La paura ed il coraggio di vivere

La paura ed il coraggio di vivere

di Alida Mazzaro. La paura ci accompagna tutta la vita, dalla nascita alla morte. Una meditazione per superarla e trovare in noi il coraggio

La paura è una delle sette emozioni primarie. Quasi certamente è stata la prima emozione che abbiamo vissuto quando, “sopravvivendo” a un terremoto acqueo di impressionante portata, siamo usciti alla luce nascendo al mondo.

Chissà cosa abbiamo percepito: luce violenta, freddo, rumori? Le lacrime, il nostro primo urlo, la sofferenza del taglio del cordone ombelicale, un odore insopportabile, una marea di paure e di sensazioni sconosciute. Che se non siamo morti quando siamo nati è già stato un successo.

In poco tempo ci siamo abituati alla nuova situazione ed al nostro corpo, anche se la paura è diventata una compagna con la quale dividere le ore i giorni e gli anni.

La paura di essere abbandonati
Perché, ricordiamolo, viviamo con la paura di essere abbandonati, di amare troppo o troppo poco, di ferirci, di perdere il treno, di non avere soldi, di avere fame, di non essere abbastanza belli/magri/eleganti/intelligenti.

È Lei, a volte profonda a volte leggera, ma sempre tanta, nutrita ed ingrassata dalle parole dei pavidi intorno a noi, da ginocchia sbucciate, da esami andati a male, da licenziamenti, da separazioni dolorose, da morti e da malattie, da aborti ed incidenti, da fallimenti e da aspettative negate, ad essere la regista del nostro tempo.

Con il trascorrere degli anni, alla paura ci siamo talmente abituati che non la chiamiamo con il suo vero nome, ma l’abbiamo ribattezzata “prudenza”. Non andiamo ai concerti (c’è troppa gente, pericoloso), non esprimiamo i nostri pensieri (chissà cosa potrebbero dire gli altri), rimaniamo con il compagno/a anche se non lo/a sopportiamo più (meglio una compagnia difficile che la solitudine), non viaggiamo da sola/o ( chissà che può accadere) non lasciamo il lavoro che detestiamo (un futuro da homeless).

La paura si annida dentro i globuli bianchi del sangue
La paura si annida dentro i globuli bianchi del sangue, globuli che aumentano continuamente perché Lei fa abbassare le nostre difese immunitarie, blocca il respiro, aumenta la frequenza cardiaca la sudorazione e tanto altro.
Ci abituiamo talmente alla paura che non siamo più in grado di riconoscere il coraggio, perché nascosto nella parte più profonda della nostra anima.

Col passare degli anni la paura e la vita diventano la stessa cosa, indivisibili. Finché ci accorgiamo che il tempo della vita ha una scadenza come il latte, il pesce, la pasta fresca, mentre si avvicina la morte.

Per allontanarla, ci riempiamo di pillole, di badanti, di medici, di fantasie. La paura fa parte di noi e che sia di vivere o di morire, non ci accorgiamo della differenza. Come siamo abituati a non affrontare con il coraggio la vita, così non affrontiamo la morte, negandola a noi stessi.

Vivere con coraggio ci permetterebbe di morire con coraggio. Sostanziale differenza.
Ma come possiamo gestirla? Uno strumento utile può essere una meditazione sulla paura, che ho estrapolato ed elaborato da una visualizzazione tratta dal libro “Le Emozioni che curano” di Erika Poli (ed. Mondadori)

Meditazione sulla paura e sul coraggio
Mettetevi seduti con le gambe incrociate o, se preferite, distesi a terra, con il corpo a contatto con il pavimento. Il corpo è rilassato ed il respiro è lento lungo e profondo. Concentratevi sul respiro e sulla sua profondità.

Ora ascoltate il corpo rimanendo in silenzio, restando nella posizione di rilassamento per almeno una decina di respiri, lasciandovi completamente andare. Tranquilli ed in pace, la mente vuota dai pensieri. Quando si affacciano guardateli senza giudizio.

