Il Museo del Prado: la corte delle meraviglie

Il Museo del Prado: la corte delle meraviglie

Di Sergio Ragaini. Un documentario sul Museo di Madrid, di cui quest'anno ricorre il bicentenario dalla sua nascita, illustrato da Jeremy Irons

Regia: Valeria Parisi
Voce recitante: Jeremy Irons
Origine e anno: Italia, 2019

Un viaggio circolare. La circolarità è una delle modalità con cui, nel cinema, si definisce lo scorrere del tempo. Oltre a quella del tempo lineare, in cui un film comincia e finisce in momenti diversi, un'altra è quella del tempo ciclico, in cui si termina nello stesso momento dell'inizio, ma nel frattempo sono avvenute delle trasformazioni, che in fondo fanno parte del cinema.
Almeno sullo schermo, e, metaforicamente, su quel grande schermo che è la vita.

10 novembre 1819: il Museo nasceva 200 ann fa
Il film di Valeria Parisi inizia e finisce nel Regno di Carlo V d'Asburgo, re del Sacro Romano Impero, re di Spagna dal 1516 al 1556. Una gestione circolare del tempo, almeno in apparenza. Tuttavia, tra l'inizio e la fine del film succede qualcosa di grandioso: il Museo del Prado di Madrid.
Quest'anno ricorre il bicentenario dalla sua nascita, avvenuta il 10 novembre 1819. Una nascita che il grande Goya ha sfiorato, senza però riuscire a vederla. Una nascita che, forse, le sue opere hanno in qualche modo incentivato, della quale, almeno metaforicamente, il grande pittore ha gettato le basi. Senza però, nonostante tutto, vederla in pratica.

Una figura di riferimento: Carlo V

Tiziano. "Carlo V"

L'inizio con Carlo V, vissuto ben prima della fondazione del Museo, fa capire che il Museo, forse, in questo lavoro è solo un pretesto per estendere il discorso all'arte, facendoci compiere un bellissimo viaggio nello spazio-tempo. Un viaggio non è lineare, ma prevede salti nel tempo, anche di secoli. In fondo, però, l'arte supera lo spazio e il tempo, cercando tra le cose nuovi legami, che non siamo spaziali o temporali.

Il film pare fare proprio questo, cercando nuove connessioni oltre le vecchie, ignorando completamente l'elemento tempo-spaziale. Per farci viaggiare, senza confini, come in una gigantesca Rete dove, in un istante, si attraversano secoli, luoghi, che sono lì, come in tempi sovrapposti, che si parlano, si toccano e comunicano oltre la comunicazione.
L'arte, tuttavia, sa donare anche questo e, con il suo incedere, sa andare oltre tutto, percezioni comprese per creare qualcosa di completamente diverso, nuovo.

Dal Prado all'infinito e ritorno
Il film, come accennavo, è stato realizzato per festeggiare i 200 anni dall'inaugurazione di questo Museo. A parte l'elemento della visita guidata, in cui le sale del museo appaiono in diverse riprese, lo scopo del film è partire dal Prado per andare oltre. Per usare un termine poetico, si potrebbe dire “dal Prado all'infinito e ritorno”. Infatti, si parte dal Prado per tornare al Prado, in qualche modo, viaggiando per epoche e luoghi, che il Prado unisce, forse come rappresentazione.

Ogni momento del film è una scusa per parlare di arte, per farci “vivere” i pittori lì rappresentati. Si parte dai dipinti presenti, dalle sue sale, dalle prospettive della visione artistica, che vengono presentate anche ribaltate e variate (ad esempio, viene mostrato il punto di vista degli spettatori, a più riprese), per mostrarci la vita e la storia dei pittori, del loro tempo, di quello che erano.

In Tiziano si fonde la storia

Geremy Irons illustra le sale del Prado.

E così, da Carlo V si passa a Tiziano, alla sua Venezia, alla sua vita. Carlo V e Tiziano, la Spagna e Venezia, sono unite in un colpo solo.
E la storia si fonde. E dal tempo che fu si passa al presente, ai numerosi turisti che affollano il museo in ogni momento. E il museo prende vita anche attraverso di loro. E attraverso tutte le figure che, in qualche modo, ne permettono l'esistenza nel tempo, dal direttore a chi si occupa di restauro.

Anche il restauro gioca un ruolo importante nella conservazione dell'arte e nella possibilità di tramandarla verso il divenire. E il restauro viene mostrato, anche in dettaglio. Ciò che permette non di riportare al passato, ma di conservare.
Il restauro spesso non ha la pretesa di riportare le cose a come erano: talvolta il tempo le ha cancellate irrimediabilmente. Tuttavia, si può riportare in vita qualcosa e conservare al meglio quello che ancora c'è. Fino a lanciarsi nel vuoto, tentando di ricostruire quello che manca. Anche questo potrebbe essere lecito: in fondo, l'arte è senza tempo, e riportare in vita il tempo passato vuol dire anche collegarlo al presente, facendone un tutt'uno.

