Rinascere dalla depressione

SULLA DEPRESSIONE, IL DISTURBO PIU' DIFFUSO AL MONDO

Rinascere dalla depressione

di Maurizio Falcioni. Un'analisi di questa importante patologia (121 milioni di persone nel mondo) vista nel suo aspetto organico

In Italia la depressione è il disturbo più diffuso. A dare l'allarme è l'Istituto Superiore della Sanità. Si arriva quasi a tre milioni di persone, 121 milioni in tutto il mondo: e i dati sono in continua crescita.

Dovremmo quindi domandarci perché l'essere umano si sta deprimendo. Si tratta di una malattia che ha una componente di tipo organico? Ci stiamo intossicando con l'assunzione di cibi contaminati? C'è un fattore di tipo sistemico che coinvolge la storia biografica del soggetto sofferente? La risposta include tutti questi fattori.

Un segnale di allarme e un sistema di difesa
È in atto un processo interiore che sta raggiungendo il suo apice significativo. Allo stesso modo il pianeta si surriscalda come a voler mostrare all'esterno una condizione che nasce da dentro.

Forse la depressione è un segnale di allarme e un sistema di difesa che ci impedisce di continuare a fare quello che stiamo facendo. In alcuni casi si concretizza in un atto estremo preannunciato da numerosi segnali, come fanno ad esempio le cellule del corpo quando vanno in apoptosi.

L'apoptosi, il suicidio della cellula
Analizziamo quindi il processo di apoptosi del sistema biologico umano. L'apoptosi è una forma di morte cellulare programmata.

Questo è dovuto a svariati fattori uno dei quali ad esempio riguarda l'equilibrio e lo scambio energetico della cellula, la respirazione cellulare e l'insieme dei fattori che permettono ad essa di ricostruire le parti danneggiate.

Quando questo equilibrio si rompe la cellula produce una quantità di scorie che vanno letteralmente ad ustionarla attraverso la formazione di radicali liberi ed acidi. In questo modo l'ambiente interno diventa insostenibile, allora si attiva il processo di apoptosi, il suicidio della cellula.

Sintomi corporei e stato depressivo
Deprimendoci entriamo automaticamente in una crisi generalizzata, che deve essere osservata e non contrastata. Se il processo di apoptosi supera i limiti di guardia l'intera struttura corporea comincerà a percepire dei sintomi generalizzati, come ad esempio l'infiammazione cronica, la nebbia mentale, la stanchezza cronica. Conseguenza di questi sintomi sarà lo stato depressivo.

L'atmosfera interna, la matrice corporea che oggi sappiamo essere un organo a tutti gli effetti, se intossicata produce un alta percentuale di apoptosi. La conseguenza di tale intossicazione da vita a numerose patologie.

Il luogo dove viviamo, l'atmosfera esterna è anch'essa intossicata, ma c'è una radice ben più profonda che si alimenta da una fonte tossica, questa è la vera causa della depressione. Vedremo più avanti come questo psichismo è legato all'incongruenza.

Orientare l'attenzione verso il nucleo
È necessario orientare tutta la nostra attenzione verso il nucleo: è come un cerchio che si chiude.

Attraverso la depressione, ripiegati su noi stessi cominciamo a guardarci dentro: il dolore ad esempio può far nascere la meditazione e la preghiera.

La persona depressa non sta cercando una strategia conseguente ad una cura farmacologica fine a se stessa. Il soggetto depresso sta somatizzando un disturbo generalizzato, canalizza un malessere più grande, radicato nella sfera sistemica e quindi interconnesso ad una biografia collettiva.

L'essere umano dovrebbe adempiere al processo completo che lo attende e deprimersi a tutto tondo? Ripiegandosi su se stesso, sulle proprio incongruenze, e come la psicologia ci insegna, per mezzo di questo contatto, attivare una crisi interiore.

Gli effetti dell'incongruenza
Fermiamoci momentaneamente sul concetto di incongruenza in modo tale da poter scavare ancora più in profondità sulle cause della depressione. Comprendere gli effetti che ha sulla nostra vita l'incongruenza è davvero indispensabile; approfondiamo insieme questo aspetto.

Si parla di incongruenza quando non c'è una congruenza, cioè quando manca un legame logico. Mettiamo ad esempio che una madre abbia nei confronti del proprio figlio un atteggiamento possessivo, potremmo definire tale atteggiamento, “madre assorbente”. Una madre assorbente ed estremamente permissiva, la quale di fronte ad una richiesta rimane impotente, remissiva e cede senza condizioni alla volontà del figlio.

Mentre il giovane si diverte con gli amici, la madre a casa, sviluppa un'improvvisa infiammazione, la febbre sale e nella disperazione della propria solitudine la donna invia un sms al figlio scrivendogli: “Non fare tardi, sono a letto con la febbre”.
È naturale vedere in questo atteggiamento un meccanismo di incongruenza con valenza manipolativa, anche se la donna è consapevole solo di aver improvvisamente accusato un malessere fisico, da un punto di vista inconscio ha tentato invece di trattenere a se il figlio attraverso la propria malattia.

