Eros e Afrodite: un’unione perfetta

La mitologia greca e i suoi archetipi

Eros e Afrodite: un’unione perfetta

di Massimo Biecher. Eros è il simbolo dell'amore in tutte le sue coniugazioni. Ma c'è di più: Afrodite ed Eros rappresentano l’archetipo che riguarda il nostro Paese, l’Italia.

Eros e Afrodite: un'unione perfettaNelle prime due parti dedicate alla dea dell’antica Grecia Afrodite, abbiamo dapprima presentato l’impostazione del nostro lavoro che si ispira agli studi condotti dalla psicologia archetipica introdotta nel 1970 da James Hillman e supportata da alcuni studi di filosofi contemporanei come Jean-Pierre Vernant, Henry Corbin ed altri.

Secondo l’impostazione del filosofo greco Platone e dei suoi seguaci, infatti, esisterebbero delle idee cosiddette archetipiche, ovvero dei modelli  ai quali la nostra mente si rivolge quando deve pensare, parlare ma dal quale attingono anche i nostri sentimenti ed emozioni.

Gli dei, espressione dei contenuti psichici
Ebbene, dietro alla mitologia greca non ci sarebbero soltanto le rappresentazioni di una religione politeista, ma essa conterrebbe anche i modelli che danno forma alla psiche e per questo è ritenuta ancor oggi interessante.
Parlare degli dei insomma, sarebbe parlare in maniera metaforica delle ansie, dei sentimenti, delle paura e talvolta anche delle debolezze del genere umano.

Avevamo anche detto che per comprendere la figura della dea Afrodite (Venere per i romani), oltre a fare un’indagine intorno ai racconti che la riguardano, avremmo compreso di più la sua figura studiando le figure dei cosiddetti Eroti, i suoi accompagnatori, quelli che dal Vasari in poi vennero denominati i “putti”.
Cominciamo col primo.

Eros, non solo amore erotico
Eros è il dio che nel tempo ha finito per assumere - a causa di un equivoco - l’accezione di amore erotico e amore lussurioso, quello che incarnerebbe il cosiddetto 3° vizio capitale, ma il cui nome al tempo degli antichi greci evocava tutt’altri significati.

Infatti eros deriverebbe dal greco oreo (ὁρέω) che significa vedere, volgere lo sguardo, aspirare. Ricordiamo inoltre che muoversi si dice maimao (μαιμάω) ovvero essere avido di... , desiderare vivamente. Pertanto il verbo oreomai (ὀρέομαι), che sarebbe l’unione di  oreo +maimao (ὁρέω + μαιμάω), significa, essere avido di movimento, desideroso di muoversi.

Il vero significato di eros

Eros e Afrodite: un'unione perfetta

Amore e Psiche, del Canova.

L’eros pertanto rappresenterebbe l’archetipo di ciò che ci spinge all’azione a fare quello che ci piace di più come per esempio un hobby.

Oppure andare incontro a ciò che ci piace, che potrebbe essere un uomo od una donna che troviamo attraenti, ma anche il ricercare la compagnia di amici o dirigerci verso un determinato ristorante quando desideriamo provare una certa cucina.

Ma vale anche per quello che riguarda l’accumulare i soldi, oppure il desiderio di possedere assolutamente un determinato bene (i cosiddetti acquisti impulsivi) o di andare a vedere una mostra d’arte.

In altre parole, non rappresenta il mettersi in movimento per il cosiddetto senso del dovere, quello che è giusto fare perché è socialmente accettabile o perché ci viene richiesto dagli altri (un genitore, un superiore od una legge), ma fare ciò che ci piace per il puro piacere di farlo. Come per esempio il lavorare con passione.

Eros è il desiderio, la passione
Si ispira a questo archetipo anche certa leadership, quella che è fatta di empatia, che invece di dire in maniera imperiosa «Devi farlo, è così e basta» guida i collaboratori col metodo del leading by example mostrando come le cose vadano fatte e che crea quindi un ambiente di lavoro pervaso da entusiasmo.

È quello che in italiano si chiama desiderio nella sua accezione etimologica più autentica, ovvero, derivando dal latino de-siderare che significa cessare di guardare le stelle, comporta il mettersi in movimento, per esempio per andare incontro alla persona amata, oppure per andare a vedere un film interpretato dal nostro attore preferito.

Un archetipo del tutto italiano!

Eros e Afrodite: un'unione perfetta

Phanes (o Fanete).

Da un certo punto di vista quindi, Afrodite ed Eros, rappresentano proprio l’archetipo che riguarda il nostro Paese, l’Italia, caratterizzato da una spiccata e caratteristica predisposizione per la cucina, un Paese che ha guadagnato fama nel campo della moda a livello internazionale e per essere il luogo dove si producono automobili sportive tanto inutili quanto ammirate. Un Paese che, come dicono gli americani, vive per lavorare e con uno spiccato gusto ed interesse per l’arte.

Per contro, come vedremo in maniera più approfondita nel prossimo articolo dedicato ad Ares ed Efesto, questi ultimi sarebbero gli archetipi che caratterizzano il mito americano, un popolo laborioso, che lavora per vivere, che investe ingenti quantità di budget federale nella ricerca scientifica e nella spesa militare, ma anche dove il business viene vissuto ed affrontato in maniera “muscolare” ed aggressiva.

