La gioia del colore

All'Acquario Civico di Milano, dal 5 febbraio all’8 marzo

La gioia del colore

di Renata Pompas. Maria Cristiana Fioretti, prima protagonista del palinsesto “I talenti delle donne”, promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune

Maria Cristiana Fioretti è nata a Cingoli nel 1966. Artista poliedrica vive e lavora tra Milano e Mentone, in Francia. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Macerata ed è poi diventata docente all'Accademia di Belle Arti di Palermo, di Catanzaro, di Torino e ha tenuto diversi workshop presso Università e Facoltà europee di Belle Arti.

Attualmente è titolare di Cromatologia  e Direttore della Scuola di Decorazione all'Accademia di belle Arti di Brera (Milano).
Accanto all'attività didattica svolge un'intensa attività artistica ed espositiva tra cui ll colore dell'acqua, all'Acquario Civico di Milano, nella quale presenta 21 opere pittoriche e multimediali, tra cui una decina di tele della serie Meduse e un'installazioni site specific.

Mappe profumate
Maria Cristiana Fioretti insegna Cromatologia nella cattedra che a Brera fu di Luigi Veronesi e attorno al colore nella sue qualità percettive, compositive, estetiche, espressive e luminose è dedicata la sua produzione artistica.

Il percorso della mostra, a cura della compianta Raffaella Resch, allestito da Domenico Nicolamarino con la collaborazione di Gaetano Corica e Fabio Agrifoglio, comprende opere dell'ultimo decennio.

La serie delle Colormaps or spices (cm. 39x51, tecnica mista e spezie su mappe, 2015), mostra i luoghi degli affetti: le Marche in cui è nata, Mentone e Milano dove vive e le isole tropicali delle Keys, in Florida, dove risiede parte della famiglia di origine.

 

Le Colormaps or spices sono realizzate rielaborando delle mappe di cui Maria Cristiana Fioretti ha trattato la carta con stratificazioni di acqua di mare mescolata a spezie: curry, curcuma zafferano e zenzero, che ha poi reso tridimensionale con l'inserimento di riso e di erbe profumate, come anice, peperoncino, alloro, rosmarino.

 

Profondità marine

Ma quello che desidero descrivere è l'immersione festosa e ipnotica dei suoi colori, sempre irradianti una quieta luminosità interna. Muovendomi tra gli spazi dell'acquario civico mi sono trovata immersa nella felicità amniotica del blu, declinato nelle sue innumerevoli qualità tonali.

Ho trovato un turchese intenso e lucente, come quello che proviene dalla profondità del mare quando accoglie i raggi solari, animato dalle sagome gelatinose e rotondeggianti di piccoli celenterati in movimento, nella serie Meduse (cm. 110x56x6, tecnica mista su carta e legno, 2020), composta da una decina di tele realizzate con inchiostri che si dissolvono sulla superficie bagnata e si mescolano al blu cobalto, al verde giada e al porpora, da cui emana una luce interna al quadro.

I suoi blu mi rammentano le parole di Matisse: “Voglio arrivare a quello stato di condensazione delle sensazioni che fa il quadro. Sogno un'arte di equilibrio, di purezza, di tranquillità (…) Credo che il mio ruolo sia quello di trasmettere calma, perché io stesso ho bisogno di pace”.

 

Paesaggi cromatici
Sono smaglianti i paesaggi astratti nelle bellissime composizioni a collage della serie Dream in box (50x50x10, tecnica mista su carta e legno, 2010), realizzate con collage di carte dipinte con acrilici.

Il blu lapislazzuli, il rosa camelia, il fucsia, il viola amestitsta e il carminio, sono esatti nella loro stesura bidimensionale e creano morbide ondulazioni che evocano dolci prospettive, sottilmente profilate da carta di giornale strappata e sono posti in contrasto a cieli liquidi di colori trasparenti, dove gli inchiostri trascolorarano spumosi.

Luminosità acquatica
Interessata all'interazione tra la luce e il colore, nelle sue coniugazioni estetiche e percettive, Cristiana Fioretti sperimenta la luminosità dei colori, degli schermi, della luce di Wood, della qualità dei pigmenti e delle proprietà dei loro contrasti cromatici.

Sono retroilluminate le opere della serie LIGHTness (45x61, tecnica mista su acetato e tecnologia LEC, 2008) in cui una colata esuberante di colore blu zaffiro pare sciogliersi nel turchese e nel ceruleo chiaro dell'acqua cristallina.

Bagliori incandescenti
In SISMA (Trittico: cm. 150x300, tecnica mista su tela, 2017) il blu diventa elettrico, contenuto e delineato dalle linee in colori intensi e lividi degli strati geologici entro cui ribolle come una ferita il magma del terremoto che devastò il paesaggio umbro nel 2016, mescolati a brandelli di lana.

L'opera è dipinta con gamme infuocate di gialli, di arancioni, rossi e porpora contenute entro una gamma di blu profondi delineati da gialli e verdi acidi, colori acrilici che osservati alla luce nera di Wood si illuminano di bagliori sintetici fosforescenti e fluorescenti.

Serenità avvolgente
L'acqua gorgoglia all’interno di contenitori sferici trasparenti di plexiglas, illuminata da un soffuso chiarore celeste, nell'installazione Sensorial Space (Installazione con acqua, luce, suono, 2020) che immerge lo spettatore in una smagliante atmosfera di tranquillità amniotica.

Una mostra da non perdere!

Per saperne di più
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