La Terra diventa sempre più calda

La Terra diventa sempre più calda

di Sergio Ragaini. Tutte le cause - negate tra gli altri da Trump e Bolsonaro - all'origine dell'aumento del riscaldamento globale, dovuto alle politiche ambientali

Foto di Gerd Altmann per Pixabay.

Credo che sia stato impossibile, nelle ultime estati trascorse, non avere percepito valori termici davvero eccessivi, almeno per queste latitudini.

Molti di noi ricordano ancora, quasi come un incubo, la lunga e caldissima estate del 2003. Tuttavia, quella è stata "globale" solo a certe latitudini e in certi luoghi.

Ricordo ad esempio, nella mattina del 15 giugno, quando le temperature a Milano erano quasi insopportabili, di avere guardato le temperature oltralpe, registrando questi valori: Bruxelles 23-15, Parigi 24-16, Amsterdam 19-11.

Quindi, oltralpe le temperature erano piuttosto fresche. Però poi queste si sono molto alzate ovunque. Ma solo in un certo periodo di agosto: per il resto dell’estate, lì la temperatura era nelle loro medie.

Qualche dato delle temperature in Europa
Nelle estati dal 2014 al 2019 le temperature hanno raggiunto livelli davvero impossibili.
L'anno scorso sono stati polverizzati diversi record termici in Europa. In Polonia, ad esempio, durante l'ondata tropicale di fine giugno, sono stati raggiunti i 38,2 gradi, in Germania i 38,9, in Svezia i 35.

E anche, ad esempio, nella piccola cittadina di Imst, nel Tirolo Austriaco, sono stati raggiunti i 37,5 gradi. E la cittadina si trova a 700 metri di altitudine!

Insomma: pare proprio che ogni anno superi il precedente record termico.
E a proposito di record, il 18 settembre 2018 la temperatura massima aveva toccato i 33 gradi. Ma non a Milano, bensì a Colonia!

Questi sono dati scientifici e rilevazioni effettuate. Dati e rilevazioni che ci dicono che a Milano, a fine giugno, c'erano 34 gradi attorno alla mezzanotte: non a caso si era parlato di “notti tropicali”.
Dati, quindi, che parlano di aumento termico. E davvero notevole!

Qualcuno potrebbe obiettare (e i detrattori del riscaldamento globale lo fanno spesso) che a maggio 2019 era freddo. È vero, ma solo qui! Qui, effettivamente, c'era una bolla di aria fredda, che però non c'era altrove! In Siberia, ad esempio, erano stati toccati i 31 gradi!
E anche nel 2014, dove nell’Italia Settentrionale si è avuta una delle estati più fredde e perturbate di sempre, ad esempio in Polonia la temperatura era superiore a 30 gradi, e lo è stata per diverso tempo!

Naturalmente il tempo e il clima sono cose differenti: il tempo meteo è locale e dipende da circostanze contingenti, mentre il clima è più"globale" e dipende da fattori diversi e più complessi. Quindi, credo che il rialzo termico sia ormai fatto acquisito. E non credo che possa essere messo in discussione.
Definito quindi l'aumento termico come dato di fatto, credo incontrovertibile, resta ora solo da discutere le cause di tutto ciò.

Le cause dell'aumento termico

Su questo fatto, ancora oggi, si scatenano le ipotesi più disparate.
Molte di queste, ancora oggi, e nonostante i dati in nostro possesso, vogliono in qualche modo negare ogni responsabilità umana, o almeno ridurla drasticamente.

Foto di Alexander Antropov da Pixabay.

L'ipotesi in questione, caldeggiata tra gli altri da Donald Trump, Presidente degli USA, e da Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile, è che tutto questo avvenga per cause naturali.

Questa ipotesi prende il via dall'osservazione che, nella storia della Terra, vi sono state diverse alternanze di climi.

Ad esempio, ai tempi dei dinosauri, nel Mesozoico, il clima sulla terra era caldo e umido. È stato pare l'avvento di un meteorite a cambiare la posizione dell’asse terrestre, e quindi i clima, causando la scomparsa dei dinosauri.

Trump, l'aumento del clima non dipende da cause naturali!
Tuttavia, è proprio dall’osservazione delle tempistiche di questi fenomeni che si può smentire categoricamente l’ipotesi delle cause naturali. Per dimostrare tutto questo consideriamo due episodi della storia della Terra.
Il primo è relativo alle glaciazioni che sono avvenute sulla terra in epoca relativamente recente (ovviamente sempre relativamente alla storia di questo Pianeta). A queste glaciazioni l'uomo è sopravvissuto grazie all'invenzione del fuoco.

Di queste quattro glaciazioni la peggiore è stata l'ultima. Probabilmente è dal disgelo di questa che sono nati miti come il diluvio universale, anche se è possibile che entrando molta vapore acqueo nell'atmosfera, a causa del disgelo, vi siamo state piogge anche molto intense per diverso tempo.
A parte questa riflessione, consideriamo le tempistiche: le glaciazioni sono avvenute in un arco di tempo di circa 500.000 anni. Quindi una per ogni 125.000 anni. Si tratta di tempi molto lunghi. Come per buona parte degli eventi terrestri che avvengono per cause naturali.

La scomparsa dei dinosauri
Vediamo invece l'altro caso, quello della scomparsa dei dinosauri. Questo è avvenuto, è vero, in un tempo quasi repentino, ma a causa di un evento di un certo rilievo, come la caduta di un meteorite che ha spostato addirittura l'asse terrestre, cambiando il clima.

Se osserviamo la storia della Terra negli ultimi decenni, vediamo che non vi sono stati eventi così catastrofici come la caduta di enormi meteoriti: eppure, la temperatura media è salita tantissimo.

Si possono quindi escludere cause naturali, che avvengono solo, come visto, su tempi molto lunghi, nell'ordine della migliaia di anni, se non è decine di migliaia, o in presenza di grandissimi eventi, come quello del meteorite.

Effetto serra: da smentire le cause naturali
Le cause devono quindi essere diverse. E, non essendo esterne all'uomo, devono necessariamente derivare da qualche azione dell'uomo stesso. Quindi, la temperatura media è aumentata a causa di qualche azione da noi compiuta che ha modificato alcuni parametri, in modo da fare sì che l'aumento termico si manifestasse in un arco di tempo così breve.

La causa di tutto questo, ormai pare provato, è il cosiddetto "effetto serra", vale a dire quel fenomeno per cui il calore rimane come "intrappolato" nell'atmosfera terrestre e ha una minore possibilità di fluire.

In parole povere è come se rivestissimo un corpo di materiale isolante: questo tratterrebbe di più il calore. Una tecnica di questo tipo, ovviamente, è utilizzata in molto casi, come nelle abitazioni, per fare sì che il calore rimanga più tempo nell'ambiente, diminuendo di conseguenza la quantità di combustibile necessaria per scaldare.

Il fenomeno è utilizzato anche in alcuni tessuti di nuova generazione, quali il Gore Tex: invece che fornire molto calore, si tende qui a fare in modo che il corpo usi il suo stesso calore, limitandone la dispersione. In tal modo, il corpo si riscalderà proprio perché l'emissione di calore dallo stesso sarà inferiore.

Effetti positivi e negativi dei gas serra

Foto di Emilian Robert Vicol da Pixabay.

Questo meccanismo di trattenere il calore esiste, in maniera simile, anche nell’atmosfera terrestre: quello che permette ciò, agendo in maniera non molto dissimile da quanto visto prima, sono i cosiddetti "gas serra": si tratta di quei gas che permettono di trattenere il calore nell'atmosfera, limitandone la dispersione.

Questi gas hanno una funzione fondamentale molto positiva: infatti, permettono di trattenere quel calore che permette anche la nostra vita. Se i gas serra non ci fossero, infatti, si stima che la temperatura media, a latitudini ora definite "temperate", sarebbe di circa 18 gradi sotto zero.

A quelle temperature la nostra stessa vita, almeno come noi la conosciamo, sarebbe almeno problematica: infatti, quasi nessuna delle forme vegetali e animali oggi esistenti sarebbe possibile, con gravi problemi quindi per lo stesso approvvigionamento del cibo: e poi, vivere costantemente a quelle temperature renderebbe problematiche molte cose!

In Natura tutto è in equilibrio. È l'uomo che porta cambiamenti...
Tuttavia, la Natura è sempre in un sottile equilibrio, e basta pochissimo per romperlo. Un esempio fra tutti: un corpo che ruota attorno ad un pianeta lo deve fare ad una velocità definita: se ruotasse troppo velocemente, uscirebbe dalla sua orbita, mentre se lo facesse troppo lentamente si schianterebbe sulla sua superficie. Queste orbite si chiamano "geostazionarie", e sono appunto legate ad una determinata velocità.
L'esempio credo possa dire molto chiaramente come, in Natura, tutto sia in equilibrio.

L'uomo, tra le specie animali sulla Terra, è l'unica che in qualche modo ha indotto i cambiamenti più drastici nel Pianeta: tutte le altre specie, infatti, hanno sempre utilizzato e utilizzano le risorse naturali, senza però modificare pesantemente l'ecosistema.

L'uomo, invece, lo sta facendo direi da sempre, e sempre di più questo avviene nelle epoche recenti. Tra i cambiamenti indotti dall'uomo - quelli che qui ci interessa considerare - sono due: la deforestazione e l'aumento di gas serra: infatti sono le principali cause dell’aumento delle temperature.

L'anidride carbonica aumenta l'effetto serra
Tra i gas serra uno riveste particolare importanza, l'anidride carbonica. Questa viene identificata come qualcosa che, in qualche modo, rende l'aria irrespirabile.
In effetti questa è una delle conseguenza, e non a caso, proprio per questo fatto, le foreste vengono definite "polmoni verdi" del Pianeta. L'anidride carbonica, assieme ad altre sostanze, contribuisce all'inquinamento atmosferico.

Tuttavia, il problema è ancora diverso: l'anidride carbonica nell'atmosfera aumenta, essendo un gas serra, l'effetto serra. Aumentando l'anidride carbonica, quindi, il calore tende ad avere più difficoltà nel disperdersi, e di conseguenza la temperatura terrestre aumenta, anche considerevolmente.

Ed è quello che sta accadendo oggi: la temperatura media del Pianeta è infatti aumentata di oltre un grado. Pare poco, ma a livello globale si tratta di un aumento enorme.

Da cosa deriva l'aumento di CO2?

Foto di Gerd Altman da Pixabay.

Prima di esaminare le conseguenze di tutto questo, vediamo da cosa deriva questo aumento di anidride carbonica.

La causa principale di queste emissioni sono i cosiddetti "combustibili fossili".

I più noti sono il carbone e il petrolio; il primo è quello dalle più alte emissioni: tuttavia anche il petrolio e i suoi derivati contribuiscono pesantemente all'effetto serra.

Mentre, per cause naturali, l'anidride carbonica nell'atmosfera varia in moltissimo tempo (nella storia dell'uomo si era verificato un aumento, oltre che nelle glaciazioni, in circa 7000 anni, ma solitamente i cicli sono di circa 150.000 anni), l'azione dell'uomo ha causato invece un brusco e sotto molti aspetti brutale aumento: negli ultimi 50 anni, infatti, la quantità di anidride carbonica presente nell'atmosfera è salita tantissimo, quasi in maniera esponenziale.

Oggi il suo quantitativo presente nell'atmosfera terrestre è attorno a 439 parti per milione (si indica con ppm), secondo alcuni dati, mentre altri dati riportano il valore di 407: ricordiamo che il quantitativo superiore a 350 è già considerato "soglia di pericolo", e questo limite è stato superato di circa il 30%, secondo un dato, e comunque di oltre il 16% secondo l’altro dato.

Potremo ancora vivere su questo pianeta?
La crescita di questo gas nell'atmosfera è tra l'altro quasi esponenziale: questo significa che, in pochi decenni, il riscaldamento terrestre potrebbe essere tale da rendere la terra incompatibile con la stessa vita umana. E qui non si fa catastrofismo, ma si portano dati ben precisi.

La deforestazione, di cui parlavo poco fa, è un altro fattore che contribuisce all'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera. Infatti, come molti di voi sapranno, le piante, attraverso la fotosintesi clorofilliana, assorbono anidride carbonica, ritornando ossigeno. La deforestazione, quindi, oltre a togliere ossigeno nell'atmosfera, necessario per la vita, fa sì che il quantitativo di anidride carbonica presente, non assorbita dalle piante, sia ancora maggiore.

(1a puntata continua)
 

Per saperne di più:
Articolo  del 2015 “Vivere ai tempi del cambiamenti climatico”:
https://www.eea.europa.eu/it/segnali/segnali-2015/articoli/vivere-ai-tempi-del-cambiamento-climatico

Interessante l’articolo sul cambiamento climatico apparso su “Lifegate” il 3 luglio 2017:
https://www.lifegate.it/persone/news/cambiamenti-climatici-cause-conseguenze

Su “Repubblica” un articolo recente (14 ottobre 2019) relativamente al clima nell’Artico:
https://www.repubblica.it/ambiente/2019/10/14/news/cambiamenti_climatici_troppa_neve_nell_artico_a_rischio_piante_e_animali-238529406/

Sulla sezione “Infodata” de “Il Sole 24 Ore”, una serie di dati che “raccontano” i cambiamenti climatici. L’articolo è decisamente recente (4 ottobre 2019). I dati provvisti sono molto espliciti:
https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/10/05/cambiamenti-climatici-salute-globale-cosa-dicono-dati-la-letteratura-scientifica/

Articolo del 26 settembre 2019 sui 500 scienziati che considerano i cambiamenti climatici una “bufala”: https://www.qualenergia.it/articoli/i-500-scienziati-e-la-bufala-dellemergenza-climatica-che-non-esiste/

Digitando come chiave di ricerca “Articoli accademici per cambiamenti climatici” si troverà molto materiale.