Ma quanti metalli sopporta il nostro corpo?

Ci sono più di cinquemila specie di mammiferi sul pianeta Terra, ma solo l’homo sapiens (per così dire…) volutamente inietta e aggiunge tossine e sostanze chimiche neuro-lesive attraverso i normali cicli biologici nell’acqua, nell’aria e nel cibo, i quali mettono in serio rischio la salute e la sopravvivenza stessa della maggior parte dei suoi membri. A questi vanno aggiunti i farmaci, di per sè estranei ai cicli vitali.
Un tempo esisteva la tossicologia, una scienza che studiava e catalogava i veleni e le sostanze tossiche, ammonendoci circa il rischio derivante dal loro rilascio nell’ambiente o dall’uso incontrollato. Ora non è più possibile una seria definizione di questo rischio poiché in poco più di sessant’anni, sono state introdotte nell’ambiente vitale oltre centomila sostanze estranee, tutte potenzialmente tossiche.

Negli ultimi 60 anni sono state introdotte nell’ambiente oltre 100.000 sostanze estranee, tutte potenzialmente tossiche.

Non era mai accaduto nei precedenti sessanta secoli (circa da tale data inizia la nostra civiltà scritta come storia) e, per quanto ne sappiamo, fin dai primordi della nostra specie.
Per studiare seriamente l’impatto di tali sostanze sulla salute, l’agricoltura, le ricadute ambientali ed ecologiche, i cicli di smaltimento, è necessario un intervento multidisciplinare, modelli sperimentali e sperimentazioni reali, che comportano fino a dieci anni di lavoro per ogni caso. A causa del ritmo incessante dell’immissione nell’ambiente degli inquinanti, non è più possibile seguire i protocolli di indagine ed i dosaggi potenzialmente pericolosi non sono oggi conosciuti per le lunghe esposizioni, ma solo per le intossicazione acuta delle sostanze più note e non di quella miriade di cui si è accennato. In verità esistono limiti di legge, ma non realistici, per esposizioni multiple e protratte.

I rischi concreti, prolungati, cui andiamo incontro ogni giorno
Ogni aspetto del quotidiano vivere è esposto a rischi concreti per contatto forzoso con tali elementi, per lo più derivanti dall’uso di fonti energetiche fossili e all’industria chimica ad esse collegate, a cui dobbiamo aggiungere il mondo delle frequenze, i campi elettromagnetici e la radioattività artificiale. Uno dei rischi maggiori dell’inquinamento riguarda la presenza ubiquitaria dei metalli, necessari al corpo umano in piccole quantità ma in molti casi inopportuni e dannosi, tanto che si è scoperto una loro presenza costante, insieme ad altre probabili cause, nelle maggiori patologie degenerative della nostra epoca.
E’ impegnativo fornire una lista dettagliata della loro volontaria presenza nell’ambiente, ma si possono trovare molte informazioni dettagliate in rete, purtroppo spesso manipolate e corrette. Sappiamo che il nostro ecosistema è impregnato di metalli pesanti quali arsenico, piombo, nickel, alluminio, mercurio, cadmio, berillio.

I metalli pesanti presenti nel nostro ecosistema: nickel, arsenico, piombo,  alluminio, mercurio, cadmio, berillio…

per citare solo i principali, così detti a causa del loro peso atomico; di questi, una parte viene definita “metalli tossici”: per esempio, lo zinco, il ferro e il rame sono essenziali alla biologia umana, ma un loro accumulo, dovuto a esposizione protratta nel tempo, anche a dosaggi innocui, risulta molto dannoso dato che questi non vengono direttamente metabolizzati e tendono ad accumularsi in vari distretti organici.
I metalli pesanti sono i composti più pericolosi e dannosi tra le sostanze inquinanti, la loro azione più nota è quella di bloccare l’attività dei complessi enzimatici che sono necessari per il metabolismo della cellula e, soprattutto, per la formazione di adenosina trifosfato, che è la moneta energetica per i processi cellulari: non permettendo alle reazioni biochimiche di fluire normalmente essi generano, nel tempo, un danno organico.