Una focosa relazione
Tornando ad Eros, non c’è traccia od indizio che egli abbia a che fare con la brama di possesso, come sembra intendere il significato che da un certo momento in poi ha assunto, forse a causa della focosa relazione che Afrodite ha intrattenuto con Ares.

Ma Eros, secondo i racconti sull’origine dell’universo del cantore Orfeo, era anche il nome del figlio della Notte Nyx (Νῠ́ξ) e del Vento (forse qui gli antichi si riferivano al cosiddetto soffio vitale) e che in altri punti del racconto assumeva il nome di Phanes (Φάνης) o Fanete, ovvero Luce.

Secondo questi racconti, l’amore supremo, quello che genera il tutto, è Luce. Ma anche l’amore terreno, nelle sue forme più sublimate contiene proprio riferimenti alla Luce.
Non si usa infatti dire all’amata od all’amato, «tu sei la mia luce» o «tu sei la luce dei miei occhi», «tu sei una cosa splendida»?

Ma Phanè ricorda per assonanza anche il verbo greco phonè (φωνή) che significa suono, voce, ed è strettamente collegato al verbo phoneo (φωνέω) che significa dire, parlare, e che secondo il dizionario di greco antico Olivetti sta anche per chiamare per nome, dare nome.

Ciò sembra indicare il collegamento esistente tra l’amore materno ed il potere che la sua voce - simile a quella del flauto magico - ha su di noi e di conseguenza con la lingua od il dialetto da lei parlato, la cosiddetta madrelingua (o come viene espresso in maniera più esplicita in tedesco ed in inglese, la lingua della madre, rispettivamente die Muttersprache o la mother language).

Ermafrodite
La storia di questo Erote è estremamente interessante e ci racconta di una forma di amore non sana. Secondo alcune fonti, egli sarebbe figlio di Ermes, quello che i romani chiamavano Mercurio per intenderci, quello dell’intelligenza veloce, intuitiva, della risposta pronta, della rapidità di azione (era infatti il protettore di ladri e commercianti, coloro che devono pensare ed agire in fretta) e di Afrodite.

Rhode Island School of Design Museum.

Il nostro protagonista, durante un viaggio in Licia conosce, nei pressi di una fontana, la Ninfa Salmacia (Σαλμακίς).
Già il verbo che si cela dietro a questo nome proprio ci fornisce l’indicazione sulla vocazione ed il destino di questa ninfa che, votata ad Artemide, avrebbe dovuto restare vergine, mentre il verbo saleio (σαλεύω) significa “eccitare”, “suscitare“ ovvero “colei che suscita la tensione amorosa”.

Nel racconto Salmacia, innamoratasi a prima vista di Ermafrodite, viene inizialmente respinta per ben due volte. Ma non si dà perduta e lo abbraccia nuovamente toccandogli con una mano il petto e supplicando gli dei di restare unita per sempre al suo amato.
Viene esaudita ed i due si trasformano in un unico essere dalle caratteristiche somatiche androgine.

Dato che la mitologia greca si esprime per metafore, riteniamo che in realtà il mito volesse far riferimento ad una forma di amore nevrotico, ovvero all’amore “simbiotico-fusionale”, anche supportati dal fatto che è Salmacia ad impossessarsi con invadenza dello spazio vitale di Ermafrodito.
Essa rappresenterebbe quindi una forma di amore egoista come quello tra una madre e figlio adolescente.

Ma questo archetipo “agisce” anche per esempio in quelle organizzazioni o sette che prima seducono il nuovo adepto con lusinghe e poi pretendono che esso resti esclusivamente all’interno del gruppo demonizzando ogni tentativo di pensiero autonomo o di indipendenza.

Dell’amore disinteressato, quello che rispetta l’amato, se ne parla nella storia che riguarda l’amore di Afrodite per Adone e che qui non tratteremo, ma che consigliamo di leggere.

Conclusione
Abbiamo visto come il sentimento amoroso di Afrodite sia complesso e di come costituisca non solo l’archetipo di un amore per un’altra persona, ma anche della cosiddetta passione che vince l’apatia e che fornisce la motivazione per affrontare la vita.

Si tratterebbe quindi, di un’energia “fluida”, la cui repressione condurrebbe al soffocamento del cosiddetto Sé, generando, frustrazione, sensi di colpa e capace di soffocare ogni forma di entusiasmo.
(Terza puntata- Fine)

Per saperne di più:
♣ Karoly Kerenyi - Gli dei e gli eroi della Grecia (1951, 1958, 1997 ed italiana Saggiatore 2015)
♣ Jean-Pierre Vernant - Mito e religione in Grecia antica 2009
♣ David Miller - James Hillman Il Nuovo Politeismo - La rinascita degli dei e delle dee (prefazione di Henry Corbin) 2016
♣ Louis Corman - Viso e Carattere . Edizioni Mediterranee 1985
♣ James Hillman - Articolo di presentazione della Psicologia Archetipica scritto da James Hillman sul sito Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/psicologia-archetipica_%28Enciclopedia-del-Novecento%29/
♣ James Hillman - Re-visione della psicologia Edizione Adelphi 1983
♣  Dal sito del prof. Casillo
♣ Il sito theoi.com la più ricca libreria digitale di libri e testi riguardanti la mitologia greca raccolta dalla biblioteca dell’università di Oackland e, adoperata da Nasa, e dalle università dell’MIT, Stanford, Harvard e Yale.
♣ Omero: Inni omerici Ad Afrodite.