Il castello di Galliate: un passato misterioso

di Donatella Galletti.

Qualche tempo fa, seguendo degli amici mi sono trovata testimone di racconti del fantastico, invidiabili persino da Le Fanu, uno scrittore irlandese di storie gotiche, vissuto nella prima metà dell’800.

Il teatro della nostra storia è il castello Sforzesco di Galliate, un edificio che sembra sorto dal nulla. Difficile ammettere che esista una realtà così affascinante a meno di un’ora da Milano e sconosciuta ai più.

Il castello misura infatti all’interno del fossato 108 metri per 80, e il fossato era in origine di almeno venti metri di larghezza, tanto che per i ponti levatoi occorreva un sistema telescopico a tre elementi.

Il borgo e il Castello
La storia di Galliate si perde nel tempo: non troppo lontano, verso il Ticino, è stata trovata una necropoli con parecchie tombe, e il borgo, che al tempo dei Visconti stava diventando più importante di Novara, ha subito divisioni e saccheggi.

Visitato prima dagli Ungari, disputato poi da Milano e da Novara l’un contro l’altro armati, distrutto dal Barbarossa, visitato da re e nobili, sede per qualche mese di una corte che amava la caccia nei boschi vicini, ricchi di cervi, cinghiali e volpi, e passato sotto gli Sforza prima e i Caravaggio Sforza poi.

Fantasmi certificati

La Torre fotografata di notte.

Scrivere almeno mille anni di storia senza tediare il lettore è opera ardua. Mi soffermerò quindi sui misteri che il Castello pone al momento; e non sono pochi, anche perché per almeno quasi due terzi non è visitabile, essendo in mano a privati o in ristrutturazione.

Di fattacci tra le antiche mura ce ne sono stati parecchi: alcuni noti, molti altri probabilmente finiti seppelliti in cortile, nei pozzi o nelle cantine delle antiche torri.

Si parla ad esempio del guardiano della Torre, vissuto nell’800, che a un certo punto è sparito e nessuno ne ha saputo più nulla: ma si dice che appaia nel cortile e nella torre del castello sul lato Est.

La Signora Novarino, nata nel 1900 e proprietaria di una parte del Castello, negli anni ’90 ne scriveva nelle sue memorie. Si dice che si chiamasse Antonio Guzzetto e che sia stato sepolto nel Castello, ma non è mai stato trovato il luogo e il nome non è registrato negli archivi. Esiste un ritratto, un olio su tavola di fine ‘800, ma non si sa altro.

Fanciulle rapite e poi fatte sparire
Pare che gli Sforza amassero molto il gentil sesso, ma a modo loro, così che rapivano le fanciulle del borgo, ancora in fiore, e quando erano stanchi dell’uso delle loro grazie, le facevano sparire nei sotterranei o in qualche pozzo attrezzato con lame pronte a trafiggerne i corpi magari ancora vivi.

Dalla tradizione orale si sa anche di pozzi, sotterranei e cunicoli che sbucavano in qualche parte del paese lontana dal castello, dentro chiese o vicino al Ticino, per garantire vie di fuga, una forse fino alla Rocca di Angera. 

Un passo pesante che saliva le scale

La scala della Torre.

Dagli scritti della Signora Novarino, ultima castellana, si sa che la Signora Ester Gattinoni, in affitto a metà del ‘900 nella parte centrale che dà sulla piazza, lasciata sola tutte le notti (figli fuori, marito in osteria), sentiva un passo pesante che saliva le scale fino in solaio, e scendeva in cantina tutte le notti a mezzanotte.

Il marito non le credeva (le donne, si sa…), finché una sera rimase a casa armato di randello e corso su per le scale per fermare il ladro, si trovò si fronte ad una porta chiusa a chiave ed alle scale vuote.

L’ingegner Crippa, il padrone di casa della Signora Ester, che aveva abitato nelle stesse stanze, a un certo punto aveva cambiato ala di abitazione perché la sera, quando  correggeva i compiti di matematica dei suoi studenti, sentiva sospiri ed un vento gelido che gli soffiava sopra la spalla, facendo a volte muovere anche i fogli.

Non posso trattenermi dal pensare che anche i fantasmi abbiano una loro sensibilità verso gli strafalcioni degli studenti.

Si narra inoltre che nel parco privato interno si aprissero delle buche misteriosamente (c’erano gallerie sotterranee?) e si trovassero ossa umane.
Nei boschi attorno a Galliate ancora adesso pare ci siano presenze che hanno spaventato più di un visitatore notturno. Del resto sembra che anni fa Galliate sia stato un importante centro di esoterismo.

(Prima puntata – continua)
Foto di Donatella Galletti ©

Per saperne di più:
Il libro “Percorsi castellani da Milano a Bellinzona – I castelli del Ducato” ediz. Nexo:
https://www.academia.edu/2063719/Percorsi_castellani_da_Milano_a_Bellinzona._Guida_ai_castelli_del_ducato

Un interessante libro pubblicato dalla Proloco di Galliate sul primo castello
“Il Castello di Galliate nella storia del Borgo”, 1990 http://www.prolocogalliate.it/storia.php?id=606

Una biblioteca online nella quale potete trovare i romanzi di Le Fanu, in lingua originale. Books by Le Fanu, Joseph Sheridan (sorted by popularity) http://www.gutenberg.org/ebooks/author/272?sort_order=title

Donatella Galletti
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, diplomata in chitarra classica e in chitarra ad indirizzo liutistico, si interessa da sempre a tutte le discipline che possono aiutare a definire la conoscenza della persona e il miglioramento dei rapporti sociali e dello stile di vita di ciascuno, nonché alle arti in generale. Le piacciono la storia, i castelli ma anche i monumenti del Neolitico, i misteri irrisolti e tutto quanto può arricchire il patrimonio interiore.