Un film sulle opere di Leonardo

Un film sulle opere di Leonardo

di Sergio Ragaini. Un bellissimo documentario sulle opere di Leonardo Da Vinci, un genio che ha esplorato tutto lo scibile umano, fondendo nelle sue opere arte e scienza

Origine e anno: Gran Bretagna, 2020
Regia: Phil Grabsky
Durata: 102 minuti
Produzione:  Seventh Art
Distribuzione: Nexo Digital

Torino. "Autoritratto".jpg

Leonardo, un uomo che ha esplorato tutta la conoscenza umana, senza divisioni. Un uomo che ha incarnato lo spirito rinascimentale, e forse quello spirito che attraversa ogni possibile spazio e tempo, nel quale la conoscenza non ha confini, ma dove i vari campi di conoscenza divengono un tutt’uno, prendono mutualmente forme nuove, quasi come se, fondendosi, dessero origine a nuove matrici di conoscenza, completamente diverse.

Porsi davanti ad un’opera di questo grandissimo uomo di conoscenza (chiamarlo “artista” sarebbe davvero limitativo) vuol dire mettersi in quella contemplazione che, lasciando andare le proprie idee, ci permette di entrare in profonda contemplazione del suo atto creativo. E lì ritrovare il suo meraviglioso mondo interiore, dove tutto si collegava e dove non esisteva separazione.

Un film che lascia parlare le sue opere
Il film di Phil Grabsky, riesce a riportare questo meraviglioso effetto dentro di noi: attraverso le immagini, i suoni, i commenti di alcuni dei massimi studiosi d’arte del mondo, possiamo davvero, mentre questo lavoro scorre sul grande schermo, abbandonarci alle sensazioni, alle emozioni, lasciare che il tempo e lo spazio svaniscano in un istante, trovandosi di colpo proiettati nella vita, nel tempo di Leonardo, e toccando, anche se per un istante la sua genialità, la sua capacità di unire campi di conoscenza, il suo studio meticoloso.

E la sua capacità, davvero unica, di far parlare le sue opere, di dare loro una nuova vita, di superare la staticità, facendoci percepire, attraverso effetti di luce e tecniche sperimentate per la prima volta dall’artista, un senso di movimento, di flusso continuo. O, forse, qualcosa che supera lo stesso movimento, che crea una sorta di vortice che ingloba, in sé, qualsiasi spazio e qualsiasi tempo, in maniera da far percepire, in un momento, quella “dimensione assoluta”, per dirla con le parole del maestro Zen Thich Nhat Hanh, dove “non si viene e non si va, dove non c’è né prima né poi”.

La musica, un elemento trainante del lavoro

Londra. Tim Marlow, direttore della Royal Academy, dove è stato girato il film.

Tutto questo, nel film, davvero notevole, risulta molto bene. Due elementi colpiscono in maniera particolare: quello sonoro e quello visivo. In fondo, il cinema è fatto di suoni e immagini, e la musica stessa riesce a portarci all’interno della narrazione, enfatizzando le emozioni descritte sullo schermo.

In questo caso, la musica è un elemento trascinante del lavoro. Infatti, tutti i brani proposti sono rinascimentali, compresi quelli mirabili di Guillaume Dufay, con i loro intrecci polifonici, che ci portano lontano. La musica proposta ci trascina, quasi in un tunnel spazio temporale, tra il 1400 e il 1500, al cospetto del grande artista.

Leonardo amava molto la musica, e non la sentiva come disgiunta dalla pittura. Per lui tutto era collegato alla scienza: la pittura era l’immagine della scienza, mentre la musica il suo suono. In fondo, pur essendo il suono e l’immagine elementi molto diversi (il suono ha bisogno di un mezzo per propagarsi, la luce si propaga meglio senza alcun mezzo), sono comunque collegati. Ricordiamo che lo stesso Pitagora affermava che la geometria è “suono solidificato”.

In Leonardo pittura e musica si fondono
In un certo senso, nell’opera di Leonardo, la sua espressione artistica è come musica, dove ogni chiaroscuro, ogni tratto, ogni sovrapposizione di colori, diviene come una melodia. E la musica proposta, che accompagna il tutto, diviene a sua volta immagine, si fonde con il tratto pittorico di Leonardo, lo accompagna, ne diventa parte. Grazie alla musica, ogni immagine, ogni parte di un dipinto, prende il volo in un suono, passa nell’aria, nell’impalpabile.

