Che cosa ci racconta l’influenza?

Che cosa ci racconta l’influenza?

di Franco Bianchi. Ogni malattia, ogni sintomo, ogni parte del corpo esprime un simbolo che, se interpretato, ci fa capire l'origine dei nostri mali

Questo disturbo stagionale ogni anno ci accompagna inesorabilmente ed arriva con i primi freddi, la pioggia, il maltempo.
Questa parte dell’anno ha la sua importanza permettendo alla vita di rigenerarsi in attesa della primavera.

L’influenza si presenta normalmente come una febbre accompagnata da dolori presenti in differenti parti del corpo; vi sono individui che sembrano abbonati ad essa non facendosela mai mancare ad ogni inverno, altri al contrario sembrano immuni e raramente si ammalano.

In ogni caso qualche giorno di riposo, il caldo della propria casa, un bel brodino caldo e qualche farmaco permettono di superare agevolmente la malattia salvo vi siano ulteriori complicazioni in atto.

Che cosa esprime la febbre?
Il significato energetico si combina ulteriormente in funzione del tipo di organo coinvolto: in comune c’è la febbre che è espressione della rabbia che coviamo e che non ci permettiamo di esprimere. Essa si forma tutte le volte che ci troviamo a voler realizzare qualcosa che non trova un suo compimento o addirittura che viene ostacolata ed è proporzionale all’importanza che il mancato obiettivo riveste per noi.

Se la febbre fosse accompagnata da dolori intestinali questi ultimi parlano di emozioni a cui non viene data importanza o che vengono represse, le cui rappresentanti più rilevanti sono rabbia, ancora una volta, paura e sensi di colpa.

I dolori alle ossa che l'accompagnata esprimono un’insicurezza, una paura, una sfiducia in generale ed in qualche caso l’individuo potrebbe sentirsi minacciato nella sua sopravvivenza.

Se fosse presente vomito o dolori allo stomaco, nausea allora la persona non si sentirebbe libera e tenderebbe a controllare la situazione che le starebbe sfuggendo di mano.

Quando vi sono altri sintomi...
Infine se fosse abbinata a tosse, catarro, asma o difficoltà respiratorie in genere, allora potremmo parlare di tristezza in quanto l’individuo non si sentirebbe amato come desidererebbe.

Nel caso del coronavirus, al di là della sua effettiva pericolosità, colpendo bronchi e polmoni è espressione, in questa lettura energetica, di una tristezza profonda, di una mancata percezione dell’amore che è presente attorno all’individuo.

Di più, visto la sua importante presenza rilevata in questo momento in Italia, indicherebbe come i nostri concittadini si sentano effettivamente tristi al punto da attirare, come coscienza nazionale, un sintomo che esprima proprio questo messaggio e restare chiusi in casa e comunque riducendo le occasioni di incontro, accentuano il senso di solitudine, tristezza e non amore.

Una risata ci libererà

foto Pixabay

Da anni, in effetti, diventa sempre più raro sentire persone che cantano, che ridono e si scambiano battute, come era abitudine diffusa solo qualche decennio addietro, testimonianza di un momento difficile e preoccupante riguardo un futuro che non appare roseo, anzi sempre più cupo.

Se questa chiave di lettura corrisponde a ciò che sta effettivamente accadendo, allora diventa necessario scrollarci di dosso questo torpore che ci accomuna, liberarci da questa coltre di paura che il mainstream ci ha inondato a piene mani e continua a farlo ripetutamente, per seguire la strada della nostra libertà.

In questo modo potremo stare alla larga dall’influenza stagionale, coronavirus incluso. Potremmo perfino concludere con una frase sintesi dei concetti qui espressi: una risata ci libererà!