Energie rinnovabili: subito!

Energie rinnovabili: subito!

di Sergio Ragaini. Le proposte per la salvaguardia della Terra di Mark Jacobson. Abbiamo 30 anni per riconvertire il piano energetico prima che sia troppo tardi

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Lo scienziato americano Mark Jacobson (a sin.) con Roberto Sitia a Bergamo Scienza '19.

Una proposta interessante per quanto riguarda l'energia pulita è quella di riconvertire interamente l'energia in solare ed eolica, che ha fornito nell'ultimo incontro a Bergamo Scienza Mark Jacobson, della Stanford University (USA).

Questo scienziato studia da anni questa possibilità in ogni suo aspetto e ne aveva parlato già nel 2011 in un articolo sulla rivista Energy Policy, in cui affrontava anche il problema della non omogeneità di questo tipo di fonti energetiche.

Il passaggio alle energie rinnovabili è importante non solo per il surriscaldamento globale, ma anche per l’inquinamento a causa del quale ogni anno muoiono circa sette milioni di persone. Inoltre, i combustibili fossili hanno anche una durata limitata, a differenza di quelli rinnovabili, che durano praticamente quanto la Terra.

Un'energia illimitata per tutto il pianeta
Il sistema di cui parlava Mark Jakobs è stato dallo stesso definito WWS, da Wind, Water, Solar (Vento, Acqua, Energia Solare): questo il fulcro della sua proposta, che potrebbe dare energia di fatto illimitata a tutto il Pianeta.

Inoltre, questa energia è caratterizzata dai bassi costi: oggi, infatti, l’energia eolica, con pale eolica sia onshore (sulla terra) che floating offshore (mediante piattaforme galleggianti sull’acqua) costa molto poco: sino alla metà del gas naturale. E il solare, in alcune zone, costa ancora meno.

Migliaia di abitazioni e auto fornite dall'eolico
energie rinnovabili subitoL’eolico, poi, si installa rapidamente: quest’anno, ad esempio, è stato completato un parco eolico con 174 turbine nei pressi delle coste della Gran Bretagna.

Migliaia di abitazioni riceveranno così energia elettrica. Se pensiamo al tempo necessario per l’installazione di una centrale nucleare, ad esempio, che tra studi e realizzazione richiede almeno due decenni, il tutto rende questo sistema energetico ancora più appetibile.

Anche nei trasporti si è fatto molto: esistono infatti diversi veicoli che fanno uso di energia elettrica o di idrogeno (anch’esso ricavato dall’elettricità o dall’acqua), tra cui addirittura una nave, la Fjellstrand Electric Ferry, norvegese. I veicoli elettrici consumano circa un quarto di energia rispetto a quelli tradizionali.

Trasporti che stanno anche coinvolgendo aerei a lunga percorrenza, almeno come prototipi. In questi casi, tuttavia, si preferisce l’utilizzo di combustibili basati sull’idrogeno, che è più facile da immagazzinare, mediante opportune celle ad accumulo.

Le tecniche per accumulare energia

Un problema importante è l’accumulo.  Oggi esistono diverse tecniche per accumulare, quali il solare a concentrazione, che consta nel far scaldare dell’acqua e poi utilizzarla come fonte di energia (come fosse una energia termoelettrica), oppure, in maniera geniale, utilizzare l’energia per far salire dell’acqua su una collina ed utilizzarla poi come fosse energia idroelettrica.

Oltre a queste tecniche si usano anche celle e batterie, il cui costo sta scendendo davvero rapidamente, e sono sempre più efficaci (tanto che in diverse località ci sono enormi accumuli), vi sono poi tecniche particolari come quella dell’accumulo a gravità (Gravitational Storage with Solid Masses): questo sistema consiste nel far alzare, grazie all’energia, dei blocchi di calcestruzzo, che poi, quando servirà energia, verranno fatti abbassare, generando appunto energia, anche grazie ad un motore.

Tutti con energia solare e teleriscaldament

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foto da Pixabay.

Presso la Stanford University si è combinato il solare con il teleriscaldamento, e entro il 2020 l’energia deriverà tutta da lì. Mentre ad Oktoks, in Canada, accumulo è stato fatto grazie a dei collettori solari, contenenti una soluzione glicolica, e accumulo sotterraneo. Costo: meno di un dollaro per Kwatt.

A Vojens, in Danimarca, si riscalda grazie a pozzetti d’acqua.
Per ottenere invece raffrescamento si utilizza, ad esempio, l’accumulo in ghiaccio.
Diversi di questi sistemi possono essere, su scala più piccola, utilizzati anche in casa, sia per riscaldare che per raffreddare. Con grandi risparmi: uno scaldabagno a pompa di calore permette un costo energetico di circa un quarto rispetto ad uno a gas.
La stessa casa del relatore è totalmente ad energie rinnovabili.

Un programma di riconversione energetica lungo 30 anni
La riconversione, secondo Mark Jakobs, dovrebbe avere una tempistica di circa 30 anni, fissando il limite nel 2050 per una transizione al 100% e del 2030 per una transizione all’80%. I dati in nostro possesso consigliano di effettuare velocemente il cambiamento: infatti, oggi, in uno studio eseguito su 143 nazioni, il fabbisogno energetico globale è 12,6 TW (Terawatt, vale a dire trilioni di Watt).
Nel 2050, in queste condizioni, salirà a 20,6. Ma, nel caso di riconversione, grazie anche ad una maggiore efficienza, questo sarà di soli 8,7 TW, con una diminuzione, quindi, del 57%. questo anche grazie al risparmio dell’energia necessaria per estrarre combustibili fossili.

Anche la superficie necessaria per produrre energia in questo modo non è molta: la media delle 143 nazioni considerate è dello 0,65% della totale superficie della nazione, mentre per l’Italia questa sale al 2,2%. Si tratta comunque di molto poco, se consideriamo la superficie occupata per l’estrazione di combustibili fossili, comprese, ad esempio, le raffinerie.

Una drastica riduzione dei costi
energie rinnovabili subitoInoltre, le proiezioni e gli studi effettuati danno anche il prospetto di una rete elettrica “stabile”. Questa conversione ridurrebbe tantissimo anche i costi: il solo costo energetico porterebbe ad una riduzione dei costi del 61,7%: se poi consideriamo i costi sanitari  e altri costi per la salute a causa dell’inquinamento e quelli climatici, la stima parla di una riduzione del 91%: una cifra decisamente elevatissima!
Inoltre, il bilancio tra posti di lavoro guadagnati con la transizione, e posti di lavoro persi a causa di questa, darebbe un bilancio favorevole per 28 milioni di nuovi posti di lavoro.

Negli Stati Uniti sono state presentate diverse proposte di legge per la transizione totale ad energia rinnovabile. La più aggressiva è quella da Washington, che prevede il passaggio entro il 2032 (comunque, non si va oltre il 2050).
Molte aziende, tra cui Microsoft e Google, sono disposte alla transizione verso le energie rinnovabili.

Nel novembre 2017 era stato fatto un sondaggio tra 26.000 persone appartenenti a 13 Nazioni. Di queste, l’82% riteneva opportuno il passaggio alle energie rinnovabili, anche se solo il 66% riconosceva che esistessero cambiamenti climatici.
Quindi, appare tutto fattibile e persone come Mark Jacobs hanno tracciato una strada.

Un grande incremento anche in Italia
Già oggi l’incremento dell’utilizzo delle energie rinnovabili ha visto un incremento davvero grandissimo: nel 2017 in Italia le energie rinnovabili erano il 17,5% del totale, e l’aspettativa per il 2020 è di arrivare al 20%. L’Italia è sostanzialmente in media con altre Nazioni europee.
Ci sono però “picchi” come la Svezia, che è oltre il 50%, e in generale tutti i Paesi dell'Area Nordeuropea hanno valori molto elevati. Anche l’Austria faceva registrare nel 2017 valori superiori al 30% .
Comunque, l’incremento appare notevole, anche se ben lontano dalla “riconversione totale” auspicata da Mark Jacobs.

Troppo pochi credono nel surriscaldamento globale
Il problema è che troppi sono ancora convinti, più o meno in buona fede, che il surriscaldamento globale sia una bufala, o quasi. E tra questo anche persone di cultura.
Qualcuno sostiene, ad esempio, che il riscaldamento avvenga per micro cambiamenti periodici, che possono durare anche pochi anni.
Questa teoria, per quanto suggestiva, non appare però avere alcun fondamento scientifico, almeno sui dati oggi in nostro possesso: non si conoscono, infatti, cambiamenti “spontanei” con cicli così brevi.

I cambiamenti sulla Terra avvengono, da questo punto di vista, in migliaia e migliaia di anni e non in pochi decenni. Il fatto che questo cambiamenti climatico sia stato generato dalla nostra azione, ormai, non lascia spazio a dubbi possibili: è così, e non può essere altrimenti. Trump sta addirittura lavorando per tornare in parte al carbone, ignorando le sue fortissime emissioni di anidride carbonica.

500 scienziati negazionisti

Lo scienziato Guus Berkhout.

L'anno scorso un gruppo di 500 scienziati, capeggiato dall’olandese Guus Berkhout (professore alla Deft University) hanno negato qualsiasi problema relativo al surriscaldamento globale, allo scopo di bloccare ogni impegno per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Ci si dimentica però che questo docente, che ha collaborato con società petrolifere, iniziando la sua carriera lavorando per Shell, è fondatore della Climate Intelligence Foundation (Clintel), struttura che smentisce il problema delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Una notizia davvero terribile, che dimostra che ci sono persone, come queste, davvero nemiche dell’umanità. Persone che vanno sicuramente combattute con l’arma della conoscenza, che ormai punta in una sola direzione: quella del riscaldamento globale, ormai impossibile da smentire.

Dobbiamo lavorare da subito: non c'è più tempo!
Abbiamo dunque 30 anni per la riconversione.
Occorre quindi lavorare sin da ora: il pianeta lo chiede. Perché non avvenga lo scenario prospettato da Telmo Pievaninella  conferenza tenuta al Festival della Mente di Sarzana (SP), dal titolo Lo chiamavano Sapiens", relativamente ad una Terra dove l'uomo era ormai estinto. Anche Carlo Rovelli sostiene che i cambiamenti che abbiamo indotto difficilmente ci risparmieranno.

In fondo, per la Terra tutto questo sarebbe un battito di ciglia. Se paragonassimo la vita della Terra a un anno, l’uomo sarebbe apparso alle 23:32 del 31 dicembre: 28 minuti in un anno, un fotogramma in un film. Quindi, per la Terra. La nostra vita sulla stessa sarebbe un bagliore di un istante.
Per evitare questo siamo ancora in tempo. Tuttavia, come dicevo, occorre agire subito. E farlo con decisione. Credo di poter affermare che la sopravvivenza della nostra specie dipende anche da questo!

Il Mahatma Gandhi.

L'unione tra gli uomini permette l'impossibile
Cominciamo quindi noi a sensibilizzare: come anche Gandhi ricordava, spesso le cose impossibili appaiono tali solo perché le si vede come tali: dal momento in cui si cambia la prospettiva e ci si unisce tutto potrebbe diventare non solo possibile, ma addirittura agevole. Le prove ci sono e dicono che, come sempre, l’unione fa la forza. E permette davvero l’impossibile.

Più persone ci saranno a prendere coscienza di quanto sta accadendo, più probabilità avremo di evitare il peggio: come dicevo, dipende da noi: se vogliamo avere ancora un futuro su questo pianeta, come specie umana, qualcosa va fatto sin da subito.
In fondo, la verità trionfa sempre, è solo questione di tempo. Purché questo tempo sia compatibile con quello che sta accadendo!

Per saperne di più:
Un sito di riferimento di valore sui cambiamenti climatici, coordinato da Stefano Caserini
Un video di Serena Giacomin
La Conferenza di Mark Jakobs in lingua italiana.
Il sito in inglese di Mark Jacobs
Un sito in inglese sul Gravity Storage per immagazzinare energia usando la gravità

I dati europei sull’utilizzo di energie rinnovabili:
https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Renewable_energy_statistics/it

L'articolo di Massimo Tavoni in inglese.
Lo studio in inglese di Mark Jacobson e altri: 100% Clean and Renewable Wind, Water, and Sunlight All-Sector Energy Roadmaps for 139 Countries of the World

Un lavoro in inglese di Jacobson

Il discorso del Premio Nobel per l’Economia 2019 William Nordhaus, dell’Università di Yale, per i suoi studi su Economia e Clima, alla consegna del Premio

Un articolo recente su alcune azioni da parte dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA).