Tante modalità per viaggiare, sì, viaggiare…

TURISMO: VIAGGIARE CON UNO SCOPO

Tante modalità per viaggiare, sì, viaggiare…

di Tiziana Etna. Per svago, per avventura, per conoscere, esplorare. O per vivere liberamente sesso e droghe. E infine per trovare bravi medici a buon mercato

Esistono infiniti modi di viaggiare, tanti quanti sono i paesaggi di Gaia, tanti quante le opportunità che gli elementi offrono. Si può sciare, scalare le montagne, fare una crociera o immergersi in acque inesplorate, bere un cocktail sulla battigia di un mare cristallino, ritirarsi in un ashram o fare shopping in strade affollate circondati dall'avanguardia tecnologica. Insomma, è possibile vivere ogni tipo di esperienza.

E infiniti sono anche gli interessi dei singoli individui che possono scegliere un luogo piuttosto che un altro, solo per esercitare l'abilità di un hobby o ampliare il bagaglio di conoscenza della tematica seguita. Grazie ad internet e alla rete satellitare si sono accorciate le distanze e con l'economia di tempo e risorse oggi si può viaggiare con mezzi diversi e soggiornare in molti modi, pianificando per tempo o lungo il tragitto, senza perdersi o sperdersi ed in armonia con le proprie finanze.

Tutto ciò che serve in rete
In rete troviamo tutte le notizie, le recensioni, i servizi, le offerte e le app per facilitarci e trovare nuove tipologie di turismo.
Sempre più diffuse sono le piattaforme che permettono ai privati di affittare stanze in famiglia o interi immobili, anche per una notte o pochi giorni e di farlo con la garanzia di un circuito controllato.
A risentirne è il settore alberghiero classico, da una a tre stelle, costretto a conformare le offerte e a rivedere prezzi e disponibilità. Gli agriturismo offrono una combinazione di attività e relax nella natura con semplicità, come con altri criteri di utenza, fanno gli alberghi provvisti di spa. Un altro modo di viaggiare che si sta diffondendo grazie alla rete è quello di scambiarsi casa per brevi periodi.

Turismo formativo, culturale e religioso

Assisi. La Basilica di S. Francesco.

Ma se mezzi, luoghi e modalità sono in continua evoluzione, lo sono anche le motivazioni che spingono a fare un particolare tipo di viaggio. Secondo l'ISTAT sono poco meno di settantanove milioni i viaggi effettuati dagli italiani nel 2018 e sono in aumento di circa il 10-13% ogni anno.

C'è chi si muove in cerca di conoscenza, sfrutta ponti e festività per visitare città d'arte e musei, per raggiungere eventi specifici: fiere, conferenze ecc o luoghi del patrimonio storico artistico, costruito e naturale, europeo e/o mondiale.

Si stimano che siano circa centomila gli italiani motivati dalla fede che ogni anno si recano in pellegrinaggio all’estero, tra le mete preferite: Medjugorje, Fatima, Santiago de Compostela, Lourdes e il santuario della Madonna Nera in Polonia. Chi ha abbracciato altri culti ora può muoversi liberamente verso i luoghi originari, cosi accade a chi pratica il Buddismo giapponese, mentre chi crede senza appartenere e desidera approfondire quella forma di ricerca spirituale chiamata “believing without” si orienta verso l'India, il Messico, la Thailandia.

Viaggi di studio all'estero
E c'è chi viaggia per apprendere; il 9% dei neolaureati italiani vanta un esperienza all'estero. Secondo una recente ricerca gli studenti impegnati in attività formative all'estero sono in aumento del 111% ed in crescente aumento percentuale sono le femminucce. Il programma Erasmus, pensato dall'Unione Europea per favorire la mobilità dei giovani permettendo loro di frequentare corsi e praticare tirocini all'estero, è un indubbio incentivo per gli studenti, ma per i giovani tutti, ci sono tariffe agevolate e nascono nuove soluzioni di viaggio, come il biglietto del treno aperto e prepagato che permette di girare l'Europa, mentre torna in auge il pullman.

Alla ricerca di sesso, droga e rock’n’roll
Agli albori di questo cambiamento, il turismo sessuale e non solo, ci ha fatto rabbrividire. Nel bene e nel male se si aprono le frontiere e la comunicazione diventa facile, è normale che in un mondo ancora troppo poco centrato e non del tutto umanizzato, anche gli interessi discutibili e le passioni dannose e viziose si orientano là dove la società, vuoi per cultura o per défaillance, è più permissiva in quella data cosa.

Vent'anni fa le mete più gettonate tra i giovani erano Londra per la musica ed Amsterdam per il quartiere a luci rosse ed i coffee shop. Oggi non c'è giovane intraprendente che non sia mai stato in Spagna o che non desideri andarci.
L'anno scorso sulla Rambla a Barcellona ho conosciuto quattro studenti dai modi garbati e i volti puliti che stavano facendo il giro della Spagna su un furgone a noleggio motivati dalla marijuana; per farlo, mi hanno raccontato che si erano iscritti dall'Italia ad una delle differenti Associazioni con sedi sparse, così girando le sedi, giravano la Spagna, dove il fumo è legale: purché l'acquisto ed il consumo siano circoscritti ai locali delle associazioni e controllati dal tesseramento che ovviamente richiede copia di un documento).

Turismo medico-estetico
Quello che mi spinge a scrivere questo articolo è stata però un’esperienza personale vissuta lo scorso giugno, legata al turismo medico-estetico. Mi era capitato di vedere qualche servizio televisivo in merito al costo dei farmaci e dei tour operator che organizzavano viaggi in altri Stati per l'acquisto semplificato, assistito e notevolmente ridotto nel prezzo da far sognare di curarsi a molte persone affette da patologie (come ad esempio l'epatite C), ma mai avevo conosciuto qualcuno che l'avesse fatto.

Il turismo medico è molto diffuso nel mondo, praticato soprattutto da quei Paesi dove le cure si pagano, come negli USA.

Tuttavia, secondo il “portale del turismo medico”, noi italiani - che godiamo di assistenza sanitaria - ci rivolgiamo all'estero per lo più per trattamenti di chirurgia e medicina estetica, di odontoiatria e per il trapianto dei capelli.
I motivi che ci spingono a considerare il turismo medico sono: la qualità professionale ad un prezzo ridotto, la ricerca di trattamenti non possibili in Italia o che richiedono lunghe liste di attesa ed infine, l'attrattiva, ovvero unire la vacanza al trattamento. Thailandia, India, Turchia sono solo alcune delle tante Nazioni coinvolte.

Per quanto riguarda l'autotrapianto di capelli la Turchia sta diventando una vera eccellenza, vanta circa 400 cliniche private, personale specializzato e compete per qualità e modernità, inoltre essendo candidata ad entrare nell'UE si è già adeguata agli standard europei. Su un milione di persone dal mondo, settemila viaggiano dall'Italia per fare un autotrapianto in Turchia, dove viene applicata una tecnica chiamata FUE: offre un trapianto permanente, che guarisce presto e senza lasciare cicatrici.

A Istanbul per un trapianto di capelli

Istanbul. Santa Sofia

Lorenzo, dopo il trapianto

Una serie di circostanze mi ha portato a verificare personalmente le dinamiche di questa tipologia di turismo: una persona a me cara voleva fare un trapianto di capelli e io stessa volevo curarmi la bocca senza spendere grandi cifre. Così ho trascorso dieci giorni girando da un punto all'altro del mondo.

La prima tappa è stata Istanbul, dove ho accompagnato un amico a fare l'autotrapianto di capelli. Come accompagnatrice ho avuto modo e tempo per verificare il meccanismo di queste offerte e anche di viver l'energia di “Costantinopoli” e dei suoi discendenti.

