Il castello di Fenis

Continua il nostro viaggio nei castelli "abitati" del nostro Paese

Il castello di Fenis

di Donatella Galletti. A pochi chilometri da Aosta un castello molto ben conservato, che ricorda quelli delle favole, con affreschi murali e angoli scenografici. E tante presenze...

Il castello di FenisIl castello di Fenis si trova in  Valle d'Aosta, appunto a Fenis, sito  su una collina e non su un dirupo. Si ritiene fosse un castello di rappresentanza della famiglia Challant, una potente  famiglia valdostana apparsa nel XII secolo, che governò la Valle D'Aosta per conto dei Savoia.

Il motto della famiglia era Tout est et n'est rien, ovvero "tutto è, e non è niente", a significare quanto sia effimera la vita. Dopo avverse vicende, il castello è stato salvato nel 1895 tramite l'acquisto da parte di Alfredo D'Andrade e ceduto in seguito allo Stato.

I duchi raffinati
Il castello di Fenis è molto scenografico, si vede in leggera salita tra prati verdi, con le montagne sullo sfondo: ci sono torri cilindriche e quadrate fornite di caditoie e feritoie, circondate da una doppia cortina di mura merlate. Sicuramente corrisponde all'immaginario del castello delle favole.
Il primo nucleo, del 1242,  fu un torrione circondato da mura, al quale a metà del Trecento furono aggiunte altre torri e una seconda cinta di mura  da Aimone di Challant.

L'interno è ricco di affreschi. Nel complesso si tratta di un castello raffinato alla vista, sia internamente che da un primo approccio esterno. La parte più suggestiva è il cortile interno con affreschi che raffgurano San Giorgio e il drago, di Giacomo Jaquerio, di inizio Quattrocento, con personaggi che richiamano quelli dei Tarocchi dei Visconti.
Si sale da una scenografica scalinata in pietra, che si divide in due ali laterali, e tutto attorno si vede il ballatoio in legno con pareti affrescate con figure di saggi, affiancati da proverbi e massime morali in francese antico.

Una delle frasi ad esempio recita: "Se uns homs avoit a goeverner / le ciel la terre et la mer / et tous hommes que Dieu a fais / ni aroit riens cil navait paix." (Se un uomo avesse sotto di sé / il cielo, la terra e il mare / e tutti gli uomini che Dio ha creato / non avrebbe niente se non avesse pace).

Lo stile è gotico internazionale, anche i sostegni e divisori in legno del ballatoio sono molto raffinati. Solo questa vista varrebbe la visita, ma c'è molto altro. La scala è stata fatta costruire dal figlio di Aimone, Bonifacio. Il cortile è pentagonale, ma non si tratta di un pentagono regolare, probabilmente è tale perché ha inglobato corpi di fabbrica più antichi.

Per i meno fortunati
Dal cortile si accede a una grande sala d'armi, collegata a una sala delle torture, fornita di un trabocchetto munito di lame taglienti nel quale venivano gettati i condannati a morte. I visitatori odierni però non vedono il trabocchetto, bensì un grande plastico del castello e un grande camino.
Dalla sala d'armi si accede alla sala da pranzo e alla cucina. Nella cucina principale c'è un grande camino, che non ha nulla da invidiare a quelli dei castelli francesi, e che probabilmente serviva anche per riscaldare le stanze dei piani superiori.

I piani eleganti
Il castello di FenisIl primo piano era e rimane il più elegante, è dove abitavano i signori: sopra la cucina dal grande camino esiste un locale che era probabilmente una seconda cucina, confinante con la camera da letto del signore. Esistono altre due stanze, forse una camera " della Signora"  e una sala da pranzo.
Il mobilio originale è andato perduto, quindi rimangono tracce di inventari nei secoli. Completano il giro una "sala riscaldata", oggi chiamata "tribunale" per via di un affresco sul camino con le quattro virtù cardinali, e una cappella, con un bellissimo affresco di una Madonna della Misericordia, un crocifisso ligneo, e pareti con dipinti di santi e apostoli.

Medium e storie di fantasmi
Visitato il castello con la guida e fatte le foto con il mio nuovo cellulare, ne guardavo una perplessa, chiedendomi se avessi fatto un buon acquisto, visto che il cellulare bruciava la pellicola. Solo che il cellulare non ha una pellicola e va in automatico, difficile che la bruci. Giudicate voi.

Guardavo appunto la foto, nella quale sembra che sia apparso Casper direttamente dal film omonimo, quando ho incontrato dei figuranti e ho mostrato loro l'anomalia.

Una elegante dama in costume rinascimentale - che poi ho scoperto chiamarsi Giusy Palmieri, medium e sensitiva - subito ha detto ai compagni vicino a lei: «Vedete che avevo ragione! Io li ho visti».

