Ma la storia non ci ha insegnato niente?

Ma la storia non ci ha insegnato niente?

di Manuela Pompas. La presenza di tanti extracomunitari ha messo in luce un brutto aspetto di molti italiani, il razzismo

Due anni fa dopo aver pubblicato un articolino su questo magazine, dal titolo Italiani brava gente. Razzista (illustrato con le foto del film 12 anni schiavo, a dx.) ho ricevuto anche degli insulti, perché noi per carità no, non siamo razzisti.

Solo gli altri. Tanto per rinfrescare la memoria, riporto una parte del mio testo.

Ricordate? Anche noi siamo stati discriminati
Molti da noi hanno la memoria corta. Io negli anni ’50-'60 ero piccola, ma ricordo bene quanti immigrati nostri finivano in Belgio, in Germania, in Svizzera, a fare lavori umili, lavapiatti, meccanici, minatori, malpagati come creature di quart’ordine, paria, spesso umiliati, maltrattati come miserabili.

Nel Sud del nostro Paese c’erano interi paesini di sole donne, vedove bianche: i loro figli, compagni, mariti avevano dovuto andare all’estero a lavorare, per far mangiare le famiglie. E noi italiani, anche da turisti, spesso eravamo trattati male: ricordo, adolescente, di essere entrata a Merano in una pasticceria con i miei e poco che ci è mancato che ci cacciassero. Altro che italiani brava gente.

Una volta cercavamo fortuna all’estero…
adesso c’è chi la cerca in Italia
Oggi assistiamo a un fenomeno opposto: l’Italia del dopoguerra ha conosciuto il benessere, la stabilità, il lavoro sicuro (ahimè, questo fino a qualche tempo fa) e allora arrivano da noi per cercare lavoro e fortuna. E sbarcano a migliaia. Un vero problema.

È vero, tra loro ci sono anche delinquenti, spacciatori, purtroppo anche infiltrati terroristi. Ma non si può fare di un’erba un fascio. E di questo problema ci deve pensare il governo, non si risolve trattando male questi poveretti.

Abbiamo tanto criticato gli americani per il loro razzismo (Il buio oltre la siepe, Indovina chi viene a cena, Dodici anni schiavo, Il colore viola tanto per citare qualche film) e adesso stiamo diventando razzisti noi.

Dopo aver letto sulla Gazzetta di Reggio della morte di un 12enne pakistano morto in un canale a Luzzara, un lettore ha postato sulla pagina Facebook del giornale "Per fortuna che l'hanno trovato morto se no ci toccava mantenerlo”.
D’altronde una recente inchiesta ha rivelato che gli italiani sono i più razzisti d’Europa: noi cattolici! ma solo la domenica a messa, ovviamente…

“Ammazza el negar” E sotto una svastica
Gli episodi sono veramente tanti. Ragazzi, coppie, famiglie cacciati da locali o da alberghi perchè hanno la pelle nera. Intolleranza sui campi di calcio (soprattutto a Roma) e contro gli sportivi. E anche contro i bambini.

Una storia recente, la scritta sui muri della casa di Melegnano dove abita una famiglia che ha adottato un ragazzo senegalese: “ammazza al negar”, con sotto una svastica.

Già una svastica. Perché il razzismo è fomentato dall’estrema destra, dai nazi, dagli sbandati e anche da Salvini, anche se lui si difende: «Io rispetto il dolore di una mamma, abbraccio suo figlio e condanno ogni forma di razzismo», aveva dichiarato .«E la signora rispetti la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani, che io concretizzo come ministro. Bloccare gli scafisti e i loro complici, fermare l'immigrazione clandestina ed espellere criminali è semplicemente giustizia, non è razzismo».

Qualcuno ricorda che siamo tutti fratelli
Per fortuna c’è qualcuno che si ricorda che siamo tutti fratelli e che dobbiamo aiutarci. Cinque anni fa il professor Calò di Treviso, docente di storia e filosofia, ha deciso con la sua famiglia - la moglie Nicoletta, insegnante e quattro figli - di ospitare sei giovani immigrati, con regolare permesso di soggiorno. Li fatti studiare, offrendo loro la possibilità di una vita normale. E, ora, trovato un lavoro regolare, se ne sono andati, per vivere la loro strada. «Se l’abbiamo fatto noi, lo può fare lo Stato», ha dichiarato Calò.