Natale, simbolo perenne tra storia e religioni

Natale, simbolo perenne tra storia e religioni

di Ubaldo Carloni. Il Natale (festeggiato anche da altre religioni) cade il 25 dicembre, una data collegata al solstizio d'inverno non riportata in nessun Vangelo

Secondo la tradizione cristiana Gesù è nato il 25 dicembre a mezzanotte: ma tale data non è riportata in nessun Vangelo. Fin dai primi secoli i Cristiani svilupparono diverse tradizioni, basate quasi esclusivamente su ragionamenti teologici.

La festività del Natale in Occidente

Giotto. "Natività". Cappella degli Scrovegni. Padova

A seconda dei criteri adottati e dei testi interpretati, il giorno della nascita risultava essere avvenuto in date diverse, tanto che il filosofo Clemente Alessandrino (150 - 215 d.C.) annotava in un suo scritto: “Non si contentano di sapere in che anno è nato il Signore, ma con curiosità troppo spinta vanno a cercarne anche il giorno (Stromata, I, 21,146).

La data tradizionale del 25 dicembre è documentata solamente a partire dal III e dal IV secolo, che corrisponde proprio al giorno del solstizio d’inverno. Oggi sull'origine di questa data vi sono diverse ipotesi, che possono essere raggruppate in due categorie: secondo la prima, la data è stata scelta in base a considerazioni simboliche interne al Cristianesimo, mentre la seconda prende in considerazione la derivazione dalle festività celebrate in altre religioni praticate contemporaneamente al Cristianesimo di allora, come ad esempio il culto mitraico, molto seguito a Roma.

Il 25 dicembre il Sole varca la Porta dello Spirito

Foto di Bessi da Pixabay.

Il 25 dicembre il Sole entra nella costellazione del Capricorno, che va dal 21 dicembre al 21 gennaio.

Questo segno ci ricorda il distacco da istinti e passioni: anticamente il Capricorno veniva infatti chiamato “la Porta dello Spirito”, indicato come la tappa ultima del viaggio terreno o reincarnazione.

Appena il Sole entra nel Segno accade il Solstizio di Inverno: la notte del 21 dicembre è la più lunga dell'anno che precede il lento ritorno della luce, fino al suo massimo del solstizio d'Estate, il giorno più lungo dell'anno. Allo stesso modo la nascita del Cristo è vittoria della Luce della Verità dopo le tenebre morali e le degradazioni materiali del paganesimo.

Il Cristo, Sole che sorge, simbolo di rinascita
Il sorgere del Sole e la luce sono simboli molto usati sia nel Cristianesimo che nella Bibbia. Per esempio nel Vangelo di Luca, Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, descrive la futura nascita di Cristo, con queste parole: "Verrà a visitarci dall'alto un Sole che sorge". Il Natale, tradizionalmente fissato poco dopo il solstizio d’inverno capita nel periodo dell'anno in cui il giorno comincia ad allungarsi, quindi la festa potrebbe tradizionalmente essere legata a questo simbolismo di rinascita.

Per Robert Bauval, Matteo - per parlare agli egizi - ha creato l’immagine di Maria e di Gesù Bambino rifacendosi a Iside che reca in braccio un fanciullo divino.

Il secondo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come "esterna" al Cristianesimo, cioè come un tentativo di assorbimento di culti precedenti al Cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste proprie di altre religioni o rituali antichi.

Secondo questo criterio la natività si sovrappone approssimativamente alle celebrazioni per il solstizio d'inverno tipiche del culto mitraico e alle feste dei saturnali romani che si celebravano dal 17 al 23 dicembre di ogni anno.

Il Natale nel calendario romano
Già nel calendario romano il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile) che commemorava la fondazione dell'Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla rinascita del Sole (inteso come la personificazione del dio Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo, che fu imperatore dal 218 d.C. al 222 d.C., e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 273 d.C., e poi spostata ufficialmente al 25 dicembre.
Questi spostamenti di data corrispondevano al generale disordine generato dall’errore progressivo accumulato dal calendario giuliano rispetto al vero computo astronomico.

L’anno giuliano era lungo in media 365 giorni solari medi e ¼ cioè 365,25 giorni, mentre l’anno solare tropico durava 365,2422 giorni. Alla luce delle fonti, si ipotizza in particolare che i Cristiani avrebbero "ribattezzato" la festa pagana del Sole Invitto come "Festa della nascita di Cristo", spostando la data dal 21 al 25 dicembre, sempre a causa dell’incertezza sulla data calendariale effettiva del solstizio d’inverno, per soppiantare quella pagana, largamente diffusa tra la popolazione.

