Attraverso la nebbia, il sole

Una mostra inusuale tra le attuali proposte artistiche

Attraverso la nebbia, il sole

di Renata Pompas. Alla galleria Atelier di Milano, una colorata esplosione di forme e colori, progettata ed eseguita a quattro mani con collages e pastelli

A travers le brouillard

Per la prima volta a Milano la galleria "Atelier 1909" della cartoleria e tipografia Fratelli Bonvini espone le opere degli illustratori e designer francesi Maxime Prou e Adèle Favreau, su idea dell'editore “Terre di Mezzo” e con la curatela e la presentazione di Chiara Cardini.

Il titolo completo gioca sul nome dei due atelier più il titolo del libro stampato da Terre di Mezzo: Atelier Bingo X Atelier 1909. Attraverso la nebbia, il sole.

Vita e arte
Adèle Favreau e Maxime Prou una giovane coppia nella vita e nel lavoro: si sono conosciuti studiando design a Nantes, poi si sono trasferiti insieme a Parigi dove Adèle ha avuto diverse esperienze come grafica e Maxime è stato assunto in un'agenzia.

Sei anni fa hanno deciso di trasferirsi in una ex fabbrica in mezzo alle vigne della campagna di Nantes. Qui hanno stabilito e la loro abitazione-studio-laboratorio di design, l'Atelier Bingo, conducendo una vita un tempo detta “alternativa”, tra la campagna, la frequentazione degli artisti e degli artigiani della zona e il lavoro digitale.

A quattro mani
Molto originale il metodo di lavoro, che dichiarano essere “a quattro mani”, questo avviene da quello che chiamano “il nostro processo pratico di brainstorming”, che consiste nel discutere insieme le idee, le fonti di ispirazione, i riferimenti, il tipo di operazioni con cui tradurre un colloquio creativo in un'opera e anche il momento operativo in cui ciascuno interviene sul lavoro dell'altro, che concludono insieme.

La loro creatività si applica su diversi supporti, dalle opere cosiddette d'arte - i collage, le litografie, le serigrafie che stampano in proprio, i dipinti murali – alle applicazioni più commerciali: le ceramiche, i tessuti e i progetti per abbigliamento, tutte realizzate con la stessa freschezza.

 

Ispirazione: il colore

Un village utopique

I maestri artistici a cui guardano sono i grandi interpreti del colore: agli astrattismi a incastro di Serge Poliakoff, ai suoi magnifici collage realizzati da Matisse nell'ultima parte della sua vita quando l'artrite gli impediva di usare i pennelli con agilità, a Sonia Delaunay con i suoi “colori simultanei”, ai protagonisti di Memphis con i loro cromatismi postmoderni, sino ad alcuni artisti a loro coetanei.

Dichiarano: “La vibrazione di colori è molto importante nel nostro lavoro, siamo attratti dai suoi significati e le sue relazioni con le forme. Amiamo giocare con i colori, sperimentare nuove combinazioni in modo da creare immagini che evocano ricordi di sentimenti interiori”.

Composizione: i ritagli
Tutti i lavori partono da un assemblaggio di ritagli di carte colorate, che permettono di realizzare composizioni semplici ed essenziali, con accostamenti cromatici coerenti con i materiali a disposizione; poi intervengono con pastelli e segni liberi, infine alcuni vengono poi digitalizzati, altri utilizzati come schizzi per serigrafie.

E se il titolo della mostra è stato scelto a partire dal libro illustrato che hanno pubblicato con Terre di Mezzo, quello delle opere esposte giocano con scelta casuale di pagine dei libri della loro libreria, come: “Voir photo page 37”.