Il castello di Fenis

Fenis. Giusy Palmieri con il marito (a sin.) e il responsabile del gruppo storico medievale del castello di Fenis.

Le ho chiesto cosa avesse visto al castello di Fenis e mi ha raccontato fatti interessanti.
Il bambino lo aveva visto con i piedi a cavalcioni di un davanzale della cucina delle guardie  senza vederne la testa, solo il corpo.  Giusy non abita lontano dal castello e come figurante ha avuto modo di visitarlo parecchie volte.

Mi ha raccontato in seguito che una volta la sala delle torture era aperta e visitabile, e si potevano vedere molte più sale del castello di quante ne siano aperte oggi al pubblico. Ogni volta che ci passava vedeva persone decapitate con la testa in mano. Secondo lei non si trattava di un castello di benevolenza, ma di giustizia, dove le persone venivano giudicate, torturate e uccise e ancora oggi le loro anime girano nelle sale.
La stanza in cui è stata scattata la foto del piccolo era la cucina delle guardie. E presso la finestra, vicino al lavabo dove si gettavano gli avanzi, Giusy ha visto parecchie figure.

Nella cucina più grande a pian terreno, vedeva spesso tante persone povere, vestite di abiti stracciati, che andavano e venivano: secondo lei prigionieri giustiziati. Ogni volta che usciva dal castello, passando dalla torre più antica, si sentiva seguita da una presenza invisibile e sentiva un fruscio sui capelli. Vorrei dire che per i poveri fantasmi vedere qualcuno vestito alla moda della loro epoca deve procurare non poca confusione.

I conti di Challant (ovvero: a volte ritornano)

Il castello di Fenis

Una macchia di sole  (con una forma umana) o un fantasmino?

Un conte di Challant, vestito in abiti eleganti, è stato visto da Giusy presso la scala che porta alla sala delle torture e al primo piano, nella sala della Giustizia, sono state viste parecchie figure. Insomma un castello alquanto affollato.

Un figurante che sfila in costume di Capitano delle Guardie, e che calatosi nel personaggio si è dato il nome di Petrus (lo chiameremo così infatti), mi ha raccontato di aver visitato parecchi castelli, ma nel castello di Fenis si è subito sentito a casa, a suo agio in un posto che conosce bene (tanto che parlando con me spesso lo chiamava "casa" e non castello), soprattutto in quella che ora è chiamata la sala della principessa.

Secondo lui era invece la stanza del capitano delle guardie, anche perché è l'unica collegata alla stanza sottostante, appunto delle guardie, da una scala interna. In seguito Petrus ha scoperto che è esistito un Petrus Bastardus, figlio illegittimo di uno Challant, poi riconosciuto come figlio del duca.

La storia del bimbo e della matrigna
Sembra che il bimbo sia stato visto da parecchi visitatori, mentre gioca in giro o sposta oggetti. Secondo quanto si dice, c'è il suo corpicino mummificato nascosto da qualche parte nel castello. Il poverino aveva la sfortuna di essere ricco e di avere una matrigna e un fratellastro. La matrigna, seconda moglie di uno Challant, lo aveva ucciso perché tutta l'eredità andasse al proprio figlio. Come nella più classica delle favole, che prendono spunto dalla cronaca nera dell'epoca.

Sensazioni nel castello e attorno
Il castello di FenisNella zona ci sono stati ritrovamenti del Neolitico, soprattutto sui monti. Mi è stato raccontato da un abitante di Fenis interessato alla storia del luogo, come ci fossero popolazioni venute da lontano, e di due provenienze diverse su diversi monti. Su un monte di fronte a Fenis (ovvero alle spalle del castello) sono stati trovati monili fatti con conchiglie.

Sempre a Fenis esiste una cappella affrescata all'esterno con un dipinto di un giudizio universale e un tremendo essere diabolico. Voci ben informate mi han raccontato che lì si ritrovava una confraternita femminile che si occupava di far "resuscitare" i bambini nati morti il tempo necessario per il battesimo, donne che giravano con un velo bianco ricamato, portavano il bimbo fuori dal centro abitato, e compivano il rito in modo che il bimbo potesse essere seppellito battezzato in terreno consacrato.

La Valle d'Aosta è piena di misteri e ho trovato molte persone disposte a parlare di leggende, riti e storie antiche. Anche le librerie sono ricche di sezioni con libri sulle segnature, le guaritrici e altro. Vi suggerisco di fermarvi a Fenis un paio di giorni e godervi la pace e i misteri del paese, assaporando ciò che c'è intorno al castello un po' alla volta.

Proprio ad Aosta è stato da pochi anni creato un museo attorno ad un cerchio di pietre del Neolitico che era dedicato alla luna, quindi al femminile. I misteri non finiscono qui.. alla prossima puntata.
(foto di Donatella Galletti)

Per saperne di più:

Il sito ufficiale del castello: Castello di Fenis