Covid 19: errori, omissioni, speranze

di Manuela Pompas. Facciamo il punto sulla pandemia, con tutti gli errori, le sperimentazioni, i successi e la ricerca del vaccino con il dottor Giovanni Palazzoli

Milano. Giovanni Palazzoli.

Sulla pandemia si è detto tutto e il contrario di tutto, per non parlare di tutte le voci complottiste (alcune delle quali credibili), creando una grande confusione.

Per fare il punto della situazione, incontro a Milano il dr. Giovanni Palazzoli (fino a 10 fa anche medico del territorio, omotossicologo e esperto di PNEIM, Psico-Neuro-Endocrino- Immunologia e Metabolismo).

«La situazione si sta, tardivamente chiarendo, dopo 33.000 morti, per un misconoscimento, in parte determinato da ‘perdonabile ignoranza’, parte per indolenza e ‘non pensiero’ di vario tipo, che, tali, non potevano che produrre errori, in una epidemia, al picco, da 4000 decessi/settimana, per più di metà lombardo-milanesi», risponde.

«Note sono le significative mortalità invernali da polmoniti virali aggravate dallo smog, ma nell’ ultimo autunno lombardo ve ne sono state di cosiddette atipiche, ma di non chiara etiologia (influenzale ed altro, maggiormente in popolazione anziana multi-patologia), ma, individuato, il Covid 19 si è evidenziato quale molto più diffusivo e chiaramente più aggressivo.

Una cascata di elementi infiammatori
Questo virus coinvolge più organi, non solo i polmoni, come avevano già notato e trasmesso i cinesi, per quanto riguardava la cardiologia, non solo in quanto fragilità d’apparato, già in essere, ma anche per danno virale o diretto o a seguito della cascata di citochine infiammatorie (una rete di molecole che governano il sistema immunitario), fra cui la più importante è l’Interleuchina 6, cui si oppongono sia il tocilizumab, farmaco biologico, sia la idrossiclorochina, entrambi già in uso da anni per controllare patologie autoimmuni come artrite reumatoide e lupus sistemico».

Un elemento ancora più grave è la DIC (coagulazione intravasale disseminata), ben nota, rara e gravissima, ancor più letale della polmonite interstiziale iperinfiammatoria da Covid, e causa di migliaia di micro trombi, che impediscono la fuoriuscita dal polmone di sangue ossigenato dall’intubazione. DIC, che però né i cinesi e né noi sospettammo e non individuammo subito, con grandi e mortali danni».

Spillover, un libro profetico

Quasi tutte le pandemie, antiche e recenti, sono arrivate dall’Estremo Oriente, in particolare dalla Cina.

David Quammen, giornalista e divulgatore scientifico, collaboratore del National Geographic, aveva predetto nel 2012 nel suo libro Spillover (ed. Adelphi) che dopo la Sars sarebbe arrivata un’altra pandemia più letale, partita da un wet market della Cina.

“I responsabili della prossima pandemia sono già tra noi”, scrive il giornalista. “Sono virus che oggi colpiscono gli animali, ma che potrebbero da un momento all’altro fare un salto di specie – uno spillover in gergo tecnico – e colpire anche gli esseri umani”.

«Occorre fare alcune premesse sulle epidemie dell’ultima ventina d’anni, meno diffusive», continua Palazzoli «ma prevedibile prodromo a possibili successive pandemizzazioni e, per questo giustamente da allora in osservazione, quale propria espressa funzione, dall’organizzazione per la sanità mondiale (OMS).

Un monitoraggio scoraggiante inutile per la prevenzione
Ma l’attuale situazione mostra la difficoltà di questo monitoraggio che si è rivelato scoraggiante, dei pre-interventi (le simulazioni fatte in laboratorio), e le modellizzazioni fatte a computer.
Inoltre vi sono state difficoltà dovute anche al non tempestivo inquadramento di un pericolo, già noto da decenni in linea di principio, la cui limitazione – come testimoniato dal clinico milanese prof. Massimo Galli, la cui équipe dimostrò 90 giorni fa che l’RNA di questo Coronavirus, nella configurazione genetica decodificata in Lombardia a febbraio- doveva risalire a ottobre-novembre.
Da pochissimo è stato dimostrato a livello mondiale che questa è una vera pandemia e per contenerla è necessaria una drastica limitazione dei contatti umani».

Un problema aggiunto, il sovrappopolamento del pianeta

Foto di Gerd Altmann da Pixabay.

Da oltre 20 anni l’umanità ha avuto crescita e mobilità senza precedenti in quantità ed accelerazione. Siamo 7,5 miliardi (2 di più di quanto il pianeta ne possa sopportare, secondo alcuni scienziati), che potranno divenire 12 miliardi entro fine secolo!
Abbiamo visto ancora una volta che se l’uomo non prende giuste precauzioni per il rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio ecologico la Natura si ribella e ci travolge.

«Un altro punto da considerare – collegato al problema del sovrappopolamento del pianeta – sono le nicchie ecologiche animali, selvatiche e da allevamento intensivo (soprattutto del suino cinese), che ormai sono luoghi ovvii di accentuazione delle possibilità di mutazione di virus animali, fino a raggiungere e favorire salti di specie (spillover) già noti, in circostanze e combinazioni che possono divenire letali per l’uomo.

A questo proposito, anche nell’attuale incertezza sulle soluzioni praticabili, prima di un eventuale pericolo di estinzione, è la considerazione di possibili circoli viziosi ingestibili: animali → umani → animali → umani. Questa è la considerazione più importante riguardo la necessità di promozione rapida, quand’anche non fosse duratura, di una immunità vaccinale a codesti virus, sia virus-specifica, sia ‘facilmente’ riutilizzabile e ‘riadattabile’ a virus futuri. Facendo presente però che ad alcuni virus, come Ebola, HIV ed altri, una soluzione vaccinale efficiente, pur ricercata, non si è ancora trovata».
(Prima puntata – continua)

Per saperne di più:

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.