Come proteggere il nostro organismo

Un percorso tra biologia, cibo ed emozioni

Come proteggere il nostro organismo

di Ubaldo Carloni. Come difendere l'organismo dalle minacce esterne (inquinamento e stress) e soprattutto da quelle interne, come cibo adulterato e cibo spazzatura

Ubaldo Carloni.

La nostra salute dipende in gran parte dall'equilibrio psicosomatico, ovvero tra corpo, mente e psiche. Per semplificare, da ciò che immettiamo nel corpo (alimentazione e prodotti chimici) e dalle nostre emozioni.
Tuttavia in questo articolo non tratteremo la parte psichica, che rimandiamo in altri lavori.

Invece vediamo come difendere l'organismo dagli attacchi che provengono soprattutto da cibi adulterati e sostanze chimiche per mantenerlo efficiente e in salute.
Infatti le minacce potenziali, incluso un vasto numero di sostanze di scarto metabolico prodotte dall’organismo stesso, sono numerose. Altre sono nascoste in migliaia di cibi e bevande industriali.

I prodotti raffinati non hanno valore nutritivo
La maggior parte dei prodotti alimentari che si trova in commercio è trasformata e raffinata, ha perso il valore nutritivo e non ha alcuna utilità, se non quella di fornire calorie vuote.

Quando qualche ingrediente vitale rimane in questi alimenti, la cottura nei forni a microonde, nelle friggitrici o il congelamento e successivo riscaldamento lo neutralizza, permettendoci di assumere pochi nutrienti sani dal cibo che consumiamo.

In tal modo il sistema immunitario è incessantemente impegnato nel tentativo di difendere l’organismo da una serie di sostanze nocive, come additivi chimici, conservanti, aromi artificiali, stabilizzanti, emulsionanti, tossine e veleni con cui sono prodotti i farmaci per garantirne l’efficacia.

Quando ingeriamo bevande gasate e dolcificate con saccarosio puro, forziamo l’anidride carbonica (che il corpo cerca di eliminare attraverso il respiro) a rimanere nel corpo; e questa situazione innaturale acidifica il sangue e mina l’equilibrio metabolico di ogni cellula del corpo. Inoltre sappiamo che uno stile di vita sedentario può aggravare la situazione.

Molte patologie dipendono da cibi adulterati
Facciamo un esempio: dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, stime fino al 2009, sono oltre 100.000 le sostanze chimiche immesse nel nostro pianeta, estranee ai cicli vitali conosciuti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fa sapere che è di fatto impossibile una valutazione incrociata di ciascuna, il ritmo con cui vengono prodotte è enormemente più elevato di ogni sforzo di ricerca che può essere intrapreso.
Non è una buona notizia, e, infatti, i relativamente pochi studi fatti in questa direzione trovano sempre più un rapporto di causa-effetto tra sostanze immesse nell’ambiente e patologie gravi.

Glifosato, un diserbante cancerogeno
Un noto diserbante in uso nell’agricoltura industriale a livello mondiale, il glifosato (foto a dx), usato fin dalla guerra del Vietnam, provoca patologie tumorali femminili,  ed è stato inserito nella lista dei cancerogeni come "certamente cancerogeno", nonostante le cause infinite che queste potenti Corporation hanno intentato.

Ed è così che ora si spiega l’aumento improvviso del 500% di queste patologie: l’ambiente sta cambiando e con esso la capacità del corpo umano di fronteggiare l’aggressione chimica, concentrata in un breve spazio di tempo, 50-70 anni, se paragonata ai millenni passati, nei quali non è mai esistita.

Il pericolo dell'aspartame: leggete le etichette
Moltissime sostanze chimico-alimentari innaturali possono oltrepassare la barriera emato-encefalica protettiva del cervello, creando un forte squilibrio alla neurochimica cerebrale.

Sono stati segnalati più di 94 sintomi di malattie causate dal solo aspartame, noto edulcorante di sintesi in uso da circa trent’anni e onnipresente nell’industria alimentare e farmaceutica. È infatti presente in diversi alimenti e bevande, tra cui cereali, bevande dietetiche, dolci, succhi di frutta, biscotti, gomme da masticare e dentifrici: per questo è utile leggere le etichette dei prodotti per accertarsi che non sia presente tra gli ingredienti.

La malattia come forma di reazione a un errore

Foto di Mojca JJ da Pixabay

Come nell’esempio precedente, in ricerca queste tipologie di molecole sono note come "distruttori o interferenti endocrini", sostanze cioè in grado di interferire con il funzionamento ormonale e immunitario. Quando il corpo non è più in grado di affrontare in modo adeguato minacce per la salute come queste, il sistema immunitario entra in una fase difficile, reagendo all’allerta.

Questa risposta può causare stress emotivo, come ansia e panico. Questa reazione viene chiamata malattia dalla nostra medicina.

Come si è detto in precedenti articoli, si tratta in realtà di tossicità, e anche la nostra medicina ne sta prendendo coscienza, per esempio con la Medicina Ambientale Clinica.
La malattia non è un segnale di qualcosa di sbagliato nell’organismo. Al contrario, essa mostra che il corpo sta cercando di difendersi contro qualcosa di estraneo, e questo dovrebbe essere visto come varie fasi di auto-difesa. L’organismo utilizza un insieme di ‘armi di difesa’ altamente specializzate, per scongiurare gli effetti nocivi derivanti dalle minacce per la salute.

