Siamo figli delle stelle?

Siamo figli delle stelle?

di Tiziana Etna. Molte tradizioni di tutto il mondo parlano di esseri straordinari scesi dal Cielo, che avevano conoscenze di teorie fisiche, matematiche e astronomiche 

Foto di Thomas Budach da Pixabay

Chi non subisce il fascino del mistero? Un mistero da svelare è un passo in avanti verso la conoscenza sia empirica che sensibile ed è il motore che spinge e nutre la ricerca, contribuendo all’emancipazione globale della nostra civiltà e all’evoluzione dell’essere umano; il mistero più grande.

Stiamo per inoltrarci in un argomento vasto, meritevole di approfondimenti specifici e multidisciplinari che nell’insieme potrebbero cambiare la nostra visione della storia e dell’esistenza, oppure, come nel mio caso, del concetto di magia.
Negli anni '60 l’imprenditore svizzero Erich Von Daniken, autore di numerosi libri sul tema e del best seller Gli extraterrestri torneranno, attraverso una serie corposa di domande aperte avanza l’idea che nell’antichità la Terra sia stata visitata da alieni che hanno donato agli uomini insegnamenti e tecnologie.

L’archeologo Zecharia Sitchin dimostra che i Sumeri erano già a conoscenza di teorie fisiche, matematiche e astronomiche conosciute solo dalla recente storia, come ad esempio la presenza dei pianeti Urano e Plutone nel nostro sistema solare, e suppone che i miti antichi raccontati in molti testi contengano delle incredibili verità.

Per i Sumeri gli Anunnaki sono scesi da Nibiru.

La teoria degli antichi astronauti
Oggi sono molti i sostenitori della teoria degli antichi astronauti e gli autori che si espongono rintracciando particolari comuni nel contenuto dei libri sacri e dei racconti epici, ma malgrado nuove sorprendenti prove e rivelazioni a sostegno delle ipotesi formulate, vengono osteggiati, spesso con il tentativo di screditare e non solo per smentire in partenza eventuali ipotesi di complotti, ma per non affrontare la conseguenza di dover riscrivere l’intera storia umana.

I Sumeri nel 3800 a.C. ci offrono una descrizione visiva degli Anunnaki, termine che sta letteralmente a significare “scesi dal Cielo sulla Terra” o "figli del Cielo". Di fronte a questi racconti sorge spontanea la domanda se non sia possibile che i nostri antenati abbiano scambiato per divinità esseri provenienti da altri sistemi solari.

E se i miti non fossero leggende?  Di fatto in tutto il mondo ci sono costruzioni antiche ed inspiegabili come le piramidi, le strutture megalitiche, i dolmen e i menhir che trovano definizioni ufficiali forzate e poco credibili, strutture simili tra loro in luoghi opposti nel modo. Allo stesso modo troviamo divinità simili nei miti di ogni civiltà, ecco che allora ci si domanda: com'è possibile? Si tentano risposte solo oggi grazie al livello tecnologico raggiunto.

Gli Anunnaki creatori dell'uomo?

Cabras (Or). La Sardegna sembra aver avuto la presenza di esseri gigantestchi.

Le tavolette sumere raccontano che milioni di anni fa gli Anunnaki, esseri evoluti provenienti dal pianeta Nibiru, dovevano creare un effetto serra nebulizzando elio, urano e oro nell’atmosfera del loro pianeta che stava congelando.
Non avendo abbastanza oro su Nibiru esplorarono la Terra e la trovarono ricca di giacimenti, realizzando l’eden come base dedicata all’agricoltura e all’allevamento e volarono quindi in luoghi diversi del pianeta per estrarre il metallo prezioso. E, avendo bisogno di forza lavoro, crearono l’uomo.

I sostenitori della paleo-ufologia attribuiscono il salto evolutivo dell’umanità ad un’opera di ingegneria genetica da parte di questi esseri spesso descritti con fattezze simili ad esseri umani alti circa 2,40 mt, un argomento così affascinante e convincente da richiedere un approfondimento postumo.
Tornando ai miti dell’antichità, è presumibile in questa ottica che gli stessi esseri provenienti dalle stelle si siano recati in luoghi differenti per estrarre l’oro, che abbiano elargito le stesse conoscenze e che siano stati documentati dai differenti popoli con termini e descrizioni proprie e limitato al bagaglio di conoscenza della civiltà intenta a documentare.

L’attuale fenomeno mediatico sull’argomento è stato sollevato da Mauro Biglino, già traduttore di diciotto Bibbie per le Edizioni San Paolo, ha indispettito i teologi ma aperto gli occhi sulla realtà interpretativa della Bibbia, rendendo ancora più flessibile la comparazione dei contenuti tra i molti libri sacri per definizione.

Carri infuocati che scendono dal cielo
Nei miti c’è sempre chi scende dalle stelle, con carri infuocati e rumori tonanti, guidati da esseri con poteri straordinari. Questa visione arriva a mettere in discussione il concetto stesso di magia e di poteri soprannaturali. Se gli Anunnaki sono i nostri creatori, forse possiamo evolvere e compiere magie; e forse ciò che i nostri avi scambiavano per divinità magiche erano alieni con tecnologie impossibili da comprendere per un uomo del paleolitico, ma non più tanto arcano per un uomo dell’era moderna.

La Nanotech Institute University di Dallas in Texas ha sperimentato sottili tessuti di carbonio che, immersi nell’acqua con una carica elettrica che riscalda il materiale, cambia il modo con il quale l’acqua che lo circonda, devia la luce rendendo il tessuto invisibile; chi sperimenta sostiene che in questo modo sarebbe possibile creare un mantello dell’invisibilità.

La visita degli dei nel Mahabharata

India. Il grande poema Mahabharata inciso sulle rocce dello straordinario complesso rupestre di Ellora.

L’epica antica indiana del Mahabharata descrive la visita degli dèi che viaggiano nello spazio e vivono in città volanti, da dove escono oggetti volanti chiamati Vimana: in quale altro modo avrebbero potuto descrivere un’astronave?
Narra del "guardiano della Terra”, un uccello magnifico che osserva la terra e Stende le ali per accogliere il Sole: e ciò ricorda molto un satellite.

Negli anni '30, prima che l’Unione Sovietica mandasse in orbita lo Sputnik, dei radioamatori captarono segnali provenienti dallo spazio. Poco dopo che Nicola Tesla affermò di aver ricevuto un segnale da Marte, venne individuato il Black Night, un satellite “non umano” che negli anni '60 si stimò pesasse dieci tonnellate e che seguisse un’orbita polare (artificiale), l’orbita che meglio ricopre la Terra durante la rotazione.
Ci osservano? Probabile. È un puzzle ancora tutto da costruire, ma è scritto nei miti che torneranno quando saremo pronti.

Siamo ancora alla ricerca del nostro io soprannaturale. D'altronde sorgono sempre nuovi dettagli sulle capacità della mente e sul potenziale umano e ogni epoca ha grandi personaggi, capaci di fare cose incredibili e a dimostrare il potere latente di ognuno.  E se il nostro DNA contenesse il modo di accedere alle potenzialità interiori per arrivare ad usare la tecnologia della forma umana? C’è ancora molto da scoprire.

L'immagine di copertina è di LoganArt (da Pixabay).