La posta: i viaggi astrali

La posta: i viaggi astrali

di Manuela Pompas. Due lettere che affrontano entrambe domande e dubbi su un tema affascinante, i viaggi fuori dal corpo, la possibilità di “andare” al di fuori del nostro spazio tempo.

Recentemente sto partecipato una volta al mese al programma "Stai Karma" su RPL condotto da Malika Zambelli.
Nell'ultima puntata ho parlato dell’esperienza dei viaggi fuori dal corpo (OOBE), un tema intrigante, che ha spinto alcune persone a scrivermi (aspetto altre lettere a [email protected]).

È possibile non tornare più nel proprio corpo?
Sandro M. per esempio mi scrive:
“Ho 30 anni e sono affascinato dalle possibilità della nostra mente che non conosciamo. Tu hai parlati di OOBE su cui ho letto qualcosa. Anche a me è successo un paio di volte di percepirmi come se fossi realmente in un altro luogo, ad esempio in un locale dove alcune persone che conoscevo parlavano tra loro. Anche se giorni dopo mi è stato confermato che si erano effettivamente incontrati, mi sono molto spaventato. E se non tornassi più indietro? Si può morire uscendo dal corpo?”

“La paura di non tornare è molto comune. Ma credo che sia impossibile. Anche se si è sempre parlato di sdoppiamento, di un corpo astrale che “esce” da quello fisico, vivendo esperienze legate alla mente non locale e quindi indipendenti dal nostro sistema fisico, io credo che noi siamo un’unità, corpo, mente, spirito. Quindi non è c’è un vero sdoppiamento, che è dato dalla percezione dei sensi. Il campo informazionale si espande noi viviamo attraverso la coscienza la sensazione di essere altrove.

Uno dei modi con cui è chiamato il viaggio astrale è proiezione mentale (che è più vicina alle esperienze extrasensoriali, come concetto, quindi un’altra divisione!).
Quello che può succedere ovviamente è spaventarsi e di ritornare immediatamente nel corpo, qualcuno si addormenta. I primi viaggi sono spontanei, ma poi si può imparare a uscire a volontà. Superata la paura e le prime difficoltà, può essere divertente darsi il comando di andare in un certo luogo, noto o sconosciuto, oppure di cercare una persona (a cui, per etica, bisogna chiedere il permesso, vocalmente o in meditazione) e vedere dov’è e cosa fa, senza violare la privacy. Inoltre prima di uscire si può chiedere alla propria guida di proteggerci”.

E se fosse tutta immaginazione?
E sempre a proposito di viaggi astrali, Mara, 27 anni di Roma, chiede:
“Sono molto attratta dal mondo del mistero, ho studiato i Tarocchi e faccio meditazione. Ma vorrei sapere come si fa in questo campo (veggenza, medianità, viaggi astrali) a distinguere la realtà dall’immaginazione.
Potremmo pescare nella fantasia, in memorie che provengono dai sogni, da film visti, o ancora dalla proiezione di ciò che vorremmo vedere o sentire”.

“Sì, la possibilità che sia immaginazione o pescaggio nell’inconscio individuale o collettivo è sempre da tenere in considerazione. Tuttavia c’è una regola precisa: un dato va sempre verificato. Se io esco dal corpo e vedo mia madre vestita di rosso, con l’orologio di cucina che segna le 15, posso chiamarla e verificare se alle 15 era in casa, vestita di rosso.

Questa procedura è stata elaborata e verificata nel laboratorio di psicologia alla Stanford University da parte di Russell Targ. Lui sperimentava per es. l’OOBE con studenti non necessariamente sensitivi. Ne faceva mettere uno in ipnosi, mentre altri due giravano per San Francisco seguendo un itinerario tracciato su una mappa, scelta a caso tra altre cinque. Uno studente guidava e l’altro segnava che cosa incontravano per strada, cose, persone, eventi, con l’ora. Ritornati in laboratorio confrontavano ciò che avevano visto con ciò che lo studente in ipnosi, stimolato da uscire dal corpo, aveva visto e raccontato.
Tuttavia si può distinguere tra un’esperienza oggettiva, verificata in laboratorio come in questo caso, e un vissuto personale, che è comunque interessante. Basta non prenderlo per oro colato”.