Infatti, grazie ad una guida e con un extra di 50€ (richiesti in euro) non è mancata neanche per il paziente l'occasione di respirare il passato visitando le antiche Cisterne Yerebatan Sarnici, la Moschea Blu, Santa Sofia e di stupirsi con i colori dei dolcetti tipici, con i profumi delle spezie e degli aromi nel tabacco bruciato sprigionati dai narghilè, per ritrovarsi al Gran Bazar a sorseggiare un buon tè e a contrattare l'acquisto di borse, scarpe, profumi ed accessori: cloni griffati tutt'altro che antichi e tradizionali. Compreso nella visita guidata una toccata in Asia e fuga di nuovo nella Istanbul europea per cenare a base di pesce sotto il Ponte di Galata.

Informazioni pratiche: viaggio, costi e assistenza
Nel costo del trapianto è compreso il viaggio, i trasferimenti, il pernottamento e la prima colazione. Inoltre, chi si sottopone al trapianto è costantemente seguito da una guida madrelingua (dell'idioma del paziente) e il prezzo varia a seconda della clinica e del tricologo da 1500 a 2.500€.

Per gli accompagnatori ci sono tariffe agevolate
Tariffe da 450 a 550€, che comprendono volo, spostamenti, pernottamento con colazione. Le guide per guadagnare una extra a percentuale consigliano agli accompagnatori negozi e luoghi da visitare mentre il paziente è in clinica. Guadagnano una percentuale anche sui farmaci da acquistare post intervento, per tanto andando in farmacia da soli o comprando su internet, la stessa cura proposta a circa 300€ si acquista con 150€, il rischio è di sbagliare prodotti e dosaggi, però il risparmio è molto.

Le cliniche sono all'avanguardia...
...almeno quelle più note; ovviamente non tutte registrano gli stessi risultati, ma in Turchia si sono specializzati e ad Istanbul vale la pena andare! Tutto è organizzato con attenzione e per il mio amico a due mesi dall’intervento, il trapianto ha funzionato benissimo.

A Zagabria dal dentista

Zagabria. La clinica Ars Salutaris ( a sin.) e le navette per i pazienti.

Poco dopo il mio rientro, volendo sistemare la bocca, sono andata con un piccolo gruppo a Zagabria, in Croazia, per fare un preventivo. Francamente pensavo bastasse una panoramica e comprendo che a certe condizioni dire poi: «No grazie, questo lavoro lo faccio in Italia» diventa imbarazzante; ed io purtroppo l'ho dovuto dire. Invece cinque delle otto persone partite con noi da Firenze ha iniziato un programma di cura che ho seguito passo passo.

Una navetta gratuita a nove posti parte ogni giorno da diverse città del centro e del nord Italia e, facendo due comode soste, porta alla clinica che possiede alberghi limitrofi se non addirittura interni. A Zagabria - e anche in altre città della Croazia - ci sono numerose ciniche che offrono questo tipo di servizio ed il risparmio è notevole, anche se non significativo. La clinica di Zagabria non ha potuto rispondere alla mia esigenza dentale, però al piano sottostante una clinica estetica mi ha risollevato l'autostima rimuovendo una macchiolina dal viso che mi disturbava, ad un terzo della cifra richiesta in Italia e già che c'ero ho visitato il museo di Nikola Tesla.

Avendo bisogno di un intervento di chirurgia dentale mi hanno consigliato l'Albania: ho chiamato il primo centro che scoperto sul web ma, a differenza dei croati e dei turchi, loro non ti portano con le navette, né ti pagano il viaggio. Come in Croazia è garantita l'ospitalità, inoltre la preparazione e la capacità linguistica del mio interlocutore mi hanno stupita e credo proprio che andrò ad approfondire. Non giudico giusto o sbagliato non far girare la nostra economia, il mondo è pieno di italiani che sono andati via, forse i migliori; se fuggono i cervelli e anche i pazienti, il sogno utopico che si curi con l'eccellenza del mondo nel mondo, può diventare realtà.