Un aggravamento dell’inquinamento ambientale
Ultimamente sono stati introdotti nell’ecosistema diversi metalli che hanno aggravato l’inquinamento ambientale (un esempio tra i più importanti è l’incenerimento dei rifiuti). ciminiera2Si trovano ovunque: nell’aria, scarichi, industrie, polveri sottili, stoviglie, pentole, pile, cosmetici, deodoranti, vaccini e farmaci, otturazioni dentarie, alimenti e, a volte, anche nell’acqua potabile. Il semimetallo degno di maggior attenzione per la tossicità e cancerogenicità è l’arsenico (spesso trovato nei capelli dei bambini autistici) che, allo stato puro, non sembra mostrare tossicità, ma lo diventano tutti i suoi derivati che entrano a far parte, come composto, nei pesticidi, erbicidi e insetticidi, dunque sempre presenti nel cibo prodotto in modo industriale. A titolo informativo è opportuno menzionare il coinvolgimento dei metalli pesanti nel processo di cancerogenesi, distinguendo tra azione cancerogena e pro-cancerogena.
La tossicità dei metalli e dei loro composti dipende dalle loro proprietà fisico-chimiche; importanti sono la loro proprietà lipofila, cioè la capacità di legarsi ai grassi, la concentrazione nei tessuti ed i tempi di esposizione. Il mix più pericoloso, come si diceva, è la prolungata esposizione a dosi minime. L’induzione di stress ossidativo, l’inefficienza dei sistemi di de-tossificazione, il blocco dei meccanismi di riparazione del DNA e, cosa più importante, la variazione (modulazione) dell’espressione genica, sono i meccanismi che determinano il danno. La nutrizione è sempre coinvolta. (vedi un precedente articolo sul ruolo dell’epigenetica: https://www.karmanews.it/947/cibo-mente-e-cervello/).
Una volta penetrati nell’organismo, questi elementi tossici interagiscono con le proteine e queste interazioni sembrano essere le più importanti dal punto di vista patogenetico: infatti sono state individuate diverse proteine “bersaglio”, quali quelle implicate nella riparazione del DNA. Un esempio importante è il gruppo di proteine denominate zinc finger protein, caratterizzate da quattro cisteine (aminoacidi, invarianti e/o residui di istidina, altro aminoacido, che complessano l’atomo di zinco per formare il dominio rsz_small_n1g2fzinc finger coinvolto sia nel legame con il DNA, sia nelle interazioni proteina-proteina), che dipendono dalla presenza di Zinco e che hanno un ruolo importante nei processi di segnalazione del danno del DNA e di riparazione. La più nota è la p53, meglio conosciuta come proteina anti-tumorale 53 (guardiano del genoma), che, regolando il ciclo cellulare, ricopre il ruolo di soppressore tumorale. Infine, i gruppi sulfidrilici (SH), normalmente presenti negli enzimi che controllano la velocità delle reazioni metaboliche nel corpo umano, si legano facilmente ai metalli pesanti e il complesso metallo-zolfo risultante interessa tutto l’enzima che non può funzionare normalmente perdendo la propria capacità di agire da catalizzatore. La cellula gradualmente perde la sua funzionalità e, se non si pone rimedio, alla fine va in necrosi e muore.

