Lo spazio parla anche italiano

2 italiani nello spazio

Lo spazio parla anche italiano

di Sergio Ragaini. Lo spazio è stato sempre, per l’uomo, carico di mistero, ma anche  oggetto di speranze. Da 50 anni questa frontiera è stata varcata. Anche dagli italiani

foto di Wikilmages da Pixabay.

Spazio: ultima frontiera. Questo è risaputo da sempre. Lo spazio esterno a noi, al nostro piccolo Pianeta, è sempre stato oggetto di sogno, di leggenda di superstizione.

Non a caso, lo spazio attorno al nostro pianeta è stato sempre studiato in molti modi, e i frutti di questi studi sono stati poi trasformati in conoscenza, in scoperta.

In fondo, lo spazio esterno è anche un modo per ricercare quel meraviglioso spazio che abbiamo dentro di noi, per aprirsi a nuovi mondi interiori, per scoprire che davvero ci siamo.

Lo spazio, all’esterno, è ancora, in buona parte, un mistero. Al punto da non sapere se ne esiste uno solo, oppure se questi “spazi” sono molti di più di quello che crediamo, sino a dedurre che vi sono molti universi oltre al nostro visibile.
Quegli universi che, in un istante, moltiplicano le nostre percezioni, e le trasformano in qualcosa di completamente differente. Un qualcosa, che, sotto certi aspetti, davvero travalica quello spazio e quel tempo che noi percepiamo come limiti e che, invece sono del tutto superati.

Uno spazio, tanti spazi: i multiversi
Forse, l'esplorazione dello spazio è quella che ci permette davvero di dire che i confini sono quelli che appaiono nella nostra mente, e che in realtà questi non esistono.

Chi ha provato, perché ha potuto, varcare i confini del nostro limitato pianeta ha cambiato completamente la sua prospettiva sull’esistenza: in un istante, tutto muta. E ci si rende conto che i dissidi, le lotte, i contrasti, che sul nostro pianeta esistono, sono davvero nulla.

Tutti noi, credo, almeno una volta, abbiamo provato a viaggiare su un aereo: ebbene, ci saremo resi conto che basta elevarsi di pochi chilometri al disopra della terra per scoprire che il cielo è limpido e sereno sempre. Tutte le perturbazioni, che spesso provocano disastri, sono infatti limitate allo strato inferiore dell’atmosfera, che è quello vicino alla crosta terrestre:basta volare un po’ al disopra per trovare sereno.

L'universo ci mette di fronte a noi stessi
E questa è quasi una metafora sulla vita stessa. In fondo, quando noi siamo in una situazione burrascosa, basta elevarsi per un istante sopra di questa per scoprire che è la nostra mente che ci tiene lì, ancorati a quel momento.
Basta riuscire a distogliere lo sguardo da quella situazione, quindi, per un momento, volare sopra la situazione stessa, per scoprire che quella situazione non esiste: o meglio, è solo parte di un orizzonte limitato in cui noi stessi ci siamo confinati.

È come, metaforicamente, qualcosa che ci tiene lì, ancorati alla burrasca, e non ci fa capire che basta indossare le nostre ali interiori per scoprire che, oltre la burrasca, esiste il sereno, e tutto è ancora meraviglioso: insomma, che tutto al di là di quelle nubi ci rivela quello che davvero siamo; una luminosità che non tramonta.

Siamo un nulla rispetto allo spazio infinito
Lo spazio parla anche italianoTutti coloro che hanno avuto questa possibilità di vedere la terra dallo spazio hanno potuto dedurre come, quelle prospettive che noi crediamo assolute e definitive, sono nulla, rispetto allo spazio di fatto infinito.

Ci si rende conto che tutto è lì, racchiuso in una pallina che gira con velocità regolare, ritmica, sempre quella, e che non muta in alcun modo la sua rotazione: altrimenti si verificherebbe quello che è stato paventato nella bellissima serie di molti anni fa Spazio 1999, in cui, in un ipotetico 13 settembre 1999, magari di un mondo parallelo, la terra è uscita dalla sua orbita, e ha cominciato a vagare nello spazio.

Lo spazio, una geometria perfetta
La geometria della natura non ammette possibilità di trasgressione; in fondo, libertà è anche regola: senza regole non c’è libertà. E lo spazio è anche questo: la geometria, la perfezione, la regola, che proprio per questo è infinita libertà, infinito sguardo.

Uno sguardo che supera anche il tempo, oltre lo spazio: infatti, volare nello spazio è anche volare nel tempo, confrontandosi con distanze incredibile, mai immaginate.

Una "International Space Station"

Volare nello spazio è volare nel tempo: la luce, infatti, per giungere sino a noi, da un orizzonte quasi infinito, impiega anni, spesso secoli. Quindi, osservando il cielo, stiamo anche compiendo un viaggio nel tempo, dove più tempi si fondono simultaneamente, e tutti fanno parte di noi.

Tuttavia, spesso, è bello sentire dalle “vive” voci delle persone che lo spazio lo hanno vissuto, cosa si prova a trovarsi in una situazione in cui, in un istante, si ha il mondo limitato alle spalle e l’infinito davanti a sé. E si entra in quello che qualcuno ha anche definito “il buio degli anni luce”, quell’oscurità che, se vissuta però in maniera diversa, diviene carica di tantissima, meravigliosa nuova luce.

Astronauti italiani
In alcuni casi, questo volo nello spazio parla italiano. E, dall’Italia, dalla terra della Magna Grecia, dalla terra di Dante, il canto di bellezza si porta verso lo spazio, verso l’infinito.

Sette sono stati gli italiani astronauti nello spazio. Io, per ragioni di spazio, ne menzionerò due, quelli più noti alla ribalta della cronaca. Un pensiero anche a tutti gli altri, ovviamente, che hanno permesso di estendere il nostro sguardo interiore oltre i confini del nostro Pianeta.

Rocco Petrone, uno dei principali artefici della missione sulla Luna

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Rocco Petrone a Cape Canaveral, per il lancio dell'Apollo 11.

Prima di loro, credo sia importante menzionare una persona che non è andata nello spazio, ma che sicuramente lo spazio l’ha vissuto come come prerogativa importantissima della sua vita. Questa persona è Rocco Petrone.

Avevo già parlato di lui recensendo il bellissimo film Luna Italiana, visto durante “Bergamo Scienza”. La figura di questo grande personaggio è stata, in questo film, delineata davvero molto bene.

Un personaggio, che, sotto molti aspetti, davvero si è “fatto dal nulla”. La sua origine è italiana, da Sasso di Castalda (PT), in Basilicata, anche se Rocco è nato ad Amsterdam, una cittadina nello stato di New York.

Dopo una inanzia e un'adolescenza travagliata, la sua grande abilità lo portò prima a posizioni di rilievo a livello militare nell’Accademia Militare degli Stati Uniti, a West Point, e poi alla NASA, dove il 21 luglio 1969 fu uno dei principali artefici della missione sulla Luna, che iniziò una storia nuova per l’umanità, fatta di sogni, ma anche di solide realtà.

Una persona di grande competenza
Una persona che non ha mai davvero viaggiato nello spazio, ma che ha portato lo spazio con sé, sempre: in fondo, chi davvero c’è stato lo ha potuto fare anche grazie a lui, alla sua opera, al suo amore per lo spazio, per il volare verso l’infinito. Infatti è stato uno dei progettisti del missile balistico Redstone e del vettore Saturn V, un razzo multistadio utilizzato dalla Nasa nei programmi Apollo e Skylab.

Ancora, congedatosi dalla NASA, Petrone ricoprì importanti incarichi presso la Rockwell International, l’azienda responsabile della costruzione dello Space Shuttle. Tra l'altro, durante la missione del Challenger del 28 gennaio 1986, dove lo shuttle si disintegrò, Petrone aveva consigliato di non effettuare il lancio.

Samantha Cristoforetti

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Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi dell'Agenzia Spaziale Europea.

Dal passato, voliamo nel presente, restando in Italia. Dei sette italiani astronauti, forse due di questi oggi sono l’emblema delle missioni nello Spazio e portano la lingua di Dante a volare nell'infinito.

La prima figura è quella della milanese Samantha Cristoforetti, 43 anni, una donna brillante e vitale.
La sua voglia di conoscere e di esplorare la porta, giovanissima, ad usufruire del programma Intercultura dell’American Field Service, associazione non a scopo di lucro che promuove lo scambio tra allievi e insegnanti con gli Stati Uniti.

Per un anno frequenta così la Central High School di Saint Paul, Minnesota. Per lei i confini non esistono: si laureerà infatti, dopo gli studi a Trento e Bolzano, in Ingegneria Meccanica a Monaco di Baviera.

Contemporaneamente, come spesso accade, la sua partenza è militare: infatti, nel 2002, entra nell’Accadermia Aeronautica di Pozzuoli, e in quegli stessi anni si laurea anche in Ingegneria Aeronautica presso l’Università “Federico II” di Napoli. A Pozzuoli si distingue per le sue capacità, e riceve la “Sciabola D’Onore”, riservata al “primo della classe” per tre anni consecutivi. Si congederà dall’Accademia, nei termini prescritti, nel 2019.

A 32 anni diventa astronauto dell'ESA
Il mondo, tuttavia, aspetta Samantha, che nel 2009, a soli 32 anni, viene selezionata attraverso una selezione tra 8500 candidati come astronauta dall’ESA (European Space Agency, che ha avuto tra i suoi responsabili un’altra italiana, Amalia Ercoli Finzi), come terza donna europea.

La missione più importante cui ha partecipato è quella durata dal 23 novembre 2014 all’11 giugno 2015. Si tratta dell’unione tra due missioni, Expedition 42 ed Expedition 43: in totale, la Cristoforetti è rimasta nello spazio per ben 199 giorni.
Attualmente tiene attività di divulgazione scientifica.

Luca Parmitano, un "giovane" astronauta italiano

Lo spazio parla anche italiano

L'astronauta Luca Parmitano.

L'altro astronauta che menziono per lo spazio che parla italiano è Luca Parmitano, importante anche le attività svolte e non solo come astronauta. È impossibile non menzionarlo perché è stato il primo astronauta italiano a svolgere attività extraveicolare, Il 9 luglio 2013, restando nello Spazio per ben 6 ore e 7 minuti.

Parmitano nasce a Paternò (Catania), il 27 settembre 1976. è quindi anch’egli giovane. La sua vita, almeno da un punto di vista professionale, ha molte analogie con quelle di Samantha Cristoforetti. La prima è l’anno di nascita: infatti, Luca nasce solo pochi mesi prima di Samantha, seppur in un altro anno. Anch’egli, quindi, può essere definito un giovane astronauta, non avendo ancora 44 anni.

Tuttavia, anche la vita dei due astronauti ha molte analogie, divise semplicemente dall’Italia intera (Samantha è partita da Milano, mentre Luca dalla provincia di Catania).
Anche Luca approfitta del citato programma “Intercultura”, che lo porta per un anno negli Stati Uniti ed entra all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, nel 1995 e studia all’Università Federico II di Napoli, dove si laurea, però, in Scienze Politiche.

Medaglia d'argento al valore areonautico
Dopo la laurea, avvenuta nel 1999 (quindi a soli 23 anni), la sua vita si svolge tra Stati Uniti e Germania, con passaggi anche in altre nazioni europee.
L’Europa lo vede, dal 2002, con la USAFE (United States Air Force in Europe), a Sembach, in Germania. Il 2005 lo vede invece in Belgio, dove, a Florennes, nella provincia di Namur (Naamen, in fiammingo), completa il programma di Leadership Tattica (TLP).

Nel 2005 risulta protagonista, proprio mentre si trovava in Belgio, di un’impresa che gli è valsa la Medaglia d’Argento al Valore aeronautico. L’11 maggio 2005, il Capitano Parmitano (questo era il suo ruolo allora) aveva impattato, con il suo AMX, contro un grosso volatile. Riuscì comunque a riportare il velivolo, seriamente danneggiato, a terra senza eiettarsi: un'impressa al limite del surreale, per chi conosce le tecniche di volo, che ha dimostrato il suo grande sangue freddo, anche in circostanze estreme.

Collaudatore sperimentatore dell’Aeronautica Militare, nel 2009 sarà a Tolosa, in Francia, per un master in Ingegneria del Volo presso L'Istituto Superiore dell'Aeronautica e dello Spazio. Come Samantha, entra all’ESA nel 2009, e partecipa alle missioni Expedition 34, 36 e 37.

Due passeggiate nello spazio

Parigi. La sede dell'Agenzia Spaziale Europea.

Il 28 luglio 2013 l‘astronauta parte dal Kazakistan alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Qui svolgerà due passeggiate nello spazio: la prima è quella citata del 9 luglio 2013, della durata di 6 ore e 17 minuti.

Nella seconda, avvenuta il 16 luglio del 2013, Luca affronta una situazione al limite dell’incredibile: infatti, il suo casco incominciato a riempirsi di acqua, impedendogli la visuale e la respirazione. Parmitano mantiene il controllo con freddezza e supera l'impasse semplicemente… bevendo il liquido accumulato, circa un litro e mezzo. È incredibile come, anche in quella circostanza, il suo battito cardiaco rimane perfettamente nella norma.

In seguito partecipa anche alle missioni Expedition 60 e 61. Durante quest’ultima, avviata il 3 ottobre 2019, ricopre il ruolo di grandissimo prestigio di Comandante della Stazione Spaziale Internazionale. La missione, detta Beyond (oltre), si è conclusa il 6 febbraio 2020, quindi nel recentissimo passato.

Le astronavi del futuro
Agli altri astronauti italiani, qui non menzionati, ancora il ringraziamento per avere aperto, con la loro opera, un’epoca nuova, verso quell’ultima frontiera che è stata appena varcata, e nella quale siamo ancora ai primi passi.

La USS Enterprise (NCC-1701) è una nave stellare della serie Tv "Star Trek".

In attesa che accada, si auspica, quello che è accaduto in Star Trek, il Primo Contatto, quando motori a curvatura varcheranno il cielo, forse davvero il 5 aprile 2063: una data del tutto alla portata delle nuove generazioni, che allora saranno ancora giovani, e forse giovani astronauti.

Per poter realizzare queste astronavi occorrerebbe porre un’astronave in una bolla di vuoto: e forse si riuscirà a superare la velocità della luce. O, forse, si potranno utilizzare dei wormholes per attraversare lo Spazio-Tempo, che magari si potrà addirittura “piegare”.

O forse… quello Spazio si trova dentro di noi. In fondo, i mistici hanno visto astronavi che varcavano i cieli. Forse anche quella sarà una nuova prospettiva. In un mondo che vedrà, finalmente, Scienza e Spiritualità darsi la mano.

Tuttavia, chi allora guarderà questo passato, capirà che questi antesignani hanno aperto una nuova epoca. E che, questa epoca, davvero la spazio ha anche italiano. Onore quindi a questi astronauti, che con passione hanno aperto la strada.

Per saperne di più:
I libri di Samantha Cristoforetti e di Luca Parmitano sono in vendita sulle principali strutture online, tra le quali Amazon.

Su Samantha Cristoforetti:
Libri:
Nello Spazio con Samantha, scritto con Alberto Baronciani.
Diario di un'apprendista astronauta, dedicato alla figlia.
Il suo website   + Su Wikipedia

Su Luca Parmitano:
Libri:
Volare: lo spazio e altre sfide.
Volare: 166 giorni con @astro luca.
Siti: Wikipedia  + Web site

Sito in inglese dell'European Space Agency (ESA):
Sito in inglese della NASA