Ansia, depressione e incongruenze
Quando il soggetto entra in contatto con un'incongruenza di questo tipo si attivano delle difese sotto forma di ansia/depressione. Come sappiamo l'ansia e la depressione sono gemellati, si muovono reciprocamente scambiandosi in fasi alterne.

Questo ci fa capire che un soggetto depresso/ansioso potrebbe aver contattato il proprio nucleo di incongruenze. Non dovremmo vedere in modo negativo tale condizione perché la pressione generata è tale da far emergere il problema reale, dando vita a focolai di cambiamento e movimenti di sensibilizzazione molto efficaci.

Depressione, assenteismo e cambiamento
Secondo l'OMS nel 2020 la depressione sarà la causa principale di assenteismo dal lavoro. Contattare le proprie incongruenze potrebbe significare anche attivare un processo doloroso che ci porta a cambiare per forza maggiore i nostri modelli e comprendere ad esempio che le scelte fatte nella vita e che ci hanno portato ad essere ciò che siamo non erano del tutto in linea con la persona che saremmo voluti essere.

L'incongruenza in questo caso ci aiuta a non guardarci per quello che realmente siamo fino al momento in cui entriamo in crisi, cioè fino al momento in cui riusciamo a contattare il nucleo dell'incongruenza.

Riflessioni di ordine etico e morale
Questa osservazione ci porta a comprendere che ogni singola persona in questo momento storico è chiamata a fare una profonda riflessione di ordine etico e morale.

I tentativi e gli strumenti che le religioni di tutto il mondo hanno applicato in modo da risvegliare internamente una visione spirituale dell'uomo non sono serviti allo scopo e oltretutto potremmo dubitare, com'è giusto che sia, di questi strumenti religiosi e delle strategie di divulgazione che hanno generato un'incomprensibile orgia di credenze sorrette da forme ideologiche e teologiche.

Uno strumento per ritornare a recuperare il Sè?
Come si può chiaramente vedere dalle statistiche, l'effetto degli errori commessi ci sta portando lentamente a sottometterci alla legge naturale, quella legge che opera attraverso un ordine preposto e che, se non rispettato, attiva procedure di difesa, come la cellula che si auto-elimina nel momento in cui capisce che il suo ambiente è irrecuperabile.

Nello stesso modo l'essere umano entra in una depressione nel tentativo di contattare quella parte alienata, quindi in un disordine, che attraverso l'influenza di una propria mappa traumatica genera incongruenze e abitudini scomposte che hanno come conseguenza ultima l'attivazione patologica del sintomo, sia esso fisico che psicologico.

L'indagine approfondita che il depresso deve essere in grado di fare su di sé è una richiesta che il pianeta stesso gli chiede di fare.

Elaborare il proprio nucleo traumatico
A questo punto è necessario conoscere le competenze che ogni singolo individuo deve avere per poter agire su di sé in modo da elaborare il proprio nucleo traumatico per poi virare verso un nuovo stile di vita, più congruente con quelli che sono i principi ultimi dell'esistenza e dell'ordine naturale preposto.

Deve cioè riordinare la propria vita, sgrossare il superfluo, sciogliere i nodi che coagulano l'energia vitale, in poche parole deve essere in grado di rinascere a se stesso, un vero e proprio risveglio della coscienza, far entrare aria e luce all'interno della casa, un intervento di pronto soccorso all'anima esanime. Potremmo definire questo processo, un metodo di ingegneria interiore.

Che cos'è l'ordine naturale preposto?
Qualcuno molto probabilmente si domanderà che cosa significhi ordine naturale preposto. Per capirne il significato è necessario sperimentare sulla propria pelle il suo opposto, cioè il disordine.

La rottura di un ordine che sia esso biologico o psicologico porta ad una serie di conseguenze che in ultima istanza generano malattia. Potreste ad esempio verificare questo disordine attraverso l'effetto di un'abitudine alimentare scomposta o addirittura cercando di carpire le reazioni dell'organismo nel momento in cui viene immesso un elemento non tollerato.

Il corpo nella sua infinita intelligenza, che non è quella intellettuale, risponde a delle leggi biologiche, queste leggi non sono state scritte dall'uomo ma emergono dalla natura stessa. Sappiamo però che se avviciniamo una mano ad una fiamma percepiamo calore, sperimentiamo quindi una legge naturale che dobbiamo rispettare.

L'unico strumento a nostra disposizione
Questo modus operandi basato sull'esperienza diretta è in assoluto l'unico strumento che abbiamo a disposizione.

Le sensazioni ci aiutano a capire il linguaggio del corpo, più affiniamo questo strumento e maggiore sarà l'effetto ottenuto. In sostanza questo metodo è il fondamento della meditazione.

Ci troviamo dunque di fronte un bivio in una condizione di profonda angoscia e depressione, da una parte c'è la possibilità di rinascere alla consapevolezza per mezzo di una pratica, dall'altra parte c'è l'abisso dell'ignoranza dove saremo destinati a fare i conti con quella che i mistici chiamavano la terribilità di Dio.

Il paradiso e l'inferno si delineano sulla Terra tra consapevolezza e ignoranza. Spettatori di tale processo gli esseri umani consapevoli saranno presenti, senza alcuna paura.