Juliet, Naked. Tutta un’altra musica

Un film divertente tra gag ossessioni e noiosa vita di coppia

Juliet, Naked. Tutta un’altra musica

di Manuela Pompas. La storia romantica e divertente di un ex cantante rock dato per scomparso che riappare stravolgendo la monotona vita di una coppia inglese

Regia: Jesse Peretz.
Soggetto: tratto da un romanzo di Nick Hornby.
Interpreti principali
: Rose Byrne, Ethan Hawke, Chris O'Dowd.
Genere: Commedia, Gran Bretagna 2018.

Annie (Rose Byrne) e Duncan (Chris O'Dowd).

Confesso che mi piacciono le commedie rosa, ovvero le storie d'amore.

Questo film - presentato al Sundance Film nel '18 - è proprio questo. Una storia romantica, ma anche divertente, dove ci sono tutti gli ingredienti giusti.

Una protagonista carina e rassegnata, un compagno intellettuale e noioso (per lo più insopportabile), l'incontro con un cantante rock ex hippy e dolcissimo, la ribellione alle consuetudini di un piccolo paese di provincia inglese e, nel finale,  l'affrancarsi da una storia ormai consumata e noiosa.
Se pur considerato da alcuni critici debole ed effimero, ho trovato il film gradevole.

Una magnifica ossessione

L'incontro tra Annie, Duncan e Tucker, una divertente scena del film.

Duncan (Chris O’Dowd), docente universitario ed esperto di musica, che vive a Sandcliff, una tranquilla cittadina inglese, è ossessionato dalla figura di Tucker Crowe (Ethan Hawke), un rocker americano di cui non si ha più notizie e di cui è praticamente innamorato.

Nel suo studio ci sono foto, articoli, l'unico disco (Juliet, Naked), che ascolta continuamente, e tutte le notizie possibili, di cui si nutre e di cui parla incessantemente.

Tra l'altro, dirige il sito dei fan di Tucker, che analizzano ogni parola del suo brano e vivono creando fantasiose ipotesi sulla sua scomparsa (è morto? ha sposato una miliardaria? è volato in terre lontane?).

L'amore che subito ratto s’apprende...

Annie e Tucker (Ethan Hawke).

Ma è la sua compagna, la tenera Annie (Rose Byrne), che gestisce il piccolo museo ereditato dal padre e che convive con lui da 15 noiosissimi anni, che per caso lo contatta.

Dopo un lungo scambio di SMS, i due si incontrano e nasce più che una tenera amicizia, accompagnata a una serie di gag divertenti che coinvolgono Duncan (della serie: «Se tu sei Tucker Crowe, io sono Steve Wonder»), che aveva mitizzato questo Peter Pan simpatico ma scombinato che - già nonno, pieno di figli da donne diverse, quindi con complicatissime storie famigliari - non vuole crescere.

C'è anche una festa in suo onore nel museo dove Ethan Hawke (attore, sceneggiatore, scrittore e regista staunitense, e qui anche singer) canta con la sua voce. Il finale è ovviamente a lieto fine.