Il potere delle coincidenze

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libroCoincidenzei-guardiani-della-soglia-libro-69246Incontriamo Marco Cesati Cassin, ricercatore, scrittore e anche autore televisivo (presto condurrà una sua trasmissione), che all’inizio di maggio ha presentato per noi in Mondadori il suo ultimo libro I guardiani della soglia, in cui parla, in chiave romanzesca, del fenomeno della NDE (near death experience, o esperienza di premorte). E in settembre uscirà il nuovo saggio Presenze positive. Nel primo libro, Non siamo qui per caso (entrambi della Sperling & Kupfer) aveva affrontato un tema a lui caro, le coincidenze, su cui ha investigato per molti anni, raccogliendo decine e decine di testimonianze, quasi tutte verificate.
Ma esiste il caso? Voltaire diceva che esso è la maschera che Dio si mette per non farsi riconoscere. Sentiamo la sua esperienza.

Un’esperienza incredibile ha cambiato la mia vita
“Fino a quattro anni fa non ho fatto altro che gestire hotel e villaggi turistici in giro per il mondo”, racconta Marco. “La ricerca sul tema delle coincidenze è partita da un fatto personale nel 1991, quando morì mia madre, un fatto molto forte che mi scosse e che diede inizio alla mia ricerca: questa è partita in maniera blanda e poi è via via cresciuta, soprattutto grazie all’incontro con il mio mentore, l’incontro con un uomo che adesso ha 95 anni e che io chiamo “iniziato”, una persona che, pur avendo solo la quinta elementare, ha un sapere infinito in materie come fisica, chimica, mineralogia. Lui, un po’ come Caronte, mi ha traghettato in questa esperienza e mi ha fatto incontrare persone, vedere luoghi, spiegato meccanismi legati alla metafisica, alla spiritualità, al senso delle cose. Quattro anni fa poi decisi di fare il grande salto: lasciare il mio lavoro, la mia sicurezza economica, per buttarmi in una nuova avventura dove avrei divulgato le mie conoscenze al pubblico attraverso libri, televisione…”.
Domanda. Qual è stata l’accoglienza delle sue idee presso il pubblico?
Risposta. Intanto il mio pubblico è all’ottanta per cento femminile, forse perché le donne sono superiori all’uomo in molti aspetti. Nel mio libro c’è proprio un capitolo dedicato alle maggiori capacità intellettive e psico-fisiche della donna. Quando presento le mie conferenze avverto che non sono un laureato in teologia, non sono un guru, non mi occupo di religioni, ma sono solo un ricercatore che, come san Tommaso, prima ci ha messo il naso e poi ha deciso di raccontarmarco7e. Anche io all’inizio ero scettico; poi, quando ho incominciato a raccogliere riscontri e prove, i dubbi sono crollati, sostituiti dalla certezza. Voglio precisare che le coincidenze che ho raccolto non sono fantasie, ma fatti documentati, storici, che hanno un significato preciso: coincidenze di salvataggio di vite, di morte, incontri con gli angeli. Accadono, ci sono: e io vado a studiare cosa c’è dietro.
D. Ma perché proprio lo studio delle coincidenze? Qual è l’obiettivo che ti ha portato a studiarle?
R. E’ molto semplice: la consapevolezza. Voglio portare il maggior numero possibile di persone ad avere una maggiore consapevolezza del Sè. Questo lo puoi fare solamente con questo tipo di argomenti, non attraverso fenomeni, ma attraverso noumeni (il fenomeno è ciò che appare, il noumeno non appare ma è). L’accorgersi delle proprie coincidenze, che possiamo paragonare a lampioni che si accendono sul viale un po’ ombroso della vita, ti fa scoprire innanzitutto il tuo destino. E poi ti risvegliano.
Gurdjieff divideva gli uomini in due categorie, i meccanizzati e i risvegliati. Purtroppo i meccanizzati sono la maggioranza. Il risvegliato comincia a percepire la sua esistenza, la meraviglia del mondo e la fortuna di esistere. La coincidenza è infine un mezzo per risvegliarsi.
