L’amour flou

Una divertente commdia francese

L’amour flou

di Manuela Pompas. Il film si basa su un'idea originale: portare sullo schermo la propria separazione, facendo recitare parenti e amici nel loro ruolo reale

Regia: Romane Bohringer e Philippe Rebbot
Protagonisti: Romane Bohringer e Philippe Rebbot
Commedia. Anno 2019.

Romane Bohringer e Philippe Rebbot.

Come separarsi e restare amici, recita il sottotitolo. L’idea che sorregge il film è molto carina, anzi di più, originale: una coppia si separa, rimanendo unita, soprattutto per i figli, ma anche per una complicità e un’alleanza maturata in tanti anni di vita comune.

Unita ora soprattutto da due appartamenti sì separati, ma comunicanti attraverso la camera dei figli, che sta in mezzo.
E anche se tutti e due cercano partner più o meno occasionali per recuperare la propria immagine maschile-femminile spenta dalla routine, continuano la loro relazione, senza mai rivendicare gli errori e dividendosi i figli senza litigare.

Qualche gag, qualche scena divertente, come quando lei – decisamente “affamata” d’amore e di sesso - finisce a letto con il tapparellista, che il marito trova nudo in casa (evitata la battuta: “passavo di qui per caso”). O il maestro che vuole tagliare a tutti i costi capelli al loro bambino, rivelando in finale - come sempre quando i divieti sono assurdi e isterici - un problema personale. O la ragazzina che lui porta in casa, divertita da questo matusa che gira in skateboard, e poi scappa per una serie di allergie.

Una storia assolutamente autobiografica
Personalmente il film non mi ha entusiasmato, non mi ha regalato più di tanto.
Ma ciò che mi ha divertito e stupito di più è che il film è una storia autobiografica, ed è questa l’idea geniale. I due autori-attori (e attori anche nella vita) hanno veramente vissuto questa vicenda, quasi un esperimento direi di sapore sessantottino, che poi hanno portato divertendosi sullo schermo.

Non solo ma con loro finiscono anche i loro veri parenti, figli, genitori, nonni, amici, negli stessi luoghi in cui hanno vissuto, riproducendo i problemi che ciascuno aveva nella vita, con macchiette divertenti, come la reazione dei genitori al divorzio dei figli, o l’amico che dopo la separazione vive solo per il suo cane.