Adesso, con gli occhi della mente, accompagnate il pensiero verso una situazione che in questo momento vi spaventa, una paura ingestibile. O verso una paura che avete vissuto nel passato e che ha stravolto la vostra vita.

Può essere la paura di perdere tutto quello che abbiamo, la situazione economica, il potere, la salute o gli affetti. Può essere il ricordo di una cosa che è accaduta, un incidente, una separazione, un trauma violento. Guardate la paura più grande con lucidità e senza giudizio.

Fate attenzione a quello che accade al corpo, a tutto il vostro corpo. Cosa accade agli occhi, al respiro, ai muscoli, alle mani ed ai piedi. Se state cambiando posizione, se il respiro rallenta, se iniziate a cercare la fuga, se sentite freddo, se avete voglia di urlare, se arrivano le lacrime.

Entrate nella paura, consapevoli di quello che sta accadendo al corpo, al cuore ed alla pancia. Ascoltate quello che vi accade, disponibili a vivere l’esperienza anche se vi sembra insopportabile. Quando siete profondamente dentro l’esperienza, guardate ciò che in questo momento vorreste fare: fuggire, scappare. Oppure la paura vi ha paralizzato, fermando il cuore ed il respiro. Forse state vedendo quello che accade pensando a come risolverlo?

Prendete consapevolezza dell’intensità della vostra emozione e guardatela finché non iniziate a vivere uno stato di equilibrio. Provate a sentire nel corpo quale è la parte meno bloccata, potrebbe essere la testa: iniziate a muoverla, a muovere le pupille, a girare il collo. Imparate a regolare ed a autoregolare il vostro sistema nervoso.

Ascoltate cosa accade nel cuore iniziando a percepire il coraggio che vi è racchiuso, perché il coraggio arriva quando siamo capaci di ascoltare la paura.

Iniziate a muovere tutte le parti del corpo che desiderano farlo. Possono essere le braccia o le gambe, i piedi, il bacino. Muovetevi con i tempi ed i modi che sentite giusti per voi. Mentre vi muovete ascoltate le vostre emozioni.

Cosa sta accadendo nel profondo del vostro essere? Quale è l’energia che ora si sta muovendo nel cuore e nella pancia? Portate l'attenzione su questa energia e riconoscetela come coraggio. Permettendoci di vivere la paura e di riconoscerla entriamo nella vita fatta di realtà e di sogni realizzati.

Iniziate a vivere, i desideri iniziano a fluire e smettete di ascoltare il borbottio della paura ed ascoltate il silenzio del coraggio.

Distesi a terra, con il corpo a contatto con il pavimento. Il corpo è rilassato ed il respiro è lento lungo e profondo.

Concentratevi sul respiro e sulla sua profondità. Ascoltate il corpo rimanendo in silenzio, restando nella posizione di rilassamento per almeno una decina di respiri, lasciandovi completamente andare.

Tranquilli ed in pace, la mente è vuota dai pensieri. Quando si affacciano guardateli senza giudizio.

Ci vuole coraggio per sentire la paura. Ascoltate cosa accade nel cuore, iniziando a percepire il coraggio che vi è racchiuso: perché il coraggio arriva quando siamo capaci di ascoltare la paura.

Iniziate a muovere le parti del corpo che desiderano farlo. Possono essere le braccia o le gambe, i piedi, il bacino. Muovetevi con i tempi ed i modi che sentite giusti per voi e intanto ascoltate le vostre emozioni.

Cosa sta accadendo nel profondo di voi stessi? Quale è l’energia che ora si sta muovendo nel cuore e nella pancia? Portate l'attenzione su questa energia e riconoscetela come coraggio. Permettendovi di vivere la paura e di riconoscerla, entrate nella vita fatta di realtà e di sogni realizzati.

E così, quando smettete di ascoltare ed ascoltate il silenzio del coraggio invece che il borbottio della paura, i desideri iniziano a fluire e torna la voglia di vivere.