La tradizione ebraica: la festa di Chanukkà
Esiste inoltre chi afferma che la nascita di Gesù derivi dalla tradizione e dalla festa ebraica della luce, la Chanukkà, che cade il venticinquesimo giorno del mese lunare di Kislev ed il 2 del successivo mese di Tevet.

Natale cade il 25 e non il 21 dicembre perché in tale data sotto l'Impero Romano si festeggiava il Solis Invicti, cioè non-vinto, come ricordato sopra; ora è il Cristo che simboleggia il Sole che porta ancora la vita. I due simboli coincidono perfettamente.

Il Natale quindi è il simbolo del risveglio dal torpore delle tenebre e della rinascita della Luce associato con l'avvento del Dio-Sole che salva il Mondo, porta luce e pienezza di frutti sulla terra e speranza all'Umanità per mezzo del figlio di Dio. A ben vedere le due ipotesi, interne ed esterne al cristianesimo, si sovrappongono, e da questo punto di vista il Natale cristiano non possiede suoi elementi originali.

La teologia cristiana e le considerazioni pagane
Tuttavia la teologia , proprio a partire dalle considerazioni pagane sulla rinascita, ha elaborato l’annuncio dell’intervento divino per mezzo del Figlio, vero uomo e vero Dio, cui è associato il percorso o iniziazione cristiana, nella quale la categoria della certezza riguarda la fede, ma non il suo contenuto.

Il contenuto della fede è invece rilanciato attraverso un’antica esperienza umana, la speranza, nella determinazione cristiana speranza per la Redenzione dal male generato dal peccato.

Il peccato a sua volta è una elaborazione paolina (S. Paolo) e agostiniana, che non trova radici nell’Antico Testamento privo di ogni riferimento al concetto di peccato. Per l’ebraismo il Messia è una figura perfettamente umana, il suo compito non è la redenzione dal peccato, inesistente nella Torah, la legge, ma dall’oppressione del popolo di Israele da ogni usurpatore della loro terra, la terra dei padri. All’epoca di Gesù l’oppressore era Roma.

La festività del Natale nel mondo
Presso svariate culture distribuite un po’ ovunque, in tale giorno si celebrava la nascita di una divinità (per un approfondimento si consulti la bibliografia essenziale allegata).

Questa breve ricognizione suggerisce che del Natale non se ne possa parlare in termini storici e religiosi, data l’impossibilità di poterne fissare una certezza.

Assisi. La Natività di Giotto

Ampi studi accademici e di ricerche indipendenti di tipo storico-filologico–biblico, convergono nel lasciare la data del 25 dicembre nell’ordine di una credenza tradizionale ormai consolidata, entrata nella storia non solo dell’Occidente cristiano, la cui realtà è indimostrabile a causa dell’ambiguità dei racconti stessi, su cui si dovrebbe fondare la certezza.

Davvero singolare e provocatorio che la nascita della religione che ha preteso nei secoli di essere l’unica vera, faccia riferimento all’avvento sulla terra del suo ‘dio uomo’ senza conoscerne il momento storico della sua discesa; e persino sul luogo non c’è accordo.

La Natività vista dal punto di vista simbolico
La riflessione si sposta di necessità sul piano simbolico, la conoscenza perenne che supera le forme storiche che riveste nel tempo. Se qualcosa è a-temporale, simbolo di un sapere universale e originario, questo non può essere re-ligato all’interno di una pur importante dimensione storico-religiosa.

L’aspetto religioso, pur nelle differenze di fede spesso inconciliabili e conflittuali, ha mostrato nei secoli un carattere positivo ed evolutivo che ha permesso una migliore comprensione persino della spiritualità umana, migliorando i comportamenti cercando una migliore regolamentazione degli istinti o inclinazioni primitive, introducendo categorie che rivelano carattere non epocale, come la fratellanza, la tolleranza, l’onorabilità degli avi, il rispetto per il diverso o dell’avversario, la tutela delle vedove.

Si deve tuttavia rilevare a qualche millennio di distanza che l’Uomo, dall’antico celtico sassone Woma, che significa donna-uomo in unione, ha scoperto ciò che è sempre stato: non un corpo con uno spirito, ma una spiritualità originaria che fa esperienza mondana, superando la concezione delle religioni.

Qui mondo ha il significato di corpo, incarnazione, e l’Uomo avrebbe corpo in ipotesi adattabile al mondo che abita, benché siamo ormai consapevoli che questo corpo non presenta le caratteristiche degli altri esseri che lo abitano, molto meglio adattati, ma ha caratteristiche genetiche molto problematiche, che lo proietta verso dimensioni superiori-evolutive ma lo rendono vulnerabile e poco idoneo a integrarsi con l’ambiente.

