C’erano dei riti particolari che erano stati insegnati ed ora sono persi, occorre stare molto attenti alle frequenze. Questi riti sono ormai perduti.

Pietre come antenne ricetrasmittenti
Tornando ai nostri cerchi e agli studi di Maria Wheathley, i sarsen erano in contatto uno con l’altro, in particolare in un cerchio di Avebury le pietre erano quasi 100 e trasmettevano gli infrasounds una all’altra: ogni volta che un suono veniva trasmesso, c’era un’amplificazione, fino a tornare all’inizio del circolo. Immaginate per una persona che si ponesse al centro quale potesse essere l’energia ricevuta.

Il collegamento nel corpo umano tra le energie dell’interno della terra e quelle del cielo è estremamente importante, e anticamente la musica e la vibrazione erano il tramite tra tutti gli elementi e un punto di attivazione.

«Penso che l’energia delle pietre potrebbe essere attivata da molti fattori», afferma Wheatley «potrebbero essere attivate dal suono, da tempi particolari dell’anno, da cicli particolari solari e lunari: non è un fattore solo che può attivare le pietre ma un insieme di fattori.
E anche la nostra voce per esempio potrebbe attivarle. In certi luoghi dove si trovano i sarsen, ci sono quelli che sono chiamati infrasounds perché ricevono ed emettono costantemente».

Pietre che emettono infrasuoni
«In un cerchio di pietre che c’è nell’Oxfordshire, a poco più di un’ora da Avebury, vengono emessi degli infrasuoni.
Sono frequenze che l’orecchio umano non può sentire, ma in tempi particolari dell’anno alcuni sarsen emettono infrasuoni e li mandano nei terreni  lontano dal circolo di pietra, quindi non sono focalizzati all’interno delle pietre o del cerchio».

Le pietre potevano quindi essere attivate in particolari periodi dell’anno, dalla voce, da un suono, da un’intenzione. Di nuovo, se vi sembra impossibile, pensate a Siri o Cortana, si parla e rispondono. E già si sta sperimentando come dare ordini mentali al proprio telefono.

La vibrazione emessa era non solo all’interno di un cerchio o a qualche metro esternamente, ma tutti i cerchi erano collegati tra loro come lo sono le antenne telefoniche ai giorni nostri, quindi un’emissione poteva influire sul terreno o sui raccolti per parecchi chilometri.

Si sa da storici greci che avevano visitato le isole britanniche che c’erano due raccolti l’anno: secondo Maria Wheathley la fertilità era data anche da onde energetiche armoniche trasmesse attraverso i cerchi di pietra.

Il colore come cura
Ogni cerchio aveva un colore particolare dominante, ed altri colori all’interno, in un sistema complesso.

L’aura di chi entrava era prima ripulita, poi vivificata dal colore del quale evidentemente aveva bisogno: il corpo.

I colori della Terra individuati da Maria sono dodici e il colore dominante di Avebury era l’azzurro.

Il sacerdote e gli officianti erano al centro del cerchio, verso nord, e col loro canto elevavano al cielo una scala di vibrazioni che permetteva di far scendere le energie celesti, e spesso anche quelle provenienti da Sirio

Ogni cerchio era collegato ad un determinato pianeta. Un altro cerchio importante era Stanton Drew, poco conosciuto ai più ma molto importante all’epoca, collegato ai pianeti femminili, con pietre rosa.
Il vantaggio di una visita ad Avebury o Stanton Drew rispetto a Stonehenge è che le pietre si possono toccare e l’ingresso è libero e non regolamentato.
Molte pietre, ad una osservazione attenta, presentano delle facce: sono state scolpite in epoche remote.

La mia opinione personale è che il suono fosse una componente essenziale nell’attivazione, ed è supportata da un esperimento che hanno fatto in USA, visto in un filmato su Stonhenge trasmesso anni fa.
Un privato ha ricostruito Stonehenge con tutte le pietre come poteva essere in passato, quindi hanno suonato un tamburo rituale sciamanico, che ha una determinata vibrazione, dal punto in cui si pensa che ci fosse l’officiante, mentre il resto della troupe che stava filmando l’esperimento era dove stava chi seguiva il rito.

Un cameraman ed altri si sono sentiti male: si è appurato che la vibrazione amplificata mandava i presenti in uno stato alpha che, guidato opportunamente, avrebbe fatto avere visioni o influenzato le menti secondo le intenzioni dell’officiante.

Le foto sono di ©Donatella Galletti

Per saperne di più:
Informazioni generali su Avebury
Il sito di Maria Weathleyhttps://www.mariawheatley.com
L’altro sito di pietre, Stanton Drew

 

Donatella Galletti
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, diplomata in chitarra classica e in chitarra ad indirizzo liutistico, si interessa da sempre a tutte le discipline che possono aiutare a definire la conoscenza della persona e il miglioramento dei rapporti sociali e dello stile di vita di ciascuno, nonché alle arti in generale. Le piacciono la storia, i castelli ma anche i monumenti del Neolitico, i misteri irrisolti e tutto quanto può arricchire il patrimonio interiore.