Una stanza del benessere in ufficio

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Una stanza del benessere in ufficio

Come sarà la vita d’azienda post-Covid? Una risposta arriva dalla startup MOONLY, con un progetto che parte dal cuore delle Dolomiti per rendere il pianeta più sano e sostenibile

Una stanza del benessere in ufficio

Matteo Piazzi, l'ideatore del progetto Mood.

Un luogo fatato che porta in azienda tutta la bellezza e il benessere delle Dolomiti. È MOOD, cabina insonorizzata realizzata dalla startup MOONLY, per effettuare telefonate e videoconferenze in totale privacy e con la giusta insonorizzazione anche nel mezzo di un open space o senza dare fastidio al collega di scrivania.

Un posto intimo dove stimolare la creatività, il problem solving e la produttività aziendale. Un piccolo regno incantato, insomma, dove potersi rilassare, meditare o effettuare della semplice respirazione rilassante nel bel mezzo della frenetica giornata lavorativa.

Le pareti, in legno, sono decorate internamente con stampe del lago di Carezza, così che le persone possano godersi quella visione mentre sono impegnati nell’attività professionale, ma non solo. MOOD intende essere anche un modo per sensibilizzare e rendere consapevoli che quel legno proviene da un disastro naturale.

Una grande tragedia: 14 milioni di alberi rasi al suolo
Una stanza del benessere in ufficioLo spiega l’ideatore del progetto, il ventiseienne Matteo Piazzi. «Tutto ha avuto inizio il 29 ottobre 2018, giorno in cui le Dolomiti hanno subito una delle più grandi tragedie degli ultimi cent’anni: la tempesta Vaia», racconta Matteo. «Era sera, il vento iniziò a soffiare superando i 200 chilometri orari e la pioggia scendeva a dirotto. Centinaia di paesini rimasero senza luce. Il giorno dopo, si scoprì che oltre 14 milioni di alberi rasi al suolo dall’impeto della peggior perturbazione degli ultimi cinquant'anni».

In quel periodo, Matteo viveva all’estero, ma destino volle che proprio qualche giorno prima della tragedia avesse deciso di tornare dalla sua famiglia per trascorrere una settimana nella sua amata Moena, in Val di Fassa, risultato uno dei luoghi più colpiti dalla calamità. Rimessosi in viaggio, Piazzi si ritrovò ad affrontare un periodo di crisi professionale e lavorativa, con diversi ostacoli e piani andati in fumo.

Un progetto nato per portare le Dolomiti al mondo

Una stanza del benessere in ufficio

Due immagini della cabina Mood.

«Amo dare un senso a ciò che mi accade nella vita, ma quello che misuccesse nei sei mesi successivi la tempesta ancora non riesco a spiegarmelo».
Da lì la scelta: lasciare tutto e iniziare daccapo nella sua terra d’origine, dopo più di sei anni in giro per il mondo. Iniziarono così le sue camminate giornaliere tra i boschi della Val di Fassa rivivendo i sentieri che frequentava quando era bambino.

Certo, l’atmosfera era radicalmente cambiata: i boschi incantati dell’infanzia si erano trasformati in un paesaggio di una profonda desolazione. Gli alberi caduti quasi un anno prima erano ancora a terra, lì davanti ai suoi occhi.

Una stanza del benessere in ufficio

Ed è proprio da una di queste camminate che ha preso forma l’idea di MOOD, esattamente a metà strada tra Moena e il lago di Carezza. In seguito a una nottata passata al computer e con la collaborazione di un falegname del posto, nacquero i primi prototipi e, dopo qualche mese, prese vita il progetto.

«Tutti mi dicevano che non ce l’avrei mai fatta, e che l’unica possibilità era quella di entrare nel settore del turismo. In MOONLY lavoriamo in modo inverso: se le persone non possono raggiungere le Dolomiti ogni giorno, saranno le Dolomiti a raggiungere le persone».

MOONLY vuole essere portatrice di benessere aziendale e di sostenibilità e offrire un contributo all’ambiente. È una società Benefit e destina parte dei ricavi alla piantumazione di nuovi alberi nelle Dolomiti: per ogni “stanza del benessere” MOOD realizzata, verranno piantati dieci alberi, e per ogni abbonamento alla piattaforma digitale MOON, lanciata sempre della stessa start up, verrà piantato un ulteriore albero. «La nostra missione è trasformare l’esperienza lavorativa e allo stesso tempo rendere il pianeta più sano e sostenibile», conclude Matteo.