Il percorso iniziatico della rinascita
Ora il Natale assume un significato non più storico-religioso determinato all’interno di una specifica religione, ma come si diceva simbolico, a carattere universale: la Ri -nascita. I teologi e i sacerdoti di ogni casta e religione, iniziati al Sapere Universale, iniziavano appunto in questo periodo l’apprendimento.

Il percorso iniziatico legato alla ri-nascita, quella del Sole-vita, rapportato all’esperienza umana terrena, hanno giocato un ruolo chiave nella creazione di ‘iniziati’, che a loro volta hanno esercitato il potere di questo sapere, in prevalenza in modo occulto, protetto. Il riferimento al Sole come genesi della rinascita ha tuttavia generato quelle religioni cosiddette solari, controllate da ‘maschi’: i salvatori, i figli di dio, gli eroi, cioè figli degli dei e di umani, i cohen, sacerdoti, i dalai lama, i capi shinto, i papi e le gerarchie cristiane, sono maschi.

Una festa ormai solo commerciale?

Il Natale, sta perdendo per molti il significato religioso ed è diventato una festa commerciale.

Alle femmine sono affidati incarichi subordinati. Le religioni solari sono religioni maschili, le cui basiliche e templi hanno l’ingresso per lo più rivolto a oriente, verso il sole nascente, e all’interno esibiscono simboli solari per lo più rivolti a oriente.

Questo Natale solare sta lentamente ma inesorabilmente perdendo la sua efficacia, nel senso che ha avuto un ruolo importante nello stimolare la reminiscenza della rinascita umana e permettergli una comprensione più profonda della spiritualità, ma ora l’Uomo è sempre più consapevole della propria natura.

Questo tempo si sta esaurendo e l’insistenza sociale-religiosa sugli aspetti ad esso legati non fa che accellerarne l’esito. L’aspetto materiale commerciale che oggi esso riveste non è di alcun interesse, ma al contrario è fuorviante: è certo che la ‘bontà’ in questo periodo-giorno dell’anno così proclamata, non è commisurata ad una prescrizione, non lo è mai stata.

Ritrovare l’originaria unione maschio-femmina
Non ci è più permesso fingere: il Natale nasce dalla separazione forzata dell’Uomo-Woma, società patriarcali aggressive hanno occultato il programma originario di unione separando la polarità maschio-femmina con lusinghe e promesse di redenzione e lunga vita felice, mai realizzate. Ancora oggi i loro rappresentanti togati, religiosi o laici, usano ancora le stesse promesse in un futuro di liberazione e benessere.

Questo futuro è indisponibile da sempre, poiché sta al risvegliato costruirlo indenne e ormai immunizzato da quelle promesse che hanno assunto carattere legale e prescrittivo, e proprio per questo motivo di irrealizzabilità strutturale non hanno prodotto un vero risveglio spirituale, e non si possono accogliere.

Il prossimo e vicino futuro Natale, forse fin da questo, ritornerà all’originaria unione maschio-femmina. Allora la storia antica della Ri-nascita sarà vista come l'iniziazione dell’Uomo-Woma che assume il compito iniziatico nel suo tempo e luogo come servizio e diffusione di luce e amore. L’Amore e la Luce non dipendono dal Natale, o dal sole che inizia di nuovo la risalita.

Per raggiungere la Buddità, cioè essere nella luce, ma anche di luce, è necessario il completo distacco dalla materia, dove materia sta per illusione della concretezza, che è possibile realizzare attivando oltre che il fondamentale 4° chakra del cuore, il 6° e il 7°, che rispettivamente dovranno superare l’ostacolo dell’illusione della separazione da un lato e dell’attaccamento dall’altro. Un altro Natale.

Per saperne di più:
*Alice Bailey, Il destino delle Nazioni, Edizioni Nuova Era (Roma)
*Omraam Mikhael Aivanhov, Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica, Edizioni Prosveta
*Max Heindel, Letture Rosacrociane. Associazione Rosacrociana. - studirosacrociani.org
*25 dicembre: la storia di una data che divenne Natale Elaborato per il corso di Archeoastronomia e Storia dell’Astronomia Università Cardinal Colombo – A.A. 2010-2011
*David Donnini, Il Natale di Gesù, tradizioni e contraddizioni della prima festa cristiana, Coniglio Editore
*Eiseman Robert H – Michael Wise, Manoscritti segreti di Qumran, Piemme, Casale Monferrato
*Elaine Pagels. I vangeli Gnostici, Mondadori, Milano
*Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, a cura di G. Vitucci, Mondadori, Milano