Il tempo dell'arte, un tempo sospeso
Il film inizia e finisce con Carlo V, che visse in un'epoca differente da quella del Prado. Ma, così facendo, si recupera l’arte di Tiziano, che per Carlo V ha lavorato: celeberrimo, in tal senso, il dipinto che ritrae il re a cavallo, realizzato nel 1548 ed esposto al Prado. In precedenza, nel 1533, Tiziano aveva realizzato per Carlo V anche un suo ritratto con il cane, anch'esso esposto al Prado.

I re e i potenti, un elemento importante del film

Rubens. "Retrato Ecuestre del Duque de Lerma".

Spesso l'arte, dipingendo re e potenti, li consegna alla storia. Artisti come Tintoretto dipingevano la gente comune, il popolo, e i personaggi dei loro quadri erano in abiti semplici, talvolta dimessi. Mentre i personaggidi m olti degli artisti rappresentati al Prado sono reali, potenti, quadri commissionati da persone che potevano pagare.

Quello che emerge dal film è un concetto di arte che tramanda il potere. Un concetto verso il quale non sono completamente d'accordo: l'arte tramanda la bellezza, come prima cosa. Così come la tramanda la scienza. In fondo, sia lo scienziato che l'artista sono mossi dal senso del bello. Un matematico, tra due possibili dimostrazioni, sceglierà sempre la più elegante, la più bella formalmente. Una scelta vicina a quella dell'artista.

Tutto fluisce, tutto si trasforma
L'arte presente al Prado segna anche la storia che fluisce, che tutto trasforma e tutto cancella, come il tempo. Dove l'arte rimane come un punto fermo, quasi immutabile, una sporta di punto all'infinito da cui tutto parte, tutto si dipana. Un punto dove il tempo passa, ma l'arte resta. Foscolo sostiene che noi esistiamo finché qualcuno ci ricorda: così l'artista esiste perché è ricordato attraverso le sue opere. E attraverso queste opere, la sua vita pulsa e la possiamo toccare con mano, con bellezza, con armonia.

Da Madrid a Napoli

Goya. "La Maja Desnuda".

Questo accade nel film: dai quadri esposti al Prado si passa agli artisti, alla loro vita, ai luoghi frequentati e visitati. Così, ad esempio quando si parla di José Ribera, si passa da Madrid a Napoli, città legate strettamente (Napoli, allora, era borbonica, quindi spagnola).
Quando vengono mostrati i quadri, la ripresa va nei particolari, come per farli vivere.

La magia del cinema può essere anche questa, dare vita ai fantasmi del passato per renderli presenti e prospettare anche il futuro come se fosse qui.

La polvere del tempo sparisce e tutto si rivela.

Diego Velasquez. "Las Meninas"

Goya, Tintoretto, Tiziano, Velasquez, Rubens, Bruegel e gli altri pittori rappresentati nel lavoro sono presenti tra noi.
E, in un certo senso, ci sono anche quelli che verranno e che questo museo accoglierà, come sempre ha accolto il bello.

La voce narrante di Jeremy Irons guida questo percorso, da una stanza che pare provenire dal futuro, sino alle sale del museo, talvolta vuote, come se si volesse entrare in una sorta di tempo sospeso, dove si entra in un eterno presente. E anche la polvere della vita stessa se ne va, nel finale. La quotidianità viene sublimata e l'arte vi entra con la pienezza che sa caratterizzare tutto attorno a noi.

Rubens. "Le tre Grazie".

Un film di grandissima densità. Per poterlo apprezzare, data la mole di informazioni e di elementi proposti, dovremmo rivederlo più volte.

Tuttavia, credo che sono proprio le cose essenziali che rimangono dentro. Il resto è analisi, un'elaborazione logica. Le emozioni, le più belle, restano sin da subito. Magari si perdono dati, nomi, ma l'emozione resta.
E l'emozione di questo film è davvero notevole, per intensità, atipicità, capacità di fondere epoche e superare spazio e tempo, permettendo all'arte di parlare con noi e di donarci le sue emozioni più belle.

Per saperne di più
*Recensione del film su “My Movies”: https://www.mymovies.it/film/2019/il-museo-del-prado-la-corte-delle-meraviglie/
*Descrizione del film su “Nexo Digital”, la struttura che l'ha distribuito:
http://www.nexodigital.it/il-museo-del-prado-la-corte-delle-meraviglie/
*Sito Web del Museo del Prado (spagnolo, inglese): https://www.museodelprado.es
*Canale Youtube del Museo del Prado: https://www.youtube.com/channel/UC3jXKn8og2bSmbqLG3B32ow
*Video di benvenuto al Museo del Prado:
https://www.youtube.com/watch?v=KdQRjgvqxwg