D. Tu parlavi prima del tuo mentore come di un iniziato.
R. Spesso, all’interno di una cerchia di iniziati, si cerca di tenere il sapere “nascosto”, non lo si divulga, perché si crede che non tutti sarebbero capaci (o degni) di comprendere. Ecco, io mi considero come un ponte tra la persona iniziata e la massa. Molto probabilmente sono stato scelto perché l’iniziato avrebbe difficoltà a comunicare e io invece semplifico l’argomento e “arrivo” alla massa. Io butto dei semi, forse qualcuno germoglierà. Durante la conferenza in Mondadori, ho parlato di sette, otto argomenti: qualcuno ti sarà rimasto dentro e il mio messaggio è stato semplice, chiaro, partendo anche da fatti personali.
D. Hai detto che le coincidenze capitano frequentemente, forse più frequentemente di quanto siamo portati ad immaginare…
R. Secondo Ken Anderson, il più grande esperto mondiale di coincidenze, un ricercatore australiano i cui libri non sono stati purtroppo tradotti in italiano, vi sarebbero mediamente otto coincidenze importanti al mese per ognuno di noi. Una frase che dico sempre è: “Mai andare a rifugiarsi nella logica, nel razionale, il segreto è sentire”. Lascia che poi gli altri ti prendano in giro; con il tuo sentire puoi sfondare mille porte, mentre se inizi a ragionare, allora cominci a trovare mille scuse. Altra cosa importante è allontanare la negatività e anche quelle persone che non fanno altro che lamentarsi, mettendovi in un “pendolo di energia negativa” da cui poi è difficile uscire.
D. Potremmo in qualche modo dire che se c’è un disegno per noi, un destino, questo può anche essere negativo? E il nostro destino èrsz_marco_perla4 modificabile?
R. Premesso che io non ho avuto l’incontro con l’Onnipotente che mi ha spiegato come va il mondo, credo che ogni cosa accada… Ecco, uso un esempio. Spesso mi chiedono: “Ma perché quella tragedia è accaduta?”. “Perché un autobus con dei bambini è caduto in un burrone e dei bambini sono morti?”. Innanzitutto noi abbiamo una concezione lineare del tempo, segnata dalla nascita e dalla morte, e d’altronde non potrebbe essere diversamente; ma al di fuori di questa dimensione il tempo non esiste, tutto è, nel suo insieme.
Molto probabilmente i bambini morti a sette anni hanno fatto più esperienze evolutive dell’anima di un uomo che ha vissuto meccanicamente cento anni. La morte di quei bambini può poi aver generato, come un sasso in uno stagno, delle onde che hanno provocato una rivoluzione spirituale di centinaia di persone che altrimenti non si sarebbero risvegliate. Il disegno secondo me è questo. C’è poi da dire che abbiamo molte testimonianze, studi e ricerche, che dimostrano e spiegano cos’è la vita dopo la vita. E non è certo una cosa sgradevole.
D. Un’altra persona che ha avuto una certa influenza sui tuoi studi è Carl Gustav Jung.
R. Jung è, nell’ambito della scienza e dello studio della mente, veramente un risvegliato, un illuminato. Quello che lui studiava e che predicava puntualmente accadeva. La sincronicità è provata anche da diversi aneddoti.
D. Nei tuoi libri racconti anche diversi aneddoti-coincidenze, alcune particolarmente impressionanti.
R. Personalmente ne ho raccolte più di duecento. Le coincidenze sorpassano le leggi e sono affidate a forze superiori che noi non abbiamo ancora studiato e non sappiamo come funzionano. Credo che la gente dica che esiste il caso quando non conosce questi meccanismi, perché c’è sempre un qualche rapporto causa-effetto.
Le coincidenze forzano le leggi della fisica, ma seguono altre leggi. Esattamente, con altri disegni.

 

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Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com