@le lettere di Sonia

@le lettere di Sonia

di Sonia Benassi. Continua la posta con l'aldilà della medium di Parma che collabora con noi, sulla quale riceviamo tante conferme.

Tra le tante lettere ricevute  (veramente tante e tante richieste di contatto telefoniche e via mail con Sonia, che ovviamente risponde quando può) ecco quella di Pietro, che un anno fa ha perso la moglie Elisa di 37 anni.

“Vivo il giorno e la notte tra la rabbia e il dolore. Rabbia per averti persa e per essere rimasto qua con la nostra bambina che nonostante i suoi 4 anni mi prende per mano, mi consola e mi dice parole che io credo tu le suggerisca. Ti cerca con la saggezza di una persona che sa come vanno le cose e che sa che nulla finisce. Mi porta alla finestra tutte le sere e mi dice di guardare il cielo, che tu sei lì a piangere e a ridere con noi. Ti somiglia tanto, negli occhi nel sorriso e nella dolcezza e quando la guardo mi ripeto che grande fortuna ho ad averla accanto. Mi manchi. Mi manca tutto e sto cercando di fare con lei quello che facevi tu, ma la mamma è la mamma. E tu sei la sua mamma. Vorrei sognarti ma forse il dolore mi offusca anche i sogni e allora mi arrabbio. Aiutami a ritrovare un po’ di serenità per lei, per voi. Ti amo.”

Foto da Pixabay di Quang Nguyen vinh.

“Ti vedo e ti sento. Sento la tua rabbia e il tuo dolore ma questo non fa altro che farti perdere di vista quello che noi siamo ancora. Noi 3 assieme, non io morta e voi vivi, ma solamente noi 3 sempre. Vivo le vostre emozioni e sono veramente nel cielo, in quel punto dove la nostra Sara tutte le sere ti dice di guardare. È faticoso seguire da solo la nostra piccola ma tu lo stai facendo alla grande. Devi ringraziare tua madre per tutto quello che sta facendo per noi, devi dirle che io sono serena proprio perché so che non siete soli. Sara vorrebbe un gattino se ti senti prendiglielo sarà in grado di accudirlo. Ti sento quando nei momenti di rabbia mi dici che ti ho lasciato in un bel casino, ma sarei stata lì ancora a vivere la mia vita con voi. Tutto è arrivato velocemente e non ho nemmeno avuto il tempo di rendermene conto. Catapultata qua senza preavviso, non pensare che per me sia stato semplice .Rendermi conto che non avrei più potuto baciarvi ed abbracciarvi. Ma ho capito tutto il senso e ho capito che qua devo essere. Amami e ama. Non provare rabbia e nemmeno rancore verso il cielo che mi ha chiamata. Ti amo e ci sono. E dí a Sara che la stella che guarda gliela regalo io.”

A un fratello gemello mai nato
Una seconda lettera ci arriva da Enna, da Michele, che chiede a Sonia se può entrare a conttatto con il fratello gemello, mai nato.

“Ciao, sono tuo fratello. Avremmo dovuto camminare assieme io e te, ogni giorno ma tu non hai avuto la possibilità di vivere questa vita. Mi sono sempre chiesto, da quando la mamma me lo ha detto, se tu fossi comunque sempre con me, ad aiutarmi e a sostenermi nei miei giorni più bui che sono veramente tanti. Quando mamma mi ha confidato che io nella sua pancia non ero solo ho avuto la conferma del vuoto che io da sempre avvertivo dentro di me. Come se una parte molto importante di me mancasse fin dall’inizio. Ho una vita in solitudine, 45 anni, non mi sono sposato e non ho avuto figli. Forse per scelta o forse per paura. Mi manchi come se quei 6 mesi vissuti là dentro con te fossero stati i più importanti della mia vita. Vorrei sapere che ci sei, vorrei darti un nome o forse tu lo hai già. La mamma non te lo aveva dato. Dovresti essere con il papà, anzi, lui dovrebbe essere con te. Dammi un cenno fammi capire se vivi. Ti amo come non ho mai amato nessuno. Strano ma vero. Tuo Miky.”

“Mi chiamo Giulio, mamma in mente sua il nome me lo aveva dato. Sono felice, felice che tu abbia capito quanto ci sono e quanto sono vivo in te. Tu lo sei in me. Ho deciso io di non fare questa esperienza sulla terra, non era ancora tempo per me, ma per te sì. Abbiamo respirato lo stesso amore e ci siamo cibati del nostro alito. Un amore senza limiti e senza bisogno di dimostrazioni. Il nostro essere UNO continua a farci vedere quanto ci siamo l’uno per l’altro. Vedo te vedo i tuoi giorni e il buio del quale tu mi parli. Ma da oggi mi devi promettere che cercherai di trovare anche una piccola fessura per iniziare, da poter far entrare la luce, perché è questo il senso che io ho nella tua vita. Fammi tu un regalo! Esci, conosci, sorridi. La vita è tanto importante e io la vivrò forse domani, ma ora tocca a te viverla. Alza le tapparelle, cambia le lenzuola, metti in ordine. È odore di chiuso quello che io sento. Apri e apriti per l’amore che ci ha scelti e uniti. Abbi coraggio. Papà è qua. Siamo con i nonni e zia. Dai un bacio a mamma e dille che sono Giulio.”