Le amalgame dentarie
Un altro significativo esempio di grande attualità e di impatto sulla salute è costituito dalle cosiddette amalgame dentarie, che nient’altro sono se non leghe metalliche usate in odontoiatria per le otturazioni. E’ una polvere mediamente costituita da 52% di Mercurio e 48% da una lega a base di Argento(16%), Stagno(26%), Rame(5%) e Zinco(1%). Una otturazione con amalgama rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10mg di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli nell’ambiente salino presente nella cavità orale; anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, accentuano la naturale disgregazione delle amalgame.shutterstock_4627138159098482924 Il Mercurio presente, depositandosi nei tessuti e organi, altera le normali funzioni soprattutto del Sistema Nervoso Centrale provocando depressioni più o meno forti, eccitazioni con violenza, timidezza o aggressività, disturbi della concentrazione. Nei Nervi Periferici crea paralisi e distruzione della mielina (distrofie e sclerosi a placche, epilessie). Nelle mucose, provoca riniti allergiche, asma, congiuntiviti ed è causa di alterazioni nel fegato, nel pancreas, nei reni, nelle parotidi, nelle ghiandole sudorifere, ecc.
Ma ciò che dovremmo sapere è che tutti i metalli immessi nella bocca, producono spesso facilmente il cortocircuito elettronico delle terminazioni nervose che sono sulla parete della mucosa buccale, in quanto sono immessi in un ambiente sempre umido e molto spesso bagnato da liquido salino, ottimo conduttore delle energie bioelettroniche. Ne risultano cortocircuiti fra le terminazioni nervose della mucosa, lingua, palato, gola, che modificano anche il pH della saliva. Insomma l’esatto contrario di una sana prevenzione.
Proprio per l’affinità con il Sistema Nervoso Centrale, i metalli tossici sono coinvolti nei patologie neurodegenerative. La medicina allopatica da secoli descrive e tratta intossicazioni acute da metalli pesanti (l’esempio più noto è l’intossicazione da piombo, della quale si parlava già ai tempi degli antichi Romani), senza rendersi conto invece dei danni causati da un accumulo lieve ma cronico e costante dei medesimi. Per semplificare i concetti mediante un esempio, ricordiamo che sono stati trovati nelle ossa degli scheletri di persone morte negli ultimi cinquanta anni livelli di piombo superiore di cinquecento volte rispetto a quelli contenuti negli scheletri di persone morte nell’era preindustriale. Un altro esempio tratto dai detti popolari rende altrettanto bene i concetti espressi. Le molecole di mercurio sono talmente piccole che riescono ad attraversare la barriera emato-encefalica: l’antica espressione popolare inglese mad as a hatter (matto come un cappellaio) deriva dal fatto che secoli fa chi confezionava i cappelli veniva a contatto con notevoli quantità di mercurio e dopo qualche tempo dava segni di squilibrio mentale. La pazzia ha spesso cause ambientali.

Possiamo creare un ambiente pulito?

alberoPer concludere, attualmente non possiamo eliminare l’impatto di tali inquinanti ubiquitari, dato che siamo costretti nostro malgrado a ‘convivere’ con essi, perciò siamo invitati a trovare, nell’immediato, strategie naturali bio-mediche di detossificazione, di cui si parlerà nella prossima puntata, insieme a scelte concrete. Il nostro Sistema Nervoso, che è la parte più materiale delle facoltà superiori spirituali, ha bisogno di pulizia ad ogni livello: organico, energetico e, appunto, spirituale, ma l’ambiente che ci sta di fronte sembra ostacolare questo cammino. Il guadagno di maggiore chiarezza mentale ed efficienza psico-fisica, di maggiore distacco materiale, di maggiore consapevolezza nelle scelte concrete ma semplici di ogni giorno permetterà di progettare e magari anche cambiare il sistema globale attuale di produzione di troppi e ormai inutili e dannosi ‘beni’, per cercare insieme altri beni non solo materiali.

(Prima puntata – continua)

Vedi anche, i metalli rilasciati dalle scie chimiche: https://www.karmanews.it/1167/gli-effetti-nocivi-dei-metalli/

Ubaldo Carloni
Già ricercatore in biochimica nutrizionale e farmacologia; nutrizionista, diploma e membro AMIK ( Associazione Medica Italiana Kousmine). Autore di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative. Specializzazione in Kinesiologia Applicata-Olistica. Master in Zen Shiatsu, esperto in MTC. Ha studiato alla Facoltà Teologica; ricercatore indipendente in discipline Spirituali, Teologiche e Scienza. Tiene corsi e conferenze di Bioenergetica, rapporti tra Chimica, Nutrizione, Ecologia e Salute; Evoluzione Spirituale, Globalizzazione. Mailto: ubacarloni@gmail.com - tel. 348.3150214.