La vita invisibile di Euridice Gusmão

La vita invisibile di Euridice Gusmão

di Manuela Pompas. Un bellissimo film sulla storia di due sorelle separate dagli eventi e da un padre rigido e conformista nel Brasile degli anni '50

Regia: Karim Aïnouz
Interpreti: Carol Duarte (Euridice), Jùlia Stockler (Guida), Gregòrio Duvivier (Antenor), Barbara Santos (Filomena), Nikolas Antunes (Yorges).
Film drammatico.
Brasile, 2019.
Da vedere.

Carol Duarte (a sin.) e Julia Stockler.

Liberamente tratto dal romanzo The Invisible life of Eurídice Gusmão di Martha Batalha, il film (che ha vinto il premio Un certain regard a Cannes 2019) si svolge in Brasile negli anni '50, anni in cui la donna - per cultura e per legge - doveva essere sottomessa all'uomo, prima al padre e poi al marito (in Italia siamo uscite da questa schiavitù giuridica solo nel '75!). Per le donne libere c'era poco spazio, per lo più in strada.

Il film narra la storia di due sorelle molte diverse per temperamento e comportamento, ma anche molto legate tra loro. Euridice, una ragazza obbediente e sensibile, che studia tutto il giorno per diventare una grande pianista e sogna di essere ammessa al Conservatorio di Vienna, protegge le intemperanze di Guida (Julia Stocker), una ragazza con tanta voglia di vivere. Guida, più ribelle e anticonformista, la notte esce di nascosto di casa per incontrare un marinaio greco di cui è innamorata: e anche se non parlano la stessa lingua e quindi non si capiscono, lei è sicura di avere un futuro con lui. Quindi fugge di casa imbarcandosi di nascosto per raggiungerlo in Grecia, dove è certa di sposarlo. Invece tornerà sola e incinta.

Vittime entrambe di una cultura maschilista

Euridice sostiene l'esame al Conservatorio.

Il padre, condizionato da una cultura retrograda e conservatrice, a caccia di casa, dicendole che la sorella è a Vienna e non vuole vederla; quindi nasconde a Euridice la sua presenza e fa di tutto per non farle incontrare. E la madre, pur non essendo d'accordo, obbedisce anche lei al marito, al quale non sa e non può ribellarsi.

Così, mentre Euridice - figlia obbediente - accetta di sposarsi a un uomo rozzo, che non ama e dal quale non vuole figli, Guida per mantenere sè e il figlio è costretta a prostituirsi. Ma, pur in una situazione di miseria, troverà un'amica che l'aiuterà in qualche modo a riscattarsi.

Un crudo ritratto della condizione femminile

Guida, prostituta per mantenere il figlio.

Una volta le due sorelle si incrociano in un locale, ma senza vedersi. Euridice, che non ha perso la speranza di rivedere la sorella, incarica un detective di trovare Guida, ma per una serie di eventi questo risulta impossibile. Si cercano per tutta la vita, ma non si incontreranno mai.

Il film è molto bello, intenso, coivolgente, un crudo ritratto della condizione femminile in una società fallocratica dove conta solo l'uomo e la donna deve rinunciare ai suoi ideali.

Ma non riguarda solo il Brasile: in qualche modo riflette anche il nostro passato, che ai giovani può sembrare assurdo ma che non possiamo dimenticare. Le attrici sono entrambe molto brave, intense, trasmettono emozioni forti e il film non scade mai, neanche nelle scene più hard, dove il sesso è puro godimento maschile e non ha mai momenti di romanticismo, ma è solo consumato.

Fotografie ©Bruno Machado