Il simbolo c’è ma non si vede

Il simbolo c’è ma non si vede

di Giorgio di Salvo. I simboli sono intorno a noi. Interessante è decodificarli, soprattutto nei libri sacri: cosa nasconde nel Vangelo il tradimento di Pietro?

       Giorgio di Salvo.

Che cos'è un simbolo? Tutto quello che circonda la nostra comprensione ne viene investita.

Le lettere che compongono quello che sto scrivendo e che state leggendo adesso sono simboli.
I simboli corrispondono ad archetipi che trovano dei legami attraverso il nostro io più profondo.    

Dovrei divulgarmi sullo spiegare cos'è un archetipo e sui legami che interagiscono con il mondo dei simboli, ma credo di non avere il tempo e ne lo spazio.

Simboli e archetipi alla base del film "Matrix"
Se mi è concesso fare un esempio immaginifico, ma sbrigativo potrei aiutarmi con un analogia filmica prendendo come metafora il film The Matrix (film dei fratelli Wachowsky del 1999, con Keanu Reeves).

Keenu Reeves è Neo in Matrix.

“Il simbolo sta alla Matrix  come colui che studia i simboli sta al personaggio principale detto  Neo".

In tal caso l’archetipo sarebbe il computer centrale che tesse le fila della conoscenza attraverso il simbolo (Matrix), al fine di cercare di risvegliare colui che diviene consapevole e vive e subisce il mondo circostante e cioè l’uomo. (Neo)

Grazie ai simboli possiamo elaborare concetti unici
I Simboli vengono usati in molti ambiti, come principio di appartenenza, oppure nel Marketing, per indicare dei percorsi obbligatori stradali, nella preistoria sotto forma di graffiti e via discorrendo.

Potremmo tranquillamente asserire che la nostra mente si connette al mondo grazie a l’uso dei simboli. La cosa avviene in una maniera lineare e molto spesso viene data per scontata, quasi come il respirare.

Per raggiunge uno livello successivo di comprensione, rispetto alla fase primordiale indicata sopra, bisogna accettare che questa capacità non nasce come una consequenzialità della nostra evoluzione. Ma studiare i simboli aiuta anche ad unire certi punti apparentemente lontani, ma grazie ad essi la mente umana è in grado di elaborare concetti unici. Attraverso questo sistema possiamo azzardare un assiom.

Quando nasce il linguaggio simbolico?
Proverò a dare alcune interessanti riflessioni riguardante il mondo antropologico.

Sapevate che tutti gli ominidi della preistoria non davano segni di uso di questa metodica di linguaggio? Dall’Australopithecus afarensis al Neanderthal non vi è alcuna traccia. Inaspettatamente con l’arrivo del Sapiens arrivano i primi segnali. Che sia stato il vero motivo per la quale i nostri parenti più lontani si siano estinti? E’ un azzardo pensarlo, ma almeno possiamo confermare che l’uso del linguaggio simbolico ci aiuta a vivere meglio.  

Un altro esempio su come possiamo adoperare la simbologia è quella di codificare alcuni eventi sui testi biblici.

Gesti apparentemente superati e obsoleti nascosti negli antichi racconti possono, attraverso l’uso della simbologia, dare una logica sorprendente degna di ridare nuova vitalità non solo alle nostre menti.
Prenderne coscienza e farla diventare un percorso di crescita, a mio avviso, rende l’esistenza davvero entusiasmante.

Ecco un'interessante a storia simbolica nel Vangelo
Vi pongo come esempio la frase di Gesù: “Pietro, prima che il gallo canti, mi rinnegherai per tre volte” (Matteo  26,69).
Una frase che fin dalla notte dei tempi echeggia nelle nostre menti, come un mantra, ma a cui forse non abbiamo dato il giusto peso.

Duccio di Buoninsegna. "Il rinnegamento di Pietro"

Al di là della lungimiranza cristica di asserire che Pietro, l’apostolo massimo, lo tradirà a breve, non ne ricaviamo nessuna morale.

Proviamo a rileggere parola per parola: da un'attenta analisi risulterà solamente che Pietro sia uno sprovveduto e che inizialmente risponderà al suo Mentore e Maestro, con repulsione e piena fermezza, che mai e poi mai avverrà ciò che egli predice.

La storia che conosciamo tutti è di tale importanza da essere raccontata da tutti e quattro gli evangelisti: ciò che pare evidente è che Pietro oltre a essere traditore è anche un ingenuo. Perché dare tanto valore a qualcosa che per la regola della diocesi cattolica risulterebbe un boomerang?

Il fondatore della Santa Romana Chiesa, capo e detentore del messaggio cristico di tutte le chiese, la forza intrisa del credo umano, appare davanti ai nostri occhi come uno sprovveduto buono solo ad attaccare briga. Niente di più.

Ma se elevassimo per un qualche secondo il nostro grado di comprensione simbolica mettendoci le giuste lenti della reale comprensione dei fatti, scopriremmo che dinanzi a noi si prefigura un mondo inaspettato e meraviglioso.

Traduco : “prima che il gallo canti”
Nel mondo esoterico, il gallo è l’animale che con il suo canto preannuncia il mattino (il sole che sorge, le prime luci. dell'alba).

Animale che racchiude nel suo aspetto il fuoco in testa (la cresta rossa) il volo (le ali spalancate durante il canto, Aria), le zampe ben ancorate alla terra (simbolo di fondamenta, “su questa pietra io faro la mia chiesa”

“Tre volte”
Tre il simbolo del maestro, chiaro segno del passaggio di grado di Pietro che passa da sanguinario tagliuzzatore di orecchie a uomo pentito (rappresenta il triangolo divino)

"Mi tradirai"
Tradirai il Cristo agli occhi del popolo. Ma siamo sicuri che l’intento era questo? Se gli intenti fossero stati realmente questi, come mai dopo questa previsione da parte di Gesù nei confronti di Pietro, nessuno allontana quest’ultimo, accusandolo come traditore?

Anzi negli episodi successivi Pietro risulta il più accanito nello scontro contro i romani (vedi il taglio dell’orecchio di Simone detto Pietro. Simone, colui che ascolta, che casualmente taglia un orecchio ad un pagano).

Credo che tutto ciò in chiave simbolica possa essere tradotto come un passaggio di grado segreto. Gesù che denomina al suo Gallo (Pietro) il passaggio da Maestro (3 volte) prima di un passaggio di grado camuffato da tradimento per non far scoprire a chi ha passato la consegna di grado di Maestro prima della sua morte durante una fuga .

Con questa interpretazione le cose troverebbero la giusta logica. In questo caso il mondo apparrebbe rivestito di un'altra veste dando la giusta logica alle cose. In tal caso ci scopriamo tutti portatori inconsapevoli di messaggi incompresi, ma che per un inspiegabile motivazione sono arrivati a noi per oltre 2000 anni.

Nella nostra cybercultura veniamo chiamati Meme. Credo che sia arrivato il moneto di decodificare i messaggi che portiamo dentro dando un nuovo senso alla nostra capacità di percepire il linguaggio simbolico.

Per saperne di più:
Giovanni Francesco Carpeoro. "Summa symbolica". Ed. L'età dell'Acquario.
Carl G. Jung. "L'uomo e i suoi simboli". Longanesi.
Jung. "Il libro rosso". Boringhieri.
Natale Spineto. "I simboli nella storia dell'uomo".  Jaca Book.