E, nello stesso tempo, diviene essenza del tutto, va verso l’assoluto, diviene parte di ogni tempo. Tutti i grandissimi, come Leonardo, appartengono non ad un luogo, ad un’epoca, ma a tutte le epoche possibili.

L’immagine aiuta sicuramente in questo: i movimento della macchina da presa, infatti, sono lenti, cadenzati. E non inquadrano solo un singolo quadro: entrano nei suoi particolari, nelle pieghe della vernice, fanno percepire elementi che nemmeno ad occhio nudo si potrebbero vedere.

La percezione dei dettagli

Firenze, Galleria degli Uffizi. "L'Annunciazione".

Questa è un’altra delle grandezze di questo film: andare laddove l’occhio non potrebbe osservare. Infatti, anche osservando un quadro, seppure da vicino, dove possibile, non si può entrare in questo livello di dettaglio.

Il dettaglio che ne possiamo ricavare è sempre piuttosto basso, ed è relativo alla percezione dell’occhio. In questo caso, invece, le inquadrature, così ravvicinate, così centrate sui particolari, fanno percepire oltre la percezione naturale. Mostrando un mondo quasi nascosto, che nessun occhio umano potrebbe cogliere.

La ripresa parte sempre da una panoramica di tutto il quadro, per farcelo apprezzare nella sua interezza. Poi scende nel dettaglio, un dettaglio incredibile, dove le micro crepe della vernice sono lì, davanti a noi, un invisibile che ora diviene visibile. Un invisibile che ci mette a contatto col tempo, e nello stesso momento lo supera, portandoci fuori da esso, portandoci nella dimensione dell’arte, dove tutto è qui ed ora.

Poi, spesso, dopo essere entrati in un dettaglio quasi estremo, dopo essere entrati in un livello di precisione incredibile, ecco di nuovo che si torna alla globalità del quadro. Una globalità che ora, dopo averlo visto così in dettaglio, ci appare diversa, nuova, ci rivela aspetti che prima non ci avrebbe rivelato.

Monna Lisa, il quadro "per eccellenza"

Parigi, Louvre. "La Gioconda".

Lo scendere così tanto nei particolari delle opere ci fa capire anche la grandezza di questo artista. Un artista che, sin da giovanissimo, ha avuto ambizione, forse perché figlio illegittimo, di dire la sua nella vita. Va a bottega dal Verrocchio, uno dei principali artisti italiani, e lì apprende nuove tecniche. Ma da lì parte per una sua costruzione, che non ha eguali. Inizia ad usare la pittura ad olio, più “lenta” della tempera, ma nello stesso tempo più capace di creare effetti di luce, proprio per la sua brillantezza.

E Leonardo porta la tecnica ad olio a livelli quasi impensabili, utilizzando, talvolta, solo il colore per creare effetti. È il caso di Monna Lisa, o La Gioconda, che viene definito come il quadro "per eccellenza”, il simbolo dell’arte. Qui la gentilezza del volto, la sua dolcezza, è data dall’uso di diversi strati di colore. Strati che sono mostrati nei particolari, facendoceli toccare con mano.

In altri quadri, come il celeberrimo “San Giovanni Crisostomo”, di fatto vengono utilizzate solo contrapposizioni tra chiari e scuri. Quel dito che punta verso l’alto, poi, apre a tantissime possibilità, comprese quelle più particolari. Che ci potrebbero addirittura portare a pensare Leonardo come proveniente da altri mondi.

La passione per la scienza
Nelle opere di Leonardo appare anche la sua passione per la scienza, che prende in ogni momento forma. In un’opera incompiuta, il San Girolamo, appaiono molto bene i suoi studi sui muscoli, che qui vengono mostrati in una costruzione della figura quantomai realistica, che pare superare le due dimensioni, per portaci in un universo multidimensionale.

Quell’universo che, forse, questo grande genio aveva toccato con mano, aveva intuito secoli prima che venisse codificato. Ma, ben lo sappiamo, i grandi sono avanti nel tempo, e con il tempo si possono permettere di giocare, sapendo che mai il tempo li vincerà, perché ciò che hanno fatto li renderà immortali. Dello stesso Charlie Chaplin, durante una serata in suo onore, era stato detto che “Il tempo era il suo più grande amico”: in fondo, il tempo permette alla grandezza di espandersi, di superare i confini limitati, e di diventare universale.

Il valore dell'opera di restauro

Milano, Cenacolo. "L'ultima cena".

Il tempo ha comunque operato anche nell’opera di Leonardo: nella stessa Ultima Cena, esposta a Milano a Santa Maria delle Grazie, i segni del tempo sono visibili.
Nel film, comunque, appare anche il valore dell’opera di restauro, che riesce a riportare in vita ciò che il tempo ha annebbiato e gli ridona una nuova esistenza.

L’elemento spazio-temporale è trattato, nel film, in maniera davvero notevole. La vita di Leonardo è lì, nelle sue opere, che vengono mostrate quasi in maniera diacronica, dagli esordi sino alla sua morte, in Francia. Nei suoi dipinti scorre la sua vita, le tappe di un’esistenza che l’ha visto spostarsi parecchie volte, anche in età più avanzata. Spostamenti che permettevano all’artista di ricominciare ogni volta, ma con un grande bagaglio alle spalle.

Un artista, e questo appare, con il quale era difficile avere a che fare: infatti, la sua sete di conoscenza e di esplorazione lo portava ad iniziare tanti lavori, spesso senza concluderli. Su alcuni vi lavorava per anni, senza considerarli mai finiti. È tipico della ricerca di perfezione: non sentirsi mai arrivati, ma sempre in cammino. Ed è la prerogativa dell’intelligenza, della voglia di superare sempre il proprio limite, di andare verso qualcosa di completamente nuovo.

Dall'Italia, a San Pietroburgo, a Cambridge e poi Parigi
Anche l’elemento spaziale è tale per cui si va oltre, nel film. Infatti, si passa da un luogo all’altro con assoluta continuità. Da Santa Maria delle Grazie a Milano ci troviamo all’Hermitage di San Pietroburgo, al Museo Czartorysky di Cracovia, al Fitzwilliam Museum di Cambridge sino al Louvre di Parigi.

Le inquadrature, spesso, insistono anche su questi luoghi, ce li mostrano in vari momenti della giornata, compresi i loro esterni e la vita che scorre nella città che li ospita. Anche questa è bellezza: i luoghi fisici dove le opere di Leonardo sono hanno la loro importanza. E fanno capire come lo spazio stesso possa essere superato, come questi luoghi possano essere scambiati, come si possa volare dall’uno all’altro, in un continuum dove la separazione non esiste, e dove la ricerca dell’unità è sempre la principale prerogativa.

C'è anche un aspetto mistico, di ascesi spirituale

Cracovia, National Museum. "Dama con l'ermellino".

Parigi, Louvre. "Vergine delle rocce".

Un’unità che, per Leonardo, vuol dire anche andare oltre, per cercare questo oltre nelle cose e nell’arte stessa. E così, anche l’aspetto mistico, di ascesi spirituale, compare con forza, per esempio nella Vergine delle Rocce.

Qui, la grotta sullo sfondo, farebbe pensare all’Immacolata Concezione, alla Vergine concepita senza peccato originale, quindi fuori dal ciclo delle nascite e delle morti: nel Buddhismo si direbbe nel suo stato di Bodhisattva, un essere già liberato che torna per aiutare gli altri a liberarsi. Ho volutamente incrociato diverse spiritualità perché credo che l’essenza dei quadri di Leonardo non possa essere legata a qualcosa di specifico, ma debba necessariamente andare al di là, per rivelarne in profondità la sua bellezza.

Il film documentario dura oltre 100 minuti: la sua lunghezza, per un lavoro di questo tipo, è notevole. Tuttavia, questo tempo passa in un soffio: in fondo, lo scopo di questo film è portarci oltre lo spazio e il tempo, dove tutto si collega. Di conseguenza, il tempo scorre veloce, soprattutto se ci si lascia portare, se si accetta di “entrare” nel quadro, nello schermo, respirando le atmosfere delle immagini e dei suoni. Per capire la grandezza di un autore. E diventarne, in un istante, parte. E scoprire la bellezza di quanto si è appena visto, portandolo con sé.

Per saperne di più:
Il film è distribuito da Nexo Digital. Riferimenti sul sito:
http://www.nexodigital.it/

Altri riferimenti, sul sito inglese : https://exhibitiononscreen.com/

Il Film è stato prodotto da “Seventh Art Productions”, che ha sede a Brighton (Regno Unito). Il sito inglese di riferimento è:  https://www.seventh-art.com/