Le linee di difesa del sistema immunitario
La prima linea di difesa è composta da minuscoli microrganismi amici e da microplasmi (invisibili alla maggior parte dei microscopi) che vivono sulla pelle e nelle mucose. In natura esistono ovunque. Questi organismi minuscoli costituiscono la principale difesa per il mantenimento dell’omeostasi e dell’equilibrio del corpo.

Il termine moderno in riferimento alla sua maggiore concentrazione nel corpo, cioè nel sistema digerente, è microbiota, per sottolineare una parte viva, amica e in simbiosi con il sistema immunitario, concentrato nell’intestino (oltre il 75%).

La seconda linea di difesa coinvolge il sistema immunitario del corpo, che si occupa principalmente della protezione delle cellule. L’acido cloridrico dello stomaco viene utilizzato per neutralizzare elementi nocivi come i parassiti.
Se le sostanze nocive che passano attraverso il sistema digestivo sono molte, le mucose aumentano di dimensione per catturare ed eliminare gli intrusi. La mucosa, normalmente, si auto rigenera dopo il contatto con le sostanze irritanti.

L'infiammazione, un problema da non sottovalutare
L’esposizione continua, tuttavia, determina un indebolimento di questa linea di difesa e come conseguenza le diverse strutture degli organi diventano maggiormente suscettibili alle sostanze chimiche e ai microrganismi potenzialmente nocivi, rendendo più difficile la rigenerazione: si danneggiano e si infiammano.

L’esempio più semplice, che alcuni spesso sperimentano, è l’infiammazione della parete gastrica, la gastrite.

Se non viene posto rimedio all’aggressione, le tossine si fanno strada nel tessuto che circonda le cellule del corpo, il tessuto connettivo, e nelle cellule stesse e alcune di esse vengono escluse dall’integrazione di ossigeno e nutrienti; questo causa acidità all’interno della cellula, che rende molto meno efficace il suo sistema immunitario.

Per sopravvivere all’assalto delle sostanze acide, il nucleo della cellula non ha altra scelta: muta, riprogramma l’espressione dei suoi geni che iniziano a comportarsi in maniera diversa, poiché posti in ambiente non idoneo al buon funzionamento.

La strategia intelligente dell'organismo
L’Epigenetica, la scienza che studia le modifiche dell’espressione dei geni in rapporto all’ambiente ci dice che ciò che cambia non sono i geni ma i loro prodotti, le proteine, che hanno il compito di conservare e ricostruire le cellule giunte a fine ‘carriera’ con altre cellule nuove. Questa risposta rappresenta solo un aspetto della strategia di difesa intelligente dell’organismo.

La cellula sacrifica il suo stato di normale equilibrio per proteggere il corpo dalla morte improvvisa per intossicazione e acidosi. Le cellule che imparano a vivere senza ossigeno sono cellule cancerose.

Per sopravvivere, utilizzano come fonte di energia i prodotti di scarto del metabolismo bloccati all’interno dell’area congestionata e acidificata, portando un sollievo temporaneo.

L’acidosi, la causa più comune di malattia
Infatti può paralizzare l’intero sistema immunitario. Quelle cellule si comportano un po’ come facciamo noi fin tanto che non avvertiamo la necessità di cambiamento. L’aspetto tangibile, più esterno della ‘malattia’, è di solito accompagnato dall’emergere di emozioni nascoste o represse, che si erano prima annidate nell’ombra della propria personalità.

Avere abitudini dannose è  una forma di negazione di sé, ma questo non lo desideriamo. Una bassa autostima porta sulla difensiva, e ciò si verifica in genere quando non si può ottenere dagli altri ciò che si desidera da sé stessi.

Però è probabile essere delusi da ciò che arriva dall’esterno e così si tenta di riempire l’esistenza, il vuoto interiore con forme di auto-attentato, come abuso di alcol, nicotina, caffeina, zucchero, cibo spazzatura, sesso, denaro, potere; cose di cui intuiamo la negatività, ma dimentichiamo, almeno per qualche tempo. Ecco perché anche le scelte in fatto di salute e di alimentazione hanno così importanza.

Le malattie croniche, un SOS che ci avvisa dei nostri errori
Il corpo è costretto a difendersi da questi attacchi diretti o indiretti fino a quando una linea di difesa dopo l’altra entrano in squilibrio. La fase finale di questo sistema intelligente di difesa dell’organismo è la malattia cronica, come le malattie cardiache, l’artrite o il cancro.

Queste malattie non sono altro che un ultimo appello, un SOS che avvisa il corpo dell’attacco che sta subendo. Prendere la propria salute in mano, compresa la scelta del cibo e della medicina, è un modo diretto per sviluppare la propria forza interiore, il senso di sicurezza e l’amor proprio. Il corpo, in questo modo, non avrà più bisogno di difendersi.

La depurazione del corpo è un atto di amore e di auto-accettazione e viene interpretato dal corpo come una luce verde per guarire e ringiovanire. Depurazione significa anche rimuovere correttamente paura, rabbia, traumi, bassa autostima dalla memoria cellulare dell’organismo. Questo convince il corpo che non c’è più bisogno di difendersi, cioè di ammalarsi.
(1a puntata - continua)

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