Eder Lorenzi, un sensitivo, un amico

Eder Lorenzi, un sensitivo, un amico

di Manuela Pompas e Giorgio Cozzi. Ricordo a due voci di un grande sensitivo, umile, generoso, spinto nel suo percorso da una grande spiritualità

Questo ottobre, Eder Lorenzi, sensitivo e psicometra, ha lasciato il corpo, dopo una malattia terminale, di cui non voleva parlare per non creare turbamenti. «E poi non è così importante», mi disse poco prima di andarsene, in silenzio.

Ecco, il silenzio era una sua prerogativa, non amava mettersi in mostra, diventare centro dell'attenzione.

L'avevo incontrato la prima volta alla fine degli anni '70, quando ero andata da lui per intervistarlo sulla psicometria, la facoltà ESP che permette di "leggere" le informazioni legate a un oggetto.
Per saggiare le sue facoltà, gli avevo portato un orecchino comprato su una bancarella, che mi piaceva molto, fatto con due fili intrecciati, che aveva una storia misteriosa.

Un orecchino perso e ritornato dall'invisibile
Un paio d'anni prima l'avevo tolto e l'avevo appoggiato insieme all'altro sul lavandino dell'hotel Hilton di Istanbul, dove mi trovavo in vacanza. Ma il mattino dopo ne avevo trovato uno solo. Sparito.
Otto mesi dopo era "caduto" sotto il letto della mamma del mio ragazzo. La cosa più strana era che era lucido e dorato, come nuovo, mentre l'altro, che avevo conservato, era diventato quasi rosso, perdendo la doratura.

Istanbul. La moschea di Santa Sofia.

Dopo essersi concentrato, mi aveva detto: «Vedo una città attraversata da un fiume e anche tante moschee e minareti. Ma c'è dell'altro. Questo orecchino è il trait d'union tra la tua vita attuale e quella passata. Eri un'orientale e ti piaceva ballare.

Vedo anche un letto a baldacchino con le colonne ritorte e una casa con un patio con le piastrelle azzurre e una fontana al centro ». Bene, l'anno prima avevo rivissuto una vita in Marocco e avevo perfino ritrovato la mia casa, oggi diventata museo, che corrispondeva alla sua descrizione.

Esperimenti con risultati eccezionali
Negli anni, ho rincontrato Eder molte volte, intervistandolo per il mio magazine o per KarmaTv, oppure nei convegni dove faceva esperimenti di psicometria insieme a Giorgio Cozzi, così come nella sede dell'Aism. Giorgio raccoglieva degli oggetti tra il pubblico prima che Eder entrasse in sala, gliene porgeva uno per volta e lui descriveva la persona cui apparteneva e anche qualcosa legata a un evento importante, del quale l'oggetto era stato "testimone".

A volte ero andata da lui con persone che avevano bisogno di aiuto. Ricordo che una volta gli avevo mandato Cesare Medail, giornalista della pagina della cultura del Corsera, perché erano sparite delle penne Parker dal suo cassetto. Cesare gli aveva portato l'astuccio e Eder gli aveva descritto la persona che le aveva sottratte, mi sembra un ragazzo del bar. E così aveva potuto recuperarle.

Una persona umile, disponibile e generosa

Eder in Tv insieme a Giorgio Cozzi.

I suoi responsi erano sempre eccezionali e precisi. Ma era un sensitivo, quindi le sue capacità andavano oltre gli oggetti.

Ma il ricordo più importante che mi rimane di lui è la sua umiltà, la sua semplicità. Pur avendo avuto interviste anche in Tv, non si era mai montato la testa, non aveva mai sfruttato economicamente il suo dono (come purtroppo finiscono per fare alcuni sensitivi) e il più delle volte aiutava gratuitamente  le persone che si rivolgevano a lui.

Era su un cammino spirituale, connesso con la dimensione dell'invisibile. Era discepolo di Sai Baba, che aveva incontrato nel suo ashram a Puttaparthi, in India, ma che gli era anche apparso e che spesso lo guidava e gli dava dei messaggi. Eder spesso sembrava emanare positività, un campo energetico di luce, per cui standogli accanto era come attingere a una dimensione più alta.

Credo che mancherà, oltre alla sua famiglia, a molte persone, a tutti quelli che ha incontrato, aiutato, che ha accompagnato in silenzio, rimanendo nell'ombra, durante il suo cammino. A me sicuramente. Se ne è andata una persona di valore, che aveva come obiettivo non soldi-sesso-successo- ma raggiungere un livello di consapevolezza e di spiritualità. Lui guardava in alto, oltre, verso la Luce. Un esempio per noi tutti.

Ho chiesto a Giorgio Cozzi, che l'ha scoperto come sensitivo e l'ha seguito nei suoi esperimenti, di scrivere per questo magazine due righe su di lui.

di Giorgio Cozzi.

Eder Lorenzi si concentra durante un esperimento con Giorgio Cozzi.

Quando una persona che ti è cara passa a miglior vita ti sovvengono ricordi e rimpianti. Ricordi dei tanti momenti passati insieme e rimpianti perché senti di non aver dato tutta quella presenza che il rapporto avrebbe richiesto.

Sì, siamo immersi in una società che ci travolge con il lavoro e con i tanti impegni, dove spesso le priorità finiscono per prendere direzioni che hanno effetti sulle relazioni. È così che, pur avendo un contatto telepatico piuttosto frequente, la chiamata o la presenza non sempre hanno fatto seguito come si sarebbe dovuto.

Uno dei soggetti più sperimentati all'Aism
Come ho conosciuto Eder? È stato lui a contattarmi in una conferenza AISM dove era intervenuto su suggerimento di amici che gli dicevano di parlare con gli esperti di quegli strani fenomeni che gli capitavano e soprattutto delle capacità speciali che a loro aveva dimostrato.

Subito non gli ho dato retta, mi era sembrato uno dei tanti che si rivolgono ai parapsicologi per vantare le loro supposte abilità telepatiche. Tuttavia qualcosa in lui mi aveva colpito: non tanto tempo dopo lo chiamai per invitarlo ad una gita che l’AISM aveva in programma a Torino.

Accettò con gioia quell’opportunità e si dimostrò subito disponibile quando volli testarlo sul pullman con un semplice esperimento di telepatia, immediatamente riuscito. Nell’occasione si prestò anche per una chiaroveggenza descrivendo alcuni particolari del castello che andavamo a visitare (un quadro di un nobile con gli occhi strabici, una Madonnina col velo azzurro che reggeva il Bambinello), riscontrandoli puntualmente.

Da quel viaggio in poi Eder fu il principale interesse degli esperimenti di telepatia, chiaroveggenza, precognizione, psicometria, che ho condotto in tanti anni in sede AISM.

Eder Lorenzi e Giorgio Cozzi durante una conferenza.

La frequentazione mi fece conoscere la moglie, una persona esemplare, buona, generosa, semplice e acuta nel contempo, che gli dava forza e sostegno e lavorava con lui al Bar di Solaro (Mi) che gestiva.

Conobbi anche suo figlio Massimiliano, che cresceva e che per anni ha condiviso l’attività al bar, sostituendolo ogni volta che chiamavo Eder a qualche esperimento in giro per l’Italia, nei vari convegni, dove è sempre stato apprezzato per le sue doti personali, più ancora che per quelle paranormali.

Siccome gli anni passano per tutti, ho potuto vedere i nipoti, Tiziano e Ginevra, nascere e crescere nell’ombra spirituale di Eder. Infatti, entrambi sono sempre stati legatissimi al nonno con cui si sono sempre sentiti in simbiosi.

Da sempre, su un cammino di evoluzione spirituale

L’aspetto più interessante che ho potuto apprezzare di Eder, nonostante fossi interessato solo agli esperimenti e alle sue doti ESP, è stata la sua evoluzione spirituale. Sapevo che aveva letto tanti libri, alcuni antichi. Sapevo anche che da piccolo con i fiori costruiva dei mandala senza che nessuno l’avesse indotto a quell’esercizio. Sapevo anche che da bambino era terrorizzato da una figura scura con una gran massa di capelli, che lui vedeva brutta e femminile, altro che amico immaginario.

Poi scoprì, guardando una foto, che in realtà si trattava di Sai Baba, che da quel momento considerò come una luce a cui ispirarsi. Lui, che non si era mai mosso e non aveva mai preso un aereo, andò in India e negli ashram di Sai Baba, dove visse esperienze uniche.
Ebbe l’intervista personale, apporti, benedizioni, frasi rivolte solo a lui, dette in Inglese ma apparse nella mente di Eder in Italiano.

Incontro con Sathya Sai Baba

Sathya Sai Baba (1926 - 2011)

Devo dire che mi coinvolse e feci due viaggi con lui, vivendo esperienze speciali in quei contesti mistici dove eravamo migliaia a condividere sentimenti positivi e aperture mentali, cantando in coro tutti assieme.

Avevo notato una grande crescita in Eder, un diverso spessore culturale e morale, aveva acquisito un modo di parlare e comunicare che arrivava dentro.

Eppure è rimasto con la sua umiltà e si è sempre sottoposto ai miei esperimenti senza mai pretendere nulla. Così come chi si rivolgeva a lui per una qualunque questione riceveva sempre attenzione, ascolto e consiglio. Non ha mai approfittato economicamente delle sue doti e non ha mai perso quell’immagine semplice che la notorietà acquisita avrebbe potuto modificare. Gli sono stato amico, veramente amico anche per questo.

Senza dircelo, eravamo molto amici
Mi rammarico di aver sempre difeso il mio ruolo di sperimentatore, che non poteva lasciare troppo spazio agli affetti, per cui ho sempre mantenuto un certo distacco, anche per garantirgli serenità di giudizio sulle prove che svolgeva e quando non era al massimo accettava serenamente i miei commenti e i miei controlli.

Ora posso dirlo, avrei potuto dargli di più, sul piano affettivo; eppure per la sua famiglia sono stato uno di casa. Ricordo ancora con il sorriso una volta che da Padova al suo paesello (9 km andata e altrettanti al ritorno) di corsa, facendo jogging, ho raggiunto la sua casa d’origine e sua mamma, che mi voleva bene voleva farmi sedere a tavola a mangiare il baccalà appena cucinato. 

La vita ci concede ogni tanto di incontrare un fratello: ecco Eder, in una certa misura, è stato un mio fratello, al quale ho voluto bene, così come lui ne voleva a me, nonostante ruoli differenti e distanze emotive che ho voluto mantenere.

Devo dire che oggi, che non l’ho più accanto, avrei preferito stargli più vicino, conoscerlo ancora meglio, condividere di più quei valori che lui andava professando (l’amore e l’unità) a cui anch’io mi sento in fondo ispirato.

Negli ultimi anni ha condotto diverse meditazioni, seguendo il suo Maestro e le ispirazioni che gli venivano dal profondo, e anch’io progressivamente gli lasciavo più spazio, attenuando la forza egoica del mio io di studioso e ampliando la sua sfera di influenzamento, costantemente ben accolta da tutti.

La sua crescita spirituale non ha ridotto le sue doti paranormali, sperimentate ancora a luglio 2020. Tuttavia lo ricordo soprattutto perché era una gran bella persona e lo sarà sempre per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo.

Per saperne di più:
Giorgio Cozzi: Il sensitivo che legge la storia degli oggetti