Buon compleanno, Federico

Buon compleanno, Federico

di Manuela Pompas. Il 20 gennaio ricorre il centenario delle nascita di Fellini. Rimini, il mondo del cinema e chi lo ricorda con affetto si prepara a festeggiarlo

In occasione del centenario dalla nascita di Federico Fellini (20 gennaio 1920) tutto il mondo lo ricorda. Prima fra tutti la sua città, Rimini, con una grande mostra e l’imminente inaugurazione del Museo Fellini.

A Bologna verrà proiettato Lo sceicco bianco  (1952, presentato alla Mostra del cinema di Venezia andò malissimo), il primo di una lista di capolavori felliniani restaurati che torneranno in sala per il centenario, grazie all'impegno di Cineteca di Bologna, Cineteca Nazionale e Istituto Luce.

E a Milano il 20 ci sarà un convegno a Palazzo Reale e a seguire una mostra a lui dedicata. Inoltre la Cineteca proporrà una serie di suoi film al Museo Interatativo del Cinema.
Fellini verrà ricordato anche all’estero (Woody Allen l'ha sempre celebrato, ispirandosi a lui per alcuni suoi film). Il Guardian ha pubblicato una classifica di tutte le opere del grande regista di Peter Bradshaw.
La Repubblica gli ha dedicato tutto l’inserto di Robinson con tante firme (Scalfari, Aspesi, Citati, Corrias, Zavoli, tanto per fare qualche nome), ognuna delle quali scandaglia con affetto uno degli innumerevoli lati del grande regista, il suo amore per il cinema, le donne, Giulietta Masina, Rimini, il mistero.

Un genio, che ha rivoluzionato il cinema

Marcello Mastroianni in "8 1/2"

Un genio, che con i suoi film – a partire da 81/2 e La dolce vita ha rivoluzionato il modo di far del cinema, uscendo con le sue opere oniriche dal Neorealismo. Tutti i suoi film nascevano dal suo inconscio: girava seguendo la sua voce interiore, aveva una creatività molto vicina alla medianità, attingeva alle sue intuizioni nel profondo della psiche, nei sogni (“il sogno di una mente in stato di veglia”) che popolavano anche le sue sedute con il grande psicanalista junghiano Ernst Bernhard e i suoi disegni.

E dirigeva gli attori in modo quasi ipnotico, creava un transfert, un pathos, perché loro diventassero ciò che lui si aspettava. Amava la moglie, Giulietta Masina e insieme Sandra Milo, ma anche le sue interpreti, donne truccate in modo vistoso e soprattutto molto formose (come Gradisca, Saregina o la Ekberg), alcune raffinatissime, ma più spesso volgari.

Amava sperimentare la vita

Mastroianni e Anita Ekberg in "La dolce vita"

Amava sperimentare tutto, capire, sondare l’animo umano: questo l’aveva spinto a provare anche l’LSD, su suggerimento di Emilio Servadio.

Era affascinato dal mistero e dalla trascendenza (ma aveva paura della morte), che lo aveva spinto a conoscere Gustavo Rol, di cui era diventato amico.

Più volte aveva dichiarato che da giovane avrebbe voluto diventare un mago, una passione che avrebbe voluto portare poi sullo schermo con un film mai realizzato, Viaggio a Tulun, ispirato all’antropologo Carlos Castaneda (iniziato dagli indios yaquì, che però si era lasciato manlamente conquistare dalla sete di potere).

Il mio incontro con Fellini
Il cinema di Fellini aveva fatto parte di un momento difficile della mia vita. Una scena de La strada mi aveva aiutato a uscire dal dolore.
Poi nel 1970, giornalista affascinata dal mondo del mistero - che mi aveva toccata forse a mia insaputa, con sogni e intuizioni adolescenziali - avevo proposto la mia prima inchiesta sul mondo esoterico.

La Masina in "Giulietta degli spiriti"

Dopo aver intervistato una serie di sedicenti maghi - in realtà pataccari – ero volata a Roma per incontrare qualche studioso e… Fellini. Era già uscito Giulietta degli spiriti, in cui la protagonista (Giulietta Masina) partecipa a sedute medianiche. Un film nato dalla frequentazione di Fellini con maghi, medium, astrologi…

Avevo chiamato casa sua; parlando con la Masina le avevo detto qualcosa che l’aveva sorpresa e mi aveva dato il telefono del marito.

Lui mi aveva ricevuta a Cinecittà verso le sette di sera. Bonario, serioso, curioso, mi parlava troneggiando dalla sua scrivania con la sua vocina da sirena che forse era un gioco (un giorno, chiamando a casa mia per parlare con un amico comune, aveva usato un tono normale, anzi maschio, profondo).

Sandra Milo (qui in "8 1/2"), è stata per anni la compagna segreta di Fellini.

Io avevo poco più di vent’anni ed ero ardita e nello stesso tempo molto intimidita dal Maestro. L’avevo quasi sfidato con le cose che sapevo di lui, poi avevamo parlato di analisi, di Jung, un mito per entrambi, di sogni, di paranormale.

Ma ero troppo giovane e alle prime armi per interessarlo. Mi aveva invitata a chiamare la sua amica pittrice Anna Salvadori, una bellissima donna dotata di facoltà medianiche, che faceva parte del suo entourage.
E naturalmente, negli anni, ho visto quasi tutti i suoi film…

Che non potremo dimenticare, per il loro linguaggio unico, la fantasia e spesso la denuncia dei costumi dell’alta società, della Chiesa, dei vizi.
Certo, come in un racconto onirico, pieni di simboli e di significati nascosti.
“Nei suoi film”, scrive Vittorio Lingardi su Robinson Fellini impasta memoria e miraggio, l’inconscio personale con quello collettivo. Malin-comico e sensuale, aggiunge circo, avanspettacolo, fumetto, caricatura e dà forma alle sue fantasie, le più paurose e le più erotiche”.

I film più famosi:
"Lo sceicco bianco", 1952
"I vitelloni", 1953
"La strada", 1954
"Le notti di Cabiria", 1957
"La dolce vita", 1960
"8½", 1963.
"Giulietta degli spiriti", 1965
"Roma", 1972
"Amarcord", 1973
"Casanova", 1976
"Ginger e Fred", 1985.
"Prova d'orchestra", 1979
"La città delle donne", 1980
"E la nave va", 1983
"Ginger e Fred", 1986
"Intervista", 1987
"La voce della luna", 1980.

Per saperne di più:
della stessa autrice:
"I miei incontri con Rol e Fellini"
"Per lo zio Federico ridivento Fellinette"
Giorgio Cozzi: "Il leggendario Gustavo Rol"