Con una carezza, la Vergine mi ha salvata

Con una carezza, la Vergine mi ha salvata

di Helga Selvaggio. Dopo la morte di mio marito, volevo togliermi la vita. Ma a Medjugorje avvertii un amore divino così grande da rivoluzionare la mia anima e la mia vita

Pula (CA). Helga Selvaggio.

Tutto ha avuto inizio due anni fa con la morte di mio marito, ma forse anche prima. Sì, Gianluca, mio marito, colui che avevo riconosciuto e amato da subito, che quando eravamo insieme mi faceva sentire amata come mai nessuno fino a quel momento.

Il giorno in cui se ne andò, fu davvero terribile, mi sentivo come se qualcuno mi avesse strappato il cuore dal petto, un dolore insopportabile e così forte che la mia anima non riusciva più a stare dentro il mio corpo.

Niente aveva più un senso. Ogni giorno sorgeva il sole e io mi chiedevo perché ero ancora viva. Nei giorni seguenti feci sparire tutto ciò che era sacro, croci, santi, e Madonne, portate da ogni dove. Mi sentivo persa, tradita da un Dio cui forse non gli importava più di me.

Pensai ossessivamente al gesto più brutto che una persona possa pensare: volevo togliermi la vita. Ero arrabbiata, persa come dentro un limbo di non ritorno.

Viaggio inatteso a Medjugorje

La Chiesa di Medjugorje.

Da lì a poco un amico comune mi chiese di accompagnare lui e la sorella a Medjugorje. Poiché c’era un solo posto libero sul pullman dei pellegrini, dovevo dare la risposta il prima possibile, entro tre giorni. Dopo averci pensato più e più volte, accettai.

Ero lucida. Sentivo che avrei dovuto confrontarmi con Lei, colei che tutto sapeva, riguardo alla mia collera e al mio pensiero inconfessabile!
Non volevo disturbare il Figlio, che tanto avevo implorato; mi ripetevo che volevo parlare proprio con Lei, la Madonna. «Tu sai, conosci il dolore, hai perso un figlio, poi il marito, solo tu puoi capirmi! Voglio parlare a te da Donna a donna, guardandoti negli occhi. Esigo risposte, ora o mai più»

Arrivai così a Medjugorje. Tutto mi irritava. La prima notte sognai il mio Luca che mi disse abbracciandomi di stare tranquilla, lui era con me.
Quei pochi giorni che avevamo a disposizione passavano alla svelta e io non avevo ancora avuto risposte.

Un'onda fortissima di energia

Medjugorje. La veggente Marija Pavlovic.

Alla sera della quarta giornata andai nel salone dove avveniva quotidianamente l’apparizione alla veggente e mi misi anch’io a pregare. In realtà più che pregare ascoltavo, pensavo e ripetevo meccanicamente preghiere, ma tutto era come ovattato nella mia testa.

Ad un certo punto, quasi alla fine della celebrazione, il sacerdote prese il Santissimo tra le mani e lo direzionò verso le persone in preghiera nel salone, muovendosi da sinistra verso destra, quindi verso di me.

Nel momento in cui il sacerdote giunse proprio nella mia direzione allungò le braccia e chiuse gli occhi. Anch’io chiusi gli occhi. Tutt’a un tratto sentii arrivarmi addosso come un’onda fortissima di energia, così forte da paragonarla a una scossa di energia elettrica al alto voltaggio.

A stento riuscii a stare in piedi, anzi divaricai le gambe per avere un buon appoggio a terra con la suola di gomma delle scarpe.
Tremavo tantissimo, non capivo cosa stava succedendo, sentivo quella corrente attraversarmi il corpo dalla punta dei piedi alle mani, fino alla testa, che sembrava friggere.

Percepii una luce radiosa, colma d'amore
Cercavo aiuto e non riuscivo a fermare i tremori. Spalancai gli occhi cercando l’aiuto del sacerdote che mi fissava, cosicché i nostri occhi si incrociarono. Subito dopo si girò per andarsene. Intanto io mi chiedevo cosa mi stesse succedendo. Piangevo e tremavo. A un certo punto sentii che dall’alto arrivava una potenza di Amore che non avevo mai conosciuto.

Guardando verso l’alto, mentre con gli occhi percepivano il soffitto, ebbi una visione, come se sopra di me le nuvole si fossero aperte per lasciar passare una luce radiosa. Una luce colma di amore pure, di un amore che fino a quel momento non conoscevo e che andava oltre ogni singolo immaginazione umana.

Qualcuno mi ha guarita da un dolore lancinante nel cuore

A un certo punto sentii come se qualcuno mi sfilasse via quel dolore costante nella parte inferiore del cuore, che avvertivo come fosse stato provocato dalla presenza di una freccia che entrando si era poi spezzata e mai se ne era andata.

E in quel momento sentii che qualcuno mi sfilava via proprio quel dolore. E nello stesso istante dal mio cuore ormai risanato si sprigionò una gioia immensa, così grande da non poterla descrivere. Sentivo come se dal mio petto uscissero dei raggi.

Helga con il marito Giancluca, scomparso improvvisamente due anni fa.

Una dopo l’altra le emozioni si susseguivano… Finché sentii due mani che mi prendevano le guance, rigate di lacrime di gioia. Percepivo distintamente che Qualcuno mi stava guardando con tanto tanto Amore. Quell’amore era ancora lì che mi abbracciava.
A un certo punto sentii che quell’energia iniziava lentamente ad andare via, partendo dai piedi, poi dai polpacci e lentamente risaliva ancora più su, fino ai fianchi.

Sentivo le gambe tornare normali e realizzai che lentamente quell’energia amorevole mi stava lasciando. Alzai le braccia, sollevando il viso allo stesso modo mi alzai in punta dei piedi e esclamai: «Portami via con te! Non lasciarmi sola!». Volevo andare via con quel meraviglioso amore.

Tutto di nuovo si placò ed era come fossi ritornata sulla terra, con tutto il mio peso. Caddi sulla sedia che era proprio dietro me, con le braccia che pendevano dai braccioli, ancora frastornata e con una fortissima sensazione che il tempo si fosse fermato...

Viva e pienamente consapevole, ho avvertito l'amore divino
Tornai in Italia, con una consapevolezza che mai avrei immaginato, ma con una certezza incrollabile. Mentre molte persone per sentire quell’amore hanno dovuto passare attraverso un tunnel di luce, io avevo avuto la possibilità di vivere la medesima esperienza da viva, seppur morta nell’anima.

Attesi il momento giusto per salutarlo il sacerdote che ci aveva accompagnato. Nessuno gli aveva raccontato, né tantomeno io lo feci, ciò che era accaduto. Lui mi prese la mano e stringendola mi disse: «Il Signore ha permesso alla Vergine di toccarti e di portarti via quel grande dolore che avevi nel tuo cuore».
Gli risposi che per quattro giorni avevo chiesto al Signore di lasciarmi vicino mio marito fino al mio ultimo respiro.
E il sacerdote mi rispose: «Stanne certa! Dio ti ama follemente».

A conferma di ciò che ho vissuto, il sacerdote mi disse: “Ma tu vedi gli angeli! E non da ora...”
Risposi di sì. E da quel giorno ho più consapevolezza nel comunicare con l'Oltre. Oggi sono una donna conscia del fatto che Dio esiste. E, come disse la Madonna in uno dei suoi messaggi, "ci ama di un amore che se solo sapeste piangereste di gioia!".