Un drastico cambio di prospettive

COSA VOGLIAMO PER IL NOSTRO FUTURO?

Un drastico cambio di prospettive

di Giorgio Cozzi. Il periodo che stiamo attraversando può servire a rivedere i valori e a dare priorità non al lavoro e al successo ma alla vita interiore e alla ricerca della felicità

A prima vista sembra che non ci sia alcun legame tra una disciplina pre-scientifica e un moto dell’anima; tuttavia a ben guardare si può notare una connessione specifica. Proprio ora che il modello edonistico e consumistico è stato messo in crisi da eventi inattesi e incontrollabili, ci si è resi conto del valore della salute e della vita che sinora si davano per scontati.

Questa presa di coscienza porta a riconsiderare una scala di valori che il sistema sociale aveva affermato, come una sorta di paradigma, per dare stabilità, sicurezza, sviluppo, benessere, che è improvvisamente saltato.

La realtà ha riportato l’attenzione su fattori esistenziali che si erano messi in secondo piano rispetto a bisogni e desideri effimeri. Si è così riscoperta l’importanza del nucleo famigliare, la protezione dai rischi sanitari, la comunità come uguaglianza sia nei confronti della malattia, sia a livello di vincoli di contenimento: imprenditori, manager, star, calciatori, atleti, a casa come tutti gli altri (salvo gli obbligati da lavori essenziali e gli eroici sanitari).

Alla ricerca della felicità
La paura di compromettere la sopravvivenza ha fatto cadere la spasmodica ricerca del successo, ha sbriciolato la corsa all’apparenza, ha fatto previlegiare la concretezza delle azioni di salvaguardia della vita umana. Solo nel prossimo futuro capiremo cosa ha voluto dire in termini economici, di lavoro, di vita sociale, che molti affermano non potrà più essere come prima.

La felicità è un obiettivo per ogni essere umano e non fa differenza se ognuno la declina in modo diverso, nella collettività appartiene comunque, in generale, alla materialità. È ben vero che esistono filosofie diverse prese dall’esterno, si cita spesso quella orientale, storica, tradizionale, non certo quella moderna di Cina e India, ormai potenze mondiali.

È vero che è avvenuto anche dall’interno: l’evoluzione della psicologia nei suoi vari aspetti, il fascino del pensiero mistico orientale, le pratiche di sviluppo del benessere (wellness) importate nella cultura occidentale, le tecniche di ipnosi nelle sue varie applicazioni.

La parapsicologia e la ricerca della felicità
TUn drastico cambio di prospettiveutti fattori che hanno indotto una parte della popolazione a cambiare modi di vita, valori e aspettative. Tuttavia la massa critica è certamente ancorata a una ricerca della felicità da identificarsi col benessere materiale.
I ricercatori di felicità che hanno compiuto il salto quantico verso una ricerca della felicità interiore sono sicuramente una nicchia, peraltro in continua crescita, forse con progressione geometrica.

La parapsicologia, come disciplina che studia le potenzialità dell’uomo oltre i cinque sensi e indaga fenomeni che hanno connessione con una coscienza allargata, non locale, come dimostrato dalla Meccanica Quantistica, è molto più vicina a chi si è posto su un percorso di consapevolezza .

Non solo, le tecniche per accertare i fenomeni PSI (paranormali) spesso si sovrappongono alle metodologie per raggiungere un Sé più profondo (Assagioli) e i ricercatori psichici considerano le energie in modi molti simili a chi le usa (sensitivi, iniziati, meditanti) e a chi le propugna (guru, sciamani, talvolta scienziati, non solo fisici moderni).

Il momento particolare che stiamo vivendo, ha generato paure e talvolta panico, ansie, preoccupazioni, resistenze; tuttavia ha anche favorito, nel tempo, la presa di coscienza e la riflessione. Ne è scaturito un comportamento spesso esemplare (oltre agli atti eroici dei sanitari), il ricorso a preghiere, canti in comune, meditazioni.

È necessario un nuovo paradigma di vita

Un drastico cambio di prospettive

Come propone Eric Fromm, dobbiamo tornare all'essere.

La sferzata sui valori e la batosta che gli italiani, in particolare, hanno preso, porta a ritenere che il vecchio paradigma non regga più. Sta montando l’idea di una società diversa, meno guidata dalla speculazione, meno individualista, più attenta a valori fondamentali, meno effimeri di quelli del passato.

Anche la parapsicologia, da anni, è alla ricerca di un ruolo più significativo, meno centrato sulle riprove e più orientato a capire come sviluppare la consapevolezza delle persone sulle loro stesse potenzialità e una dimensione della coscienza non limitata dalle credenze e dai vincoli culturali.

Dunque una ricerca della realizzazione di sé, come entità interconnessa con gli altri, come dimostra la Fisica Subatomica, dove la felicità non è più legata all’avere e al prevalere, quanto piuttosto sull’essere.

Molti sostengono che la stimolazione ricevuta comporta anche delle opportunità: ripensarci come individui e società, mettere in primo piano la persona, eliminare, ridurre, attenuare la speculazione finanziaria che sembra governare il mondo, ripensare il rapporto con l’ambiente e con l’esistenza, ricostruire un rapporto genitori-figli, facilitare una maturazione dell’umanità in senso sociale, psicologico, morale, potremmo dire spirituale.

Potrebbe voler dire coniugare Parapsicologia e ricerca di una nuova felicità.

Per saperne di più:
Vedi anche:
Giovanni Valsania: Alla ricerca della felicità
Filippo Falzoni: La ricerca